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TEMPO DI MISERICORDIA
TEMPO DI MISERICORDIA

Non si è spento ancora l’eco dell’accorato appello lanciato da papa Francesco, che ha dedicato questo sciagurato anno 2016  alla  “Misericordia “, un sentimento che dovrebbe riempire di sé la vita morale e spirituale di tutti i Credenti, specie di quelli che sono accorsi negli  ultimi mesi da ogni angolo del mondo a Roma per la celebrazione  del Giubileo.

 

Questo “sentimento di compassione” emerge spontaneo dentro di noi, specialmente di fronte all’immane  tragedia che si sta  svolgendo sul proscenio di quel  terribile teatro  che è appunto il Mediterraneo e l’area dei Paesi arabi. Ed a farne le spese sono soprattutto i bambini, i quali evocano quel sentimento di ‘Misericordia’ che è loro negato in questi tristi tempi di violenza, rendendo vano il precetto evangelico “sinite pargoli venire ad me !”

Anche i Poeti  Ortonesi, per antica tradizione, sono scesi in campo  per ricordare, come fa appunto Candeloro Lupi in un meraviglioso sonetto, che purtroppo “non c’é Misericordia  in questo mondo, e non c'é chi asciuga il pianto di chi soffre”, il pianto cioè di coloro che non hanno toccato “porti lontani  e sognati”. Eppure, scrive il Poeta, “tutti  recitiamo ad alta voce / la parte del  buon Cristiano”, ma poi  dimentichi di tutti e di tutto, “lasciamo ad ognuno la sua Croce“.

Ma su questa pessimistica - anche se realistica - visione, s’erge una barriera rassicurante, eretta - come scrive Candeloro - dall’opera misericordiosa di Dio, il quale “dal cielo tutto vede”  e premia soprattutto chi ha fede. La Misericordia divina viene somministrata “goccia a goccia”, come recita il titolo di un altro bel Sonetto, che sembra avulso concettualmente dal primo ma che invece, a ben riflettere, mostra una sottile continuità ideologica,  fatta di commiserazione sulle vicende della nostra vita umana, che reclama eterna comprensione.

Grande è la “visione della vita” di questo Poeta ortonese, che emerge nelle più svariate vicende umane, sulle quali si posa la Misericordia Consolatrice, che a tutto rimedia, anche quando sembra scomparsa dal nostro orizzonte ogni segno di Speranza. E ne sanno qualcosa soprattutto i bambini siriani, privati dei diritti dell’infanzia, e di un sorriso che illumini i loro volti. Nei confronti di questa sciagurata generazione noi  dobbiamo sentirci pertanto tutti colpevoli e cercare in questo nefasto momento quel sentimento di  pace indispensabile a tutta l’umanità. 
 
foto  Unicef