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L'ARCIPRETE DI MONTAGÀNO …
L'ARCIPRETE DI MONTAGÀNO …

La nostra attenzione è stata attratta di recente da un passo dello storico molisano Giuseppe Maria Galanti (Descrizione del Contado di Molise, Napoli 1781), che merita di essere conosciuto dagli studiosi abruzzesi, se non altro perché fino a tempi vicini ai nostri, gli Abruzzi ed il Molise formavano una unica Regione, o meglio una 'macroregione' - come amavano scrivere i geografi -  che separava il centro-nord d’Italia dal meridione. "Io - sottolinea il Galanti a pag. 96 della citata opera - non scrivo questo Articolo (sic) se non per rendere giustizia alla memoria di un grande uomo, il quale per la bizzarria delle cose umane è rimasto sconosciuto fino ai nostri tempi".

Ma chi era questo grande uomo, rimasto sconosciuto fino alla fine del '700? Era l'Arciprete di Montagàno, una bella Terra distante circa sei miglia da Campobasso."Quando io vi giunsi - scrive il Galanti - perché trasferitovi dalle autorità ecclesiastiche competenti, trovai il paese tutto coperto di alberi da frutta e di un genere il più squisito ".

Ed aggiunge il Galanti: " Io ne restai sorpreso, tanto più perché appresi che un'opera così meritoria, come quella di creare zone di verde nel centro abitato e tra l'altro con alberi da frutta, si doveva al precedente Arciprete, di nome Damiano Petrone, il quale non dava altra penitenza a' peccatori, che quella di piantare un determinato numero di alberi da frutta né loro propri fondi. E quando non ne avevano, nei fondi altrui. E le piantagioni erano in proporzione del numero e qualità de' peccati.

L'arciprete Petrone si era obbligato talvolta portarsi in regioni lontane a farne l'acquisto. Quando i peccatori si scusavano di essere poveri e di non avere istrumenti, né modo(?), il nostro parroco era colui che di suo denaro gli uni e l'altro somministrava.

 

Io fui curioso di sapere, se il nostro Petrone era stato uomo di dottrina. Egli invece era ignorante al regno, e felicemente non consultava che il suo buon senso naturale. Supponghiamo (sic) per un momento tutti i parochi (sic) del regno, addetti ad una funzione come quella del buon arciprete di Montagàno: quanto il loro ministero tornerebbe alla prosperità dello Stato?"

Non è difficile rispondere alla domanda che si poneva il Galanti, ma nel frattempo bisogna ricordare che molti danni sono causati al patrimonio arboreo non solo dall'uomo ma anche dagli eventi naturali, come si vede continuamente in Abruzzo. Significativo ci è apparso pertanto il titolo di un Articolo pubblicato su Il Messaggero (lunedì, 12 nov. corrente anno) in cui si legge "Pescara si rifà il verde. In arrivo 127 nuovi alberi ". Chissà! Il buon Arciprete Damiano Petrone avrà certamente gioito in cielo nell'apprendere questa notizia, tanto più che il 21 novembre del corrente mese si celebrerà la "Giornata Nazionale dell’Albero ", un evento cui tutti noi siamo tenuti a partecipare, perché fin dai tempi primordiali l'albero si è rivestito di intensa sacralità e non a caso le divinità lo hanno scelto come propria dimora.

di Franco Cercone