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L'opinione di Giustino

Ulteriori riflessioni sulle vicende delle foibe

“Le vicende delle foibe rappresentano una pagina buia della nostra storia, una sciagura nazionale che deve contribuire a sconfiggere i negazionismi di ogni tipo”.

Così ha detto, tra l’altro, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione del “Giorno del Ricordo” che dovrebbe contribuire a fare, definitivamente, i conti con un passato che non passa, utilizzato com’è, a fini a volte bassamente propagandistici, da esponenti delle varie destre italiane e locali.

Questi alti appelli per evitare che le atrocità delle foibe, dei campi di concentramento, dello sterminio degli ebrei – la Shoah, che molti esponenti di destra negano -  si ripetano, nella nostra città evidentemente cadono nel vuoto perché le varie rappresentanze delle destre utilizzano ogni occasione per rinfocolare odio, rancore, tentare di mistificare la storia, come hanno fatto questa mattina dedicando una targa a Norma Cossetto, figlia di un alto gerarca fascista che operava a Trieste in quell’epoca, una delle tante vittime di una guerra scatenata, non dimentichiamolo mai, dai nazisti dei quali i fascisti italiani sono sempre stati servili alleati.

Da alcune foto pubblicate, ho visto che sono state presenti anche le scolaresche e che il Sindaco, con la fascia tricolore, ha presenziato la cerimonia.

Essendo stata varata dal Parlamento italiano con legge n. 92 del 30 marzo 2004, “Il Giorno del Ricordo” deve servire a ricordare a tutti le atrocità di ogni guerra ed io mi auguro che nel corso della cerimonia il Sindaco o chi per lui abbia ricordato, alle scolaresche presenti, che è stato il fascismo, a cui si è sempre ispirato –dalla “Giovane Italia, al Fuan, dal MSI ad An ecc.- ad imporre l’italianizzazione dell’Istria,  Slovenia,  Dalmazia, Croazia. Che sono stati i fascisti a dare fuoco alla Casa del Popolo di Trieste, a togliere le denominazioni in lingua slava delle vie, delle scuole ed edifici pubblici, a cambiare i nomi e i cognomi slavi, italianizzandoli. Che sono stati gli “ustascia”, appartenenti al movimento nazionalista e fascista croato di estrema destra, alleato dei nazisti tedeschi e fascisti italiani nel corso della seconda guerra mondiale scatenata da Hitler con la subalterna complicità di Mussolini, a massacrare tanti innocenti.

Così come mi auguro che il Sindaco Di Primio ed il Consigliere comunale Di Paolo abbiano ricordato alle scolaresche che il 6 aprile 1941 sono stati i nazifascisti ad invadere la Jugoslavia, senza alcuna dichiarazione di guerra, che consentì all’Italia fascista di annettere la Slovenia, la Dalmazia e Fiume e che dopo l’armistizio del Maresciallo Badoglio del 30 settembre 1943, fu la Wermacht nazista, con il consenso dei fascisti italiani, a uccidere, senza alcuna pietà, i partigiani titini e a sterminare oltre 5 mila donne, vecchi e bambini nella Risiera di San Sabba solo perché ebrei, già perseguitati in Italia con le famigerate leggi razziali elaborate da Giorgio Almirante, diventato dopo la guerra, per molti anni, segretario nazionale del MSI.

Le foibe sono state un fatto gravissimo, dolorosissimo, ma frutto delle inaudite violenze operate dai nazifascisti contro la popolazione slava. Pensare che una volta sconfitti dai partigiani titini, nessuno si sarebbe vendicato, a torto o a ragione, delle violenze subite, sui collaborazionisti fascisti e sui loro familiari, è pura ipocrisia. Purtroppo, le vicende di quegli orribili anni hanno lasciato una lunga scia di morti, di feriti, di odio, rancore, divisione.

Basti ricordare che solo il 5 ottobre 1954 Trieste, col memorandum di Londra, fu assegnata definitivamente all’Italia mentre l’Istria, la Dalmazia e Fiume furono assegnate alla Jugoslavia. E questi sono i frutti avvelenati che lasciano tutte le guerre, come insegna anche la “questione tedesca” con Berlino, che solo nel 1989 ha potuto demolire,  finalmente,  il muro costruito dai sovietici.

Capisco che il Sindaco Di Primio e il Consigliere comunale, Di Paolo, dovendo dedicare molto del loro tempo a trovare vie, piazze e larghi da intitolare a persone che hanno avuto a che fare con il fascismo, ne abbiano poco per poter leggere e studiare qualche buon testo che, oggettivamente, si è occupato di quelle tristi vicende ma, negli ultimissimi giorni, la TV pubblica ha dedicato film e programmi di storia che mi permetto di suggerire a chi ne volesse sapere di più. Ormai, con Raiplay è possibile rivedere programmi che magari sono stati persi per gravosi impegni amministrativi.

A me ha fatto piacere l’intitolazione di una piazza alle vittime delle foibe, tra cui, oltre ai fascisti, ci sono stati anche molti sacerdoti cattolici, comunisti, socialisti, civili apolitici ecc. E fa piacere anche avere i massimi rappresentanti delle istituzioni locali, Sindaco e Prefetto, partecipare a queste manifestazioni.

Domani, 11 febbraio, a Colle Pineta di Pescara, ce ne sarà un’altra nel luogo dove furono fucilati 9 Partigiani teatini della “Banda Palombaro” e sono sicuro che, contrariamente agli altri anni, ci sarà anche il Sindaco di Chieti con la fascia tricolore, magari a capo di una delegazione di assessori e consiglieri comunali così sensibili a ricordare le vittime delle foibe che, per fortuna, non hanno avuto alcun teatino tra di loro.

Poi, visto che c’è tutta questa sensibilità ad intitolare piazze e vie, mi limito solo a ricordare che, da diversi anni, l’ANPI di Chieti, sostenuta dalla raccolta di centinaia di firme, ha proposto all’Amministrazione comunale, di intitolare una via o una piazza alla Repubblica italiana, nata dall’eroica lotta di Liberazione nazionale dalla tirannide nazifascista. Facendo proposte concrete, l’ANPI ha suggerito di intitolare alla Repubblica l’attuale Piazza Umberto I che potrebbe rimanere, come Piazza San Giustino, “già Piazza Vittorio Emanuele II”, nel sottotitolo

Sarà sicuramente per i tanti gravosi impegni che hanno sia il Sindaco che i suoi assessori e consiglieri che lo sostengono, ma di questa proposta si sono perse le tracce.

Lavoreremo perché la prossima amministrazione, che ci auguriamo di diverso orientamento, metta fine a questa vergogna.

Chieti, 10 febbraio 2020             Giustino Zulli Vive Presidente Vicario Sezione ANPI Chieti

 

NO A STRUMENTALIZZAZIONI PREELETTORALI

“Articolo uno” di Chieti deplora e condanna ogni atto da chiunque compiuto contro vicende che ricordano momenti terribili del nostre recente passati come le Foibe-  che vanno comunque inquadrate in un contesto storico che non si dovrebbe prestare a strumentalizzazioni politiche attuali – dentro le quali, come molti studi passati e recenti hanno ampiamente documentato, sono stati gettati i corpi anche di tanti partigiani comunisti, contrari alle decisioni politiche del Maresciallo Josip Broz Tito.

“Articolo uno”, però, ritiene strumentali le iniziative del Consigliere comunale Marco Di Paolo – già di Identità teatina, UdC, Fratelli d’Italia recentemente approdato con Lega di Salvini – volte, probabilmente a raccattare voti delle fasce più estreme delle destre teatine, in vista delle ormai prossime elezioni amministrative.

Esiste una Legge dello Stato, la n. 92 del 30 marzo 2004,  “Giorno del Ricordo, che tutti dovrebbero rispettare perché fanno parte della memoria storica dell’Italia.

Ma sembra piuttosto strano, oltre che discutibile, che mentre ci si attiva per ricordare, giustamente, vicende dolorose quali quelle delle Foibe, che comunque non hanno coinvolto teatini/e o abruzzesi, mai si è preso parte ad iniziative che hanno celebrato il ricordo di giovani Partigiani teatini massacrati dai nazisti, con l’avallo dei i loro servi fascisti.

Il 14 dicembre di ogni anno a Bussi, l’11 febbraio a Colle Pineta di Pescara, vengono organizzate, dall’ANPI, cerimonie per ricordare i Martiri della Libertà della nostra città che hanno perso la loro giovane vita  per contrastare la follia nazista e per garantire una vita di pace e democrazia alle nuove generazioni.

A queste manifestazioni, lo ricordiamo a tutti e a tutte, né il consigliere Di Paolo né i rappresentanti dell’Amministrazione  Comunale  hanno mai partecipato.

Invitiamo, pertanto, il consigliere Di Paolo, possibilmente portando il Gonfalone del Comune di Chieti  e chi vorrà, a partecipare alla manifestazione che, come ogni anno, si svolgerà a Colle Pineta di Pescara martedì 11 febbraio, 75esimno anniversario dell’ennesima strage nazifascista, dove furono brutalmente fucilati 9 giovanissimi Partigiani teatini.

Così si dimostrerà di voler contribuire, davvero, alla “pacificazione” del Paese.

Altrimenti, è tutto solo propaganda.

Chieti, 09 febbraio 2020                     Giustino Zulli Coordinatore cittadino di “Articolo uno”.

 

GLI UNICI VERI COMUNISTI RIMASTI IN ITALIA:I LEGHISTI

A dimostrazione che l’unico vero partito comunista leninista italiano è la Lega, attualmente comandata dall’ex giovane comunista padano Matteo Salvini, senza alcun congresso o dibattito pubblico, il commissario regionale  “ ha provveduto al riassetto territoriale del partito, attraverso una serie di nomine”, dando, ai commissari provinciali, le disposizioni “di comporre i rispettivi esecutivi e procedere alle nomine dei segretari comunali”. Un’ autentica ubriacatura di verticismo.

Ora, è chiaro che ogni partito ha il suo statuto e chi vi aderisce è forse consapevole di entrare  non in una sezione o circolo dove, abitualmente, si discute di politica e anche di nomine, magari dopo un dibattito su temi precisi, degli organismi dirigenti, ma in una caserma dove il capetto di turno decide a suo piacimento chi nominare e chi destituire negli incarichi dei sottoposti ma, leggendo alcuni nomi, e penso per esempio al Comune di Chieti, non si può che rimanere esterrefatti.

Se non è un caso sempre possibile di omonimia, il commissario cittadino, nominato da quello regionale della Lega è, stando a notizie pubblicate, Anna Lisa Bucci, figlia di Vittoriano, un bravo avvocato , purtroppo scomparso, militante del Partito repubblicano di cui è stato consigliere comunale per circa 20 anni, combattente di tante battaglie contro il soffocante sistema di potere democristiano che, per coltre 40 anni, dal 1947 al febbraio 1993, ha fatto il bello (poco) ed il cattivo (molto) tempo.

Questo sistema di potere, fondato sulla corruzione, le tangenti, il familismo, le raccomandazioni, il “gasparismo” (a Chieti non si muove foglia che Gaspari non voglia, si usava dire allora), è saltato grazie alle confessioni di un noto costruttore edile, Nicola Serano che, consigliato dal suo avvocato Vittoriano Bucci, fece emergere tutto il marcio su cui si fondava.

Grazie alle sue rivelazioni, il 2 febbraio 1993 furono arrestati 5 assessori e diversi tecnici comunali corrotti mentre il 13 febbraio sera toccò al Sindaco di allora Andrea Buracchio, che qualcuno anagrammando il suo cognome definì “Rubacchio”, varcare i cancelli delle carceri di Madonna del Freddo.

Come se nulla fosse successo, 27 anni dopo, Andrea Buracchio - che da sempre ha manovrato dietro le quinte - continua a gestire le vicende politiche cittadine da segretario provinciale dell’UdC, sostenendo i rappresentanti di quelle destre missine che all’epoca, con i giovani Di Primio, Febbo e il neo aspirante Sindaco Di Stefano, imposto “democraticamente” da Salvini nel corso del suo comizio al Supercinema nel dicembre 2019, gli fecero una guerra, peraltro giusta,  ferocissima.

L’uomo politico mandato in  galera da Vittoriano Bucci, oggi è determinante nell’appoggiare candidati imposti da quella Lega di cui è commissario cittadino Anna Lisa Bucci, figlia di Vittoriano.

Nemmeno l’ingegno di Agata Christie avrebbe potuto architettare una simile trama.

Un commissario che assiste senza dire mezza parola sul sostegno dato da una persona che il padre ha contribuito a mandare in galera per corruzione ad uno dei candidati della destra estrema, peraltro imposta dal capo della Lega ai suoi alleati, a me pare un fatto di una gravità estrema.

Se gli elettori teatini, compresi coloro che andarono a brindare davanti ai cancelli delle Carceri per salutare l’ingresso di Buracchio, continueranno a votare per costoro, vorrà dire che le speranze di rinnovare questa nostra malridotta città saranno davvero deluse.

Giustino Zulli coordinatore cittadino di “Articolo uno”

Chieti, 06 febbraio 2020

 

Riapertura Stadio del Nuoto e C.S. del Sindaco Di Primio

“Chi ‘a avuto, avuto, avuto e chi ‘a dato, ‘a dato, ‘a dato-scurdammoce ‘o ppassato, simme ‘e Chieti, paisà?

Certo, la faccia tosta di alcuni personaggi della politica teatina non ha limiti. Come si ricorderà, lo Stadio del Nuoto della città ha cessato le sue normali attività per le festività di fine anno. Come sempre, sarebbero riprese all’inizio del nuovo anno.

Ma, senza alcun preavviso né conferenze-stampa dell’Assessre allo Sport Viola o del Sindaco Di Primio, dimostrando di avere una grande considerazione per i diritti degli utenti, le attività natatorie non sono riprese il 2 gennaio, come da programma e il personale addetto, sempre gentile e disponibile, non ha mai potuto comunicare una data certa per il ritorno alla normalità.

Solo dopo alcune mie segnalazioni pubbliche, della riapertura dello Stadio del Nuoto si è ricominciato a parlare promettendo, peraltro, alcune date nemmeno rispettate.

Oggi, conferenza stampa dai toni trionfalistici, come al solito, del Sindaco Di Primio che ha annunciato la ripresa delle attività, cosa che, ovviamente, da utente pluriennale della struttura, mi fa piacere.

Nemmeno una parola, però, sui diritti degli utenti che, dopo aver dovuto pagare una quota di iscrizione di 30 €, hanno sottoscritto l’abbonamento stagionale per il nuoto libero che, fino a 2 anni fa, valeva dalla prima settimana di settembre per concludersi a fine agosto dell’anno successivo mentre l’attuale stagione è partita il 24 settembre per concludersi il 30 giugno 2020. Che fine faranno questi soldi già anticipati?

Chi, come me, ama praticare il nuoto libero come fa da decenni, si è dovuto iscrivere alla piscina di Cepagatti (dove peraltro mi trovo benissimo) pagare una quota sia l’iscrizione che per la frequenza.

Penso che sarebbe corretto che la nuova gestione prolunghi la validità degli abbonamenti della stagione 2019-20 al 31 luglio per recuperare la mensilità persa non per responsabilità degli utenti.  

Credo che, per il nuovo gestore- al quale auguro tutto il successo possibile per il rilancio di una struttura gestita sinora molto male sia per responsabilità dell’Amministrazione comunale  che della Teate Servizi- sarebbe un buon inizio.

Giustino Zulli

Chieti 03 febbraio 2020

 

LE AMBIZIONI DI POTERE

Chieti, 3 febbraio 2020 - Leggere oggi - 27esimo anniversario della decapitazione della Giunta democristiana di Chieti, caduta a suo tempo anche per le denunce di Nicola Cucullo, che sulle ceneri della “tangentopoli teatina” ne divenne Sindaco per oltre 11 anni - ringraziamenti dell’autonominatosi candidato unico Di Stefano, al protagonista indiscusso di tutta la politica del malaffare cittadino di quegli anni Andrea Buracchio, che in seguito fu incarcerato a Madonna del Freddo tra gli sghignazzi, le urla, le bottiglie di spumante stappate per la gioia, fa emergere con chiarezza che per ambizione di potere si fa tutto.

A me ha colpito la tracotanza e sicumera con la quale il Di Stefano ha ribadito la sua posizioni di “unto dal Salvini”, liquidando con sufficienza anche le proposte di primarie, delle destre, che evidentemente teme. A quanto pare, Maurizio Formichetti, buon scalatore, è costretto a mangiare la polvere, ciclisticamente parlando, di chi, del tutto estraneo alla realtà cittadina, già si sente vincitore.

Giustino Zulli, coordinatore cittadino di “Articolo uno”

 

LA RIUNIONE DELLE FORZE DEMOCRATICHE

LA RIUNIONE DELLE FORZE DEMOCRATICHE

Chieti, 31 gennaio 2020 - Gli iscritti, i militanti e i dirigenti teatini di “Articolo uno” salutano con soddisfazione la convocazione, più volte sollecitata, di una prima riunione delle forze democratiche e progressiste che si svolgerà venerdì sera in vista delle prossime elezioni amministrative.

A questa riunione, i rappresentanti di “Articolo uno” parteciperanno con spirito unitario e costruttivo, ben sapendo che l’unica possibilità di sconfiggere le destre -che ritengono di avere già la vittoria in tasca, come arrogantemente ha sostenuto Salvini nel suo discorso al Supercinema quando ha imposto, senza alcun confronto tra chi evidentemente ha considerato dei semplici portatori di voti, il suo candidato- è quella di costruire un campo largo di forze capaci di risollevare la nostra città che deve, di fatto, il suo preoccupante declino ai Di Primio, Febbo, Di Stefano che, sia pur con ruoli diversi a livello comunale, provinciale, regionale e nazionale, nulla hanno fatto, in concreto, per una città che è stata, nei loro confronti, sempre molto generosa nei voti.

 

SULLE BUFFONESCHE SCENEGGIATE SALVINIANE

Adesso, tutto mi è più chiaro. La clownesca ma gravissima provocazione
di Fanfaron de' Fanfaronis, al secolo matteo salvini, capo della lega
ladrona, citofonista da avanspettacolo, è stata una sceneggiata
studiata a tavolino dallo staff leghista che, in questa campagna
elettorale, in Emilia Romagna sta superando tutti i limiti della
decenza.
Leggendo l'intervista rilasciata al quotidiano on line TPI da Anna
Rita Biagini, la donna del quartiere Pilastro di Bologna che ha
portato il neo-citofonista a fare un gesto gravissimo, per il quale mi
auguro che venga denunciato assieme alla signora che ha superato gli
untori di manzoniana memoria, si apprende che "non ho portato io
Salvini al citofono. Alcuni esponenti della Lega, ieri mattina, mi
hanno contattato chiedendomi di indicare loro dove abitano gli
spacciatori della zona e io gliel'ho semplicemente detto. Sapevano che
ho le foto di queste persone che spacciano, che ho già fatto avere a
polizia e carabinieri". La squisita signora, che forse vede tanti
gialli in TV, ha poi aggiunto che "domenica voterà lega". Chi
l'avrebbe mai detto!
Non so se i teorici della comunicazione leghista si siano ispirati a
Memo Remigi che- per l' intelligente e piacevole trasmissione
"Propaganda Live" in onda il venerdì sera su La7, condotta dal bravo
Diego Bianchi, in arte Zoro- va citofonando a mezza Roma per chiedere
le cose più strampalate. Ma qui siamo ad una ironia scanzonata, da
persone dello spettacolo.
Fanfaron de' Fanfaronis è il capo politico dell'attuale maggior
partito italiano, stando almeno ai sondaggi, è stato Ministro
dell'Interno ed aspira ad avere "i pieni poteri". Dio ce ne scampi e
liberi. Ve l'immaginate costui andare citofonando in tutt'Italia?
Sarebbe un incubo.
Al di là di ogni battuta, quanto è accaduto è semplicemente vergognoso
e pericoloso e sta rischiando anche di mettere a dura prova i rapporti
diplomatici con la Tunisia, Paese di origine dei presunti spacciatori
a causa di un imbecille che, evidentemente, fa il clown con al seguito
fotografi e cameramen per raccattare qualche voto spettacolarizzando
la campagna elettorale per una candidata incolore, Lucia Borgonzoni,
di cui si vergogna al punto tale da aver riempito lui e solo lui la
scena politica regionale.Che dire? Io mi auguro che la famiglia del
giovane tunisino, presunto spacciatore perché indossa scarpe da tennis
e va a fare le vacanze in Sardegna, come ha sostenuto l'ineffabile
signora Biagini, lo quereli e che possa anche andare in galera. Così,
forse, avrà più tempo per scrivere "Le sue prigioni".
Giustino Zulli
Chieti, 23/1/20
 

 

PRIMA DEL VOTO

PRIMA DEL VOTO

Chieti, 24 gennaio 2020 -

Nelle elezioni regionali in Emilia-Romagna (di quelle in Calabria purtroppo so poco perché poco se ne è parlato anche nei talk-show televisivi che normalmente seguo) il bravo Bonaccini ha cercato di illustrare i tantissimi risultati positivi della sua presidenza, fornendo dati difficilmente confutabili. L’Emilia-Romagna è una Regione che, pur con ancora diversi problemi, scoppia di buona salute. E’ stato criticato dai fascioleghistiberlusconiani che hanno inanellato una serie di incredibili stupidaggini da far rabbrividire ( dal bisogno di tenere aperti gli ospedali anche di sabato e domenica come se oggi non fosse già così, alle squallide, vergognose, indegne strumentalizzazioni delle vicende di Bibbiano la cui popolazione, proprio ieri, partecipando a due distinte manifestazioni, una delle destre salviniane e una delle sardine, ha chiaramente dimostrato di preferire queste ultime, per arrivare alla clownesca esibizione salviniana davanti ad un  citofono, imitando gli untori di manzoniana memoria, di un appartamento dove vivono tunisini regolari, ritenuti spacciatori.

 

QUESTA NOSTRA CITTÀ

QUESTA NOSTRA CITTÀ

Chieti, 16 gennaio 2020 - Il 2 febbraio 1993, l’intera Giunta monocolore democristiana di Chieti fu decapitata dagli arresti di 5 assessori ed alcuni tecnici del Comune, in seguito alle rivelazioni di un noto costruttore teatino – Nicola Serano, morto a 79 anni il 7 gennaio 2016 – che fece emergere, con le sue confessioni, un mondo fatto di mazzette, voto di scambio ecc., nel corso di indagini sulla costruzione della Scuola elementari di Salvaiezzi, in Contrada San Martino.

 

LA PISCINA COMUNALE DI CHIETI: DI MALE IN PEGGIO

Dal 2 gennaio scorso, la Piscina comunale di Chieti, che negli ultimi
anni ha fatto emergere le gravi inadempienze dell’Amministrazione
comunale guidata dalle destre, per i tanti frequentanti che hanno
sottoscritto un salato abbonamento annuo (400 € più 30 € di
iscrizione) per poter praticare l’attività del nuoto libero, risulta
impraticabile per l’assenza dei bagnini addetti al salvamento sulle
cui motivazioni il personale addetto non è in grado di fornire
informazioni precise.
 
Senza alcun avviso o spiegazione, questa è l’ennesima perla
dell’amministrazione Di Primio che sta offrendo non “Di Più” come
aveva sbandierato nella campagna elettorale che gli ha consentito di
rivincere le elezioni amministrative scorse, ma “Di Meno”.
 
L’abbonamento annuo per il nuoto libero, che prima valeva dal 1°
settembre al 31 agosto dell’anno successivo, per questa stagione è
entrato in vigore il 16 settembre e si concluderà il 30 giugno 2020.
 
Tra giorni dedicati a gare e/o ad avvenimenti di vario tipo, con
l’attuale chiusura della quale non si capisce ancora la conclusione,
di fatto gli abbonati rischiano di perdere almeno un mese di frequenza
e sarebbe opportuno che chi dovrebbe gestire l’impianto ne tenesse
conto per prolungare, almeno fino al 31 luglio, la validità
dell’abbonamento anche per non avere un indiretto e ingiustificato
danno economico.
 
Comunque, questa è l’ennesima perla dell’Amministrazione Di Primio
che, dopo aver praticamente eliminato le serate estive animate dagli
“Artisti di Strada” che pure richiamavano, con i loro spettacoli,
migliaia di persone, ridimensionato la “Settimana mozartiana”,
abolito, quest’anno, il Presepe vivente che pure attraeva diverse
migliaia di persone, arriva alla conclusione con un bilancio
pesantemente negativo di cui i cittadini elettori farebbero bene a
tener conto tra alcuni mesi, quando si svolgeranno le elezioni per il
rinnovo dell’Amministrazione.
 
E sarebbe bene che di questi ed altri problemi (le buche su molte vie
cittadine, la pessima segnaletica stradale, la scarsa illuminazione
delle zone più periferiche della città) si cominciasse a parlare.
 
Invece, in città, si sta parlando solo delle candidature a Sindaco con
un elenco piuttosto affollato di aspiranti, nessuno dei quali dice su
quali proposte ed obiettivi.
 
Poco spazio ai contenuti. Tanto spazio al toto-nomine
 
Giustino Zulli.
 
Chieti, 09/01/20
 
Via Porticella, 3
66100 CHIETI
Tel. 0871/500204
Cell. 3287406873

 
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