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PIO LA TORRE, UN EROE DEI NOSTRI TEMPI

Alle 9,20 del 30 aprile 1982, in una stretta via di Palermo, veniva barbaramente ucciso, assieme all'autista Rosario Di Salvo, Pio La Torre, sindacalista della CGIL prima, deputato del PCI all'Assemblea regionale siciliana e più volte parlamentare nazionale poi. Era nato il 24 dicembre 1927 a Palermo, figlio di un povero bracciante e sin da giovanissimo si impegnò per il riscatto e l'emancipazione dei più umili e indifesi. A soli 21 anni diresse, dopo l'assassinio di un altro giovane dirigente sindacale della CGIL, Placido Rizzotto, la Camera del Lavoro di Corleone (paese alle porte di Palermo tristemente famoso per aver dato i natali ai più feroci criminali mafiosi siciliani. Fu ammazzato perché dava fastidio alla mafia e pose per primo il problema, con una legge che porta il suo nome, della confisca delle ricchezze accumulate e non accettabilmente giustificate.

Del suo barbaro assassinio, anche grazie alle testimonianze di alcuni “collaboratori di giustizia” (Tommaso Buscetta, Francesco Marino Mannoia, Gaspare Mutolo e Pino Marchese) nel 1995 furono accertati e condannati all'ergastolo i mandanti, veri pezzi da novanta della peggiore criminalità mafiosa come Salvatore Riina, Michele Greco, Bernardo Brusca, Bernardo Provenzano, Pippo Calò, Francesco Madonia e Ninì Gerace ).

Comprendendo che la base missilistica NATO in costruzione a Comiso (RG) costituiva una minaccia per la pace in Sicilia ed in tutto il Mediterraneo, organizzò la raccolta di un milione di firme in calce ad una petizione al governo.

25 anni dopo il suo brutale assassinio, la Giunta di centrosinistra di Comiso decise di dare il suo nome all'aeroporto, inaugurato il 30 maggio 2013.

Sprezzante del ridicolo, la nuova giunta di destra guidata dal Sindaco Giuseppe Alfano decise di togliere l'intitolazione a La Torre per tornare a quella precedente, “Generale Magliocco”, distintosi in piena epoca fascista, nella guerra coloniale d'Etiopia e solo dopo una petizione promossa dal “Centro studi Pio La Torre”, il 7 giugno 20114, l'aeroporto gli viene di nuovo reintitolato.

In un momento in cui, qualunquisticamente, la politica tutta viene disprezzata ed i politici, in maniera demagogica e populista ma sopratutto indifferenziata, vengono ritenuti colpevoli di tutti i mali del mondo (non i manager che percepiscono retribuzioni e buone uscite milionarie pur facendo fallire le aziende che vengono loro affidate, non chi si arricchisce sfruttando ignobilmente i lavoratori, non i grandi squali della finanza capaci con un click di spostare miliardi verso i paradisi fiscali) a me piace ricordare Pio La Torre, un eroe dei nostri tempi.

Giustino Zulli