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SUI DATI DELL'OCCUPAZIONE:TRA SOGNI E REALTA'

Ma cosa sta succedendo tra le “giovani promesse” del Pd(R)? E' in atto, come sostengono in molti. una vera e propria mutazione antropologica specie tra chi, tra queste “giovani promesse”, viene della storia del Pci, PdS, Ds?. E' un interrogativo che voglio riproporre perché mi pare che almeno chi ha una sua storia politica a sinistra, mai ha bluffato sui numeri perché mentre sui problemi di carattere generale, è sempre possibile far prevalere una maggiore dialettica, sui numeri bisognerebbe evitare di arrampicarsi sugli specchi ed essere politicamente più corretti.

Sono il solito gufo che rosica, come ama dire il nostro Caro Leader Renzi o dico, più semplicemente, la verità? A chi legge ciò che scrivo, l'ardua risposta.

I fatti: martedì 16 maggio, condotta da Bianca Berlinguer,“cartabianca” -una delle poche trasmissioni televisive che almeno a mio parere merita di essere seguita- ha ospitato, oltre che una interessante intervista a Pierluigi Bersani, un vivace confronto tra il segretario generale della Fiom Maurizio Landini e il neo vice segretario unico del Pd Maurizio Martina che, nei ritagli di tempo, fa anche il Ministro dell'Agricoltura.

Quando il Pd capirà che concentrare tali responsabilità e far coincidere incarichi di governo con quelli di partito è un errore, sarà un bel giorno per la nostra democrazia. Ma andiamo avanti:nel corso dell'incontro si è parlato, ovviamente, dei temi del lavoro, dell'occupazione, disoccupazione ecc.e il Ministro Martina non ha fatto altro che snocciolare, magnificandoli, i risultati del jobs-act- a mio sommesso avviso una delle cose peggiori realizzate dal governo Renzi- sostenendo non solo che nel 2016 ci sarebbero stati 740 mila nuovi posti di lavoro ma che, addirittura, nel corso del primo trimestre di quest'anno il dato si starebbe consolidando.

E ad un giustamente innervosito Landini, che cercava di dirgli che le cose non stavano esattamente come lui le dipingeva, Martina continuava a sostenere che, pur essendoci ancora molti problemi, non era giusto attaccare il governo su questo aspetto.

Maurizio Martina è un politico relativamente giovane. Ha solo 39 anni ed è stato uno tra i principali collaboratori di Filippo Penati storico esponente del Pci lombardo, quando era il Presidente della Provincia di Milano e portavoce di Pierluigi Bersani, accusato ingiustamente di corruzione e poi assolto. Ha, quindi, una sua storia a sinistra ma la carica di Ministro prima e la successiva nomina a vice segretario unico del Pd hanno probabilmente contribuito a modificare alcune sue caratteristiche che, almeno così mi piace immaginarle, erano di un certo rigore politico.

Perché faccio queste osservazioni?

Perché, implacabilmente, come sta avvenendo piuttosto spesso in questi ultimi tempi caratterizzati dalle narrazioni delle magnifiche sorti e progressive del renzismo, vengono fuori i dati. Quelli veri. Quelli pubblici. E allora, come stanno le cose?

Secondo dati ufficiali diffusi ieri dall'INPS, noto covo di gufi e rosiconi, nei primi tre mesi del 2017 ci sono stati 322 mila nuovi contratti di lavoro ma di questi solo 17 mila sono fissi, mentre tutti gli altri sono a termine perché, da quando gli incentivi per la piena decontribuzione sono in calo, c'è stata una diminuzione del 58% dei contratti a tempo indeterminato.

Nel 2016, sempre secondo i dati INPS, ci sono stati 398.866 nuovi avviamenti ma le cessazioni sono state ben 381.329. Basta una semplice calcolatrice e fare l'operazione da cui risulta che, nel 2016, i nuovi occupati sono stati appena 17.537. Da dove sono usciti e continuano ad essere propagandati “gli oltre 730 mila nuovi posti di lavoro?” Può darsi che io abbia capito male ed aspetto che qualcuno mi spieghi come sono andate effettivamente le cose. E sempre in tema di numeri, quello dei licenziati, nel primo trimestre del 2017 è stato di 143.200, + 2,3% rispetto allo stesso periodo del 2016.

Anche su questi dati, se falsi, aspetto smentite.

Giustino Zulli