Archivio de "L'opinione di Giustino" >> Riflettendo sulle riflessioni di altri

Editoriali

Curioso e bizzarro

Guida TV

Riflettendo sulle riflessioni di altri

Ho trascorso molte ore degli ultimi giorni- per cercare di capire il
livello medio del nostro ceto politico nazionale, regionale e locale-
a rileggere le tante, forse troppe, dichiarazioni ed interviste
ospitate dai quotidiani nazionali e locali ed ho visto, purtroppo,
confermate alcune mie opinioni negative sulla loro qualità.Leggendo molti commenti dai toni francamente ed ingiustificatamente
trionfalistici del primo turno, specie nei Comuni dove uno dei
candidati aveva sfiorato la vittoria, mi è tornato in mente un adagio
di recente conio:”non dire gatto se non l'hai nel sacco” del quale
inviterei caldamente tutti i politici, di qualunque colore, a tenere
conto nel futuro, anche per evitare brutte figure.I ballottaggi, infatti, in molti Comuni dove hanno vinto candidati che
sembravano spacciati, hanno spiazzato tutti, vincitori e sconfitti.Leggendo le tante dichiarazioni e interviste del dopo ballottaggio, ho
anche avvertito un senso di fastidio perché, col senno di poi, tutti
sembrano aver individuato i punti deboli che hanno impedito la
conferma di candidature che pure si erano notevolmente avvicinate alla
maggioranza dei consensi nel primo turno.C'è chi ha parlato di sottovalutazione dell'avversario, chi del
disimpegno dei sostenitori del candidato che era arrivato prima perché
convinto che avrebbe bissato il risultato e chi, addirittura, di non
totale condivisione, da parte di molti candidati delle liste che pure
lo avevano appoggiato al primo turno, del candidato sindaco della
coalizione.Ora, almeno a me, viene spontanea una domanda: ma se tutte queste
questioni erano state percepite nei primissimi giorni di campagna
elettorale per il secondo turno, come mai non si è intervenuto prima?
A che servono, col senno di poi, sofisticate analisi se il proprio
candidato non ce l'ha fatta?Certe riflessioni, certe autocritiche, certi riconoscimenti-
tardivi!-di insufficienze forse serviranno a pacificarsi con se
stessi, non a cambiare i risultati.Un'ultima osservazione: in questo diluvio di dichiarazioni,
interventi, analisi, tentativi anche di giustificare le cocenti
sconfitte, in pochi, molto pochi, hanno riflettuto sull'unico vero
dato che, almeno a mio parere, dovrebbe impensierire tutti i dirigenti
e militanti di partito e movimenti di sinistra, destra e centro: la
continua flessione registrata nella partecipazione al voto che
dovrebbe essere il momento più elevato della vita democratica di un
Paese.Quando a votare va poco più della metà degli aventi diritto, anche se
si vince col 55-60% dei consensi, si rappresenta a volte meno di un
quinto del corpo elettorale.Gli assenti, a mio modo di vedere, hanno sempre torto ma il dato
inconfutabile è che tutti Sindaci eletti sono, di fatto,
rappresentativi della minoranza del corpo elettorale del loro Comune e
anche se ci si definisce, con un'altra frase fatta “Sindaco di tutti”,
si è Sindaco di minoranza.Ecco, a me piacerebbe che tante esternatori, ma anche tanti
opinionisti politici, riflettessero su questi problemi per riportare
la gente ad affollare, non disertare, i seggi.