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A proposito di un intervento di Sara Marcozzi, M5s

Stando fuori Abruzzo, solo oggi ho letto il lungo intervento,
pubblicato il 28 luglio scorso dal quotidiano “il Centro”, della
consigliera 5 stelle della Regione Abruzzo Sara Marcozzi che, salendo
come fa spesso in cattedra, ha sferrato fendenti contro tutti i
consiglieri regionali di maggioranza che non vedono l'ora, a suo
parere (dimenticando il piccolo particolare che prima dovrebbero
essere candidati e poi eventualmente eletti) di andare a “fare
colazione alla Bouvette” di Monte Citorio, con il perentorio invito
alle loro dimissioni, dimenticando o fingendo di dimenticare che anche
nel caso in cui tutti si dimettessero, subentrerebbero i primi dei non
eletti, non i pentastellati a guidare la Regione, cosa che avverrà
solo se e quando si prenderanno i voti necessari.
 
Lungi da me difendere il ceto politico che governa la nostra Regione
che di problemi da risolvere continua ad averne tanti ma a me pare
demagogico ed inutilmente populista sparare nel mucchio perché ci sono
diversi assessori ( penso a Marinella Sclocco e a Mario Mazzocca )che
credo stiano lavorando abbastanza bene nei settori di cui si occupano
anche se il Presidente D'Alfonso, nel lungo Forum ospitato sempre dal
“il Centro”non li ha degnato nemmeno di citazione! Mi si dica, al di
là della sterile propaganda, quali sono state le proposte concrete del
M5s “per agire nel solo interesse dei cittadini abruzzesi?”
 
Troppo facile promettere, stando all'opposizione, “un Abruzzo
migliore” con il M5s forza di governo (con chi, visto che rifiuta ogni
tipo di accordo con altre forze politiche?. Le vicende di Torino e
Roma dovrebbero pure consigliare maggiore prudenza. O no? Poi, si
ripete la solita solfa della riduzione degli stipendi su cui, a
partire dai parlamentari nazionali, continuano a dare cifre di comodo.
L'indennità di funzione, per un parlamentare, è di 10.435 euro lordi
al mese, 5 mila netti e chi ne restituisce la metà ( e non tutti lo
fanno, anche nel M5s ), nulla ha mai detto degli altri rimborsi che
vengono erogati e cioè l'indennità fissa di 3.503 euro netti al mese,
il rimborso forfettario di 3.690 euro, quello trimestrale di 3.995
euro, per le spese telefoniche e postali ed altri 3.098 euro, sempre
netti, a mese, come ha più volte pubblicato “L'Espresso” senza essere
stato, almeno mi pare, mai smentito.
 
Gli esponenti del M5s continuano a sparare qualunquisticamente contro
i politici, nulla dicendo contro le vergognose liquidazioni di alcuni
grandi manager (per ultimo Flavio Cattaneo che ha percepito appena 15
milioni di euro per essere stato alla testa della TIM per soli 15
mesi!) né contro le scandalose cifre percepite dai più noti esponenti
del mondo dello sport e dello spettacolo. La politica ha bisogno di
persone serie e preparate che hanno le giuste competenze e la capacità
di capire i problemi di una moderna e complessa società, non di
“apprendisti” che hanno magari avuto alcune decine di voti dai soli
condomini di un grande caseggiato come è successo nella prima
consultazione del M5s che ha portato al Parlamento, con meno di cento
voti, marito e moglie, fratello e sorella e parentele varie.
 
Per età, probabilmente non farò in tempo a vedere se i Di Maio, i Di
Battista, le stesse Marcozzi torneranno, al termine dei due mandati,
per chi li farà, alle loro precedenti attività (quali, visto che
secondo quanto è stato detto e scritto più volte senza smentite, l'86%
degli eletti del M5s a cariche pubbliche mai hanno presentato le loro
dichiarazioni dei redditi?) e come e a chi restituiranno l'assegno di
fine mandato (per i parlamentari nazionali, ben 46.814 euro, sempre
secondo “L'Espresso”).
 
Quindi ragionando di tutte queste cose, io mi chiedo, rovesciando
l'incipit dello scritto marcozziano, come faranno i cittadini a
credere ancora a queste persone, visto che manca la prova del
contrario?
 
Per quello che la storia recente ha già cominciato a dire, ci sono i
casi di Parma, Livorno e sopratutto Torino e Roma.
 
Ritiene la consigliera regionale Marcozzi che questi fatti non abbiano
nulla da insegnare?
 
Giustino Zulli