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PROPOSTE PER RILANCIARE LA PISCINA COMUNALE

Chieti, 13 novembre 2017 - La città di Chieti ha diverse strutture di qualità che potrebbero essere anche fonte di buone entrate per la collettività se fossero ben gestite dal Comune e non utilizzate, come purtroppo è successo negli ultimi anni, per dare qualche contentino al trombato di turno alle elezioni amministrative.

Una di queste è lo “Stadio del nuoto” che si trova in Via Maestri del Lavoro, a poca distanza dalla “Colonnetta”: 4 vasche (una piscina olimpica esterna di 50 metri, una per i tuffi dal trampolino da 10 metri, una relativamente piccola con scivolo per i bambini, una coperta da 25 metri), una palestra a due sale recentemente anche rimessa a nuovo in seguito a danneggiamenti subiti per responsabilità dei soliti balordi che non hanno a cuore il bene pubblico.

Potrebbe essere, ripeto, un’autentica miniera d'oro se da parte di chi la gestisce ci fosse la necessaria lungimiranza ma purtroppo le cose, almeno a mio parere, non stanno così. La Teateservizi, subentrata dopo anni di gestione privata che ha determinata anche contenziosi legali, pare che non abbia raggiunto i suoi obiettivi anche se l'assessore Viola ha parlato di “gradimento elevato dell'utenza, con circa duemila iscritti”.

Nel 2015, quando la Teateservizi è subentrata alla Teate Splashing, la situazione non era delle più semplici e forse si è esagerato nel fissare alcuni ambiziosi obiettivi quali “un utile di 120 mila € in due anni” che sembra ancora abbastanza lontano, anche se i conti del 2017 non sono stati ancora chiusi. Ci sono stati anche dei problemi con i giovani nuotatori che fanno parte di squadre agonistiche e che hanno rischiato di non potersi più allenare per via di aspetti gestionali non ancora chiariti e la decisione di prorogare la gestione alla Teateservizi fino al 31 agosto 2018, anche se ha momentaneamente accantonato le difficoltà, non consente di guardare con fiducia al futuro.Il Comune, proprietario della piscina, non sa ancora bene cosa fare. Mettere a gara europea la gestione o continuare ad affidarla alla Teateservizi?

Pur non avendo, in linea di principio, alcuna contrarietà ad affidare a privati la gestione di un bene pubblico, ritengo che il Comune farebbe molto bene a gestire, attraverso una sua partecipata, la struttura. Duemila iscritti alle attività natatorie, sia agonistiche che per soddisfare altre esigenze di tipo amatoriale, sono un buon numero che potrebbe essere anche considerevolmente aumentato, svolgendo una adeguata attività promozionale verso le organizzazioni sociali di rappresentanza.

Per fare solo qualche esempio, chi dirige la struttura dovrebbe organizzare incontri con le organizzazioni sindacali dei lavoratori dipendenti e dei datori di lavoro, gli ordini professionali ecc. che hanno decine di migliaia di iscritti molti dei quali, penso sopratutto ai pensionati e ai lavoratori dipendenti, a costi accessibili, utilizzerebbero volentieri la piscina non solo per tenersi in forma ma anche e forse sopratutto per non ammalarsi. Visto che la struttura esiste e che in molte ore della mattina è scarsamente frequentata, per la sua migliore utilizzazione si potrebbero definire ingressi in queste ore. Portando a 50 € la quota di iscrizione e a 100-150 quella per usufruire della struttura per tutta la stagione, con mille nuovi soci l'obiettivo dei 120 mila € di utili sarebbe più facilmente raggiungibile. Inoltre, si avrebbe un indiretto beneficio per la collettività perché, come si usa dire, lo sport è salute e se non ci si ammala si dà un grande contributo al servizio sanitario nazionale.

Ci pensino gli attuali dirigenti della Teateservizi e ci pensi sopratutto l'amministrazione comunale: i soldi che si potrebbero guadagnare con una sana gestione, non clientelare, potrebbero essere utilizzati per risolvere molti dei problemi esistenti in città ai quali non si riesce a dare risposte proprio per mancanza di soldi.

Giustino Zulli