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CHI VA COL ROTTAMATORE SARÀ ROTTAMATO

Chieti, 30 novembre 2017 - Ho sempre sostenuto, e continuo a farlo, che i sondaggi vanno sempre presi con le molle perché spesso alle domande dell'intervistatore chi risponde non è sincero e i tanti sondaggi degli ultimi tempi, rivelatisi sbagliati, ne sono una prova. Quindi, con tutte le cautele del caso, vorrei commentare quelli pubblicati oggi da Huffington Post Italia che ha reso noto uno studio commissionato da Rai Radio 1 al sondaggista Roberto Weber, presidente dell'Istituto IXE'.

Secondo le sue rilevazioni, alle prossime elezioni politiche previste per la primavera del 2018, alla Camera dei Deputati la coalizione di Centrodestra sarebbe la prima, con il 35,7% dei voti e 270 seggi. Al secondo posto si collocherebbe il M5s col 24,9% e 165 seggi, al terzo la coalizione guidata dal Pd con il 28,6%, 162 seggi. La sinistra che avrà nome, simbolo e leader dopo l'assemblea nazionale che si svolgerà a Roma il 3 dicembre prossimo, il 6,5%, 25 seggi.

Al Senato, il Cd si aggiudicherebbe 135 seggi, il M5s 85, il Centrosinistra 81, la sinistra 8. Per quanto riguarda l'analisi dei seggi uninominali, sempre secondo la ricerca di Weber, la coalizione guidata dal Pd si affermerebbe in Toscana, Umbria, Marche ed Emilia Romagna mentre il Centrodestra vincerebbe al Nord e dal Lazio in giù. Secondo lo studio, alla Camera il Centrodestra avrebbe il 35,5%, Pd e Sinistra insieme il 35,1, il M5s il 29,4%.

Appare quindi con evidente chiarezza che se negli ultimi 1023 giorni Renzi non avesse portato avanti una sciagurata politica che ha costretto una parte forse numericamente esigua ma politicamente importante formata anche da diversi fondatori del Pd, a fuoriuscire dal partito, pur con la ripresa delle destre sia in Europa che in Italia, la partita sarebbe stata apertissima, visto che quando si fanno le rilevazioni statistiche, la forchetta oscilla sempre tra il 2 e il 3% del risultato finale. Ma, come stanno oggi le cose, il Pd con i suoi alleati si collocherebbe al terzo posto.

Penso che sarebbe stato possibile tentare di ricucire lo strappo, senza inutili ambasciatori, se Renzi avesse recepito le proposte fattegli da Roberto Speranza, arrogantemente respinte e forse sarebbe il caso, ma dubito che ciò accada, che Renzi e i suoi acritici seguaci, vecchi e nuovi, riflettessero sui tanti errori commessi (Jobs-Act, la folle politica dei bonus che ha dato cifre uguali a chi uguale non è per reddito, l'eliminazione assurda dell'IMU sulla prima casa anche per chi l'avrebbe potuto tranquillamente pagare ecc.) e che rischiano sul serio di riconsegnare il nostro Paese alle destre populiste, xenofobe, razziste che sarebbe stato possibile mantenere alla loro ringhiosa opposizione.