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BIM! BUM! BAM!

Chieti, 5 dicembre 2017 - È passato meno di un giorno dalla nascita ufficiale della nuova formazione politica che si chiamerà “Liberi e Uguali” è già è cominciato il fuoco di sbarramento dei tanti scienziati che, onniscienti, scorrazzano dalle prime ore della mattina a notte fonda su tutti i talk-show televisivi esistenti per darci il verbo. E c'è qualcuno di questi soloni che, come la giornalista Annalisa Chirico, del “Foglio”, finisce di essere ospite di “Agorà” su Rai3 per andare subito a “Coffee break” de La7. Ma ce ne sono tanti altri che passano, disinvoltamente, da uno studio televisivo all'altro per parlare di tutto. I più presenti, naturalmente, sono i renziani di vecchio e nuovo conio come chiunque lo vorrà potrà verificare seguendo queste trasmissioni che, come ho scritto altre volte, da pensionato che segue ancora con una certa passione le vicende politiche e sindacali del nostro Paese, ascolto quasi giornalmente, spesso rimanendo sconcertato da come le si conduce e da quello che dicono i soloni presenti.
 

Ma forse quello che è successo oggi supera tutti i vertici di subalternità verso l'attuale potere, che sembravano insuperabili, raggiunti da 8 e 1/2 di Lilli Griber che in ogni puntata fa sempre in modo di parlare di quello che pensa Renzi anche se si stanno affrontando problemi di altra natura che con Renzi non hanno a che fare. Si è parlato, in alcune di queste trasmissioni, del fatto politico a mio giudizio più rilevante successo ieri a Roma accennato all'inizio, di Pietro Grasso acclamato da una entusiasta platea di partecipanti, del nuovo binomia “Liberi e Uguali” che non contenendo la parola “sinistra” sarebbe destinata al fallimento, come se l'importante ed impegnativo  discorso conclusivo dell'ex “ragazzo di sinistra”, come ha voluto ricordare più volte negli ultimi tempi, basato sui contenuti della nostra Costituzione, sull'art. 3, sui diritti, il lavoro, la solidarietà fossero altra cosa.
 

Chi è stato invitato a parlare di questo avvenimento? Maria Teresa Meli, una delle ultime folgorate sulla via di Rignano sull'Arno, penna di punta del Corriere della Sera, Federico Geremicca, già giornalista de “l'Unità” quando era l'organo ufficiale del PCI, passato prima a Repubblica e poi alla Stampa ed altri di giornali “minori”.
 

Ma il top è stato raggiunto nel pomeriggio dalla trasmissione “tagadà” de La7, solitamente condotta da una giornalista che considero abbastanza obiettiva, oggi assente, che per discutere di questa formazione politica ha ospitato Peter Gomez, direttore del fattoquoptidiano.it, Augusto Minzolini, già direttore del Tg1, berlusconiano, ex parlamentare di Forza Italia, Paolo Becchi, docente universitario considerato prima ideologo del M5s ed attualmente vicino alla Lega di Salvini, Mario Lavìa giornalista più renziano di Renzi che scriveva, fino a quando non ne è stata decisa la chiusura, su “l'Unità”on line. Nessun esponente della nuova formazione politica è stato invitato. Perché?
 

Questo quartetto ha a lungo discettato su Pietro Grasso, su “Liberi e Uguali”, non risparmiando qualche freccia avvelenata sui presunti veri capi della nuova formazione politica che sarebbero D'Alema e Bersani che manovrerebbero, da dietro le quinte, come del resto ha già sentenziato Matteo Renzi, un uomo che è stato in prima fila a combattere la mafia in Sicilia, Presidente del Senato da tutti apprezzato per la sua imparzialità e correttezza che ha avuto un solo torto:quello di uscire dal PdR e rifiutare la candidatura in collegi sicuri  che ha dichiarato essergli stata offerta per guidare, da uomo Libero e Uguale, la nuova formazione politica che non a caso ha deciso di chiamarsi utilizzando due parole che, con Fraternità, sono state il lievito della Rivoluzione Francese del 1789. Quindi, lo scrivo per il popolo di sinistra e per i tanti che vorranno tornare ad impegnarsi per gli obiettivi di Libertà, Uguaglianza e Fraternità: siate forti. Nei prossimi mesi di una campagna elettorale che già si preannuncia avvelenata e piena di colpi bassi, ne vedremo e sentiremo delle belle!
 
Giustino Zulli