Archivio de "L'opinione di Giustino" >> A proposito di un articolo di Alessandro Gilioli sull'Espresso on line

Editoriali

Guida TV

A proposito di un articolo di Alessandro Gilioli sull'Espresso on line

Chieti, 9 dicembre 2017 - Alcuni giorni fa, in auto, ho avuto modo di seguire la trasmissione “Un giorno da pecora”. Ospitava l'on. Gaetano Quagliariello- già di Forza Italia approdato nel NcD di Alfano-che ha scritto, in un libro che non ho letto, di recentissima pubblicazione- che aveva saputo da Angelino Alfano (che a sua volta aveva raccolto le confidenze di Matteo Renzi) che i parlamentari del Pd a lui fedelissimi, avevano impedito l'elezione di Romano Prodi alla Presidenza della Repubblica, combinando quel “casino incredibile” di cui scrive, tra l'altro, Gilioli.

Quindi, almeno secondo me, le responsabilità di quanto accaduto non si dovrebbero attribuire, come fa il giornalista, ad “un gruppo dirigente autoreferenziale” ma, semmai, a quello che si andava costituendo attorno a Matteo Renzi.

La cosa che a me sorprende di più, a meno che non mi sia sfuggito, è che non ho trovato sui quotidiani e nei vari talk-show televisivi che vanno in onda dalla mattina alla notte, traccia di quanto affermato dall'on. Gaetano Quagliariello.

Un altro aspetto dell'articolo di Gilioli che non mi convince, è quello relativo all'ormai famoso 40% ottenuto alle europee e che avrebbe fatto, di Renzi, un vincente per almeno i prossimi 20 anni.

Io penso che i guai di Renzi siano partiti proprio da quella ubriacatura del 40% alle europee, ripetuto come un mantra per mesi, perché avrà pensato di essere il nuovo “Uomo della Provvidenza”, non riflettendo mai in maniera adeguata che, avendo votato alle europee appena il 52% degli aventi diritto, il suo 40% in realtà significava avere un reale consenso della minoranza del Paese che fa giustamente il suo dovere andando, come si dovrebbe fare sempre di più, non astenendosi, a votare.

Non comprendendo questa semplicissima verità, Renzi ha ritenuto, da Presidente del Consiglio, di poter fare tante scelte politiche che nulla avevano a che fare con il programma di “Italia bene comune” che, con tutti i suoi limiti e difetti, aveva vinto, sia pur di poco, le elezioni.

L'eliminazione dell'art. 18 dello Statuto dei lavoratori, la politica dei bonus, la stessa elargizione degli ormai famosissimi 80 € dati per mettere in difficoltà le organizzazioni sindacali confederali che “mai avevano portato a casa tale somma con un rinnovo contrattuale, come ha spesso detto, l'eliminazione dell'IMU sulla prima casa anche per coloro che la potevano e la possono pagare senza svenarsi ecc., lo hanno portato a perdere in quasi tutte le competizioni elettorali che si sono succedute.

Quindi, caro Gilioli, con Renzi si perde, non si vince e la possibilità di cambiare le cose ci sarà, a mio parere, solo votando la nuova formazione politica “Liberi e Uguali” affidata nelle mani di un galantuomo di nome Pietro Grasso.