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Editoriali

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EVVIVA! UNO VALE TUTTI!
EVVIVA! UNO VALE TUTTI!

Chieti, 7 aprile 2018 -

di Giustino Zulli

 

Sono abbastanza scocciato dall'ascolto delle continue affermazioni fatte in ogni momento e amplificate oltre ogni limite di decenza dai sempre più servizievoli mass-media, del duo Di Maio-Salvini e mi dispiace che tutti i rappresentanti di “Liberi e Uguali” e del Pd che vanno nelle tante trasmissioni che le televisioni pubbliche e private dedicano alla politica, forse perché ancora sotto shock per i deludenti risultati elettorali, non le contrastino. Giggino Di Maio e a pappagallo tutti gli altri pentastellati ora sulla cresta dell'onda televisiva che vengono intervistati, ripetono continuamente che “11 milioni di italiani hanno votato M5s e vogliono Di Maio premier”. Cerchiamo di fare due conti con una normale calcolatrice.

Su 50.782.650 elettori, come riportato dalle fonti ufficiali, hanno votato in 46.663.202, pari al 73,1% degli aventi diritto. Per la Camera ha votato il 72,33%. Il M5s ha preso il 32,65% di questi votanti. Se non ho sbagliato i miei calcoli, il M5s ha preso il 23,81% di chi ha deciso di votare. Ora, per me, chi non vota, sbaglia. A votare ci si deve andare anche se, per una forma di legittima protesta, si dovesse decidere di votare scheda bianca che, comunque, segnala un disagio personale. Quindi, pur non mettendo minimamente in discussione che il M5s ha avuto un successo, forse nemmeno sperato, considero sbagliato e strumentale il ritornello ossessivo di Di Maio e del suo cerchietto magico che, sostenendo queste cose, dimostrano di avere scarsa dimestichezza con la nostra Costituzione che è ancora di una Repubblica parlamentare e non presidenziale.

 

Anche il ritornello “onestà, onestà” dovrebbe essere rimandato ai coristi. Qual è stata una delle forme più odiose degli anni che stanno alle nostre spalle? Sicuramente la disinvoltura con la quale sono state utilizzate le istituzioni pubbliche per la più familistica delle clientele. Della figlia fatta assumere dalla neo Presidente del Senato Alberta Casellati quando ha messo piede al Ministero della Salute e di altri casi, ho già scritto. Ma come sono andate le cose in casa M5s sempre pronti a vedere la pagliuzza negli occhi altrui e mai le travi nei propri? Secondo Denise Pardo, che cura la rubrica “Pantheon” sul settimanale “L'Espresso”, come prima, anzi, peggio di prima. A pag. 17 del n. 15/18 che ricevo in anticipo in quanto abbonato, la giornalista scrive che diversi parlamentari, sempre pronti a fare lezioncine di moralità agli altri, hanno assunto figli/e di parenti, amici, fidanzati, conviventi, facendo anche alcuni nomi: Barbara Lezzi, Vilma Moranese, Giulia Sarti, Paola Taverna e quello del candidato alla Presidenza della Regione Sicilia Giancarlo Cancelleri che ha sistemato la sorellina Azzurra alla Camera. Può darsi che anche altri parlamentari abbiano fatto pure di peggio e nessuno li vuole giustificare. Ma, almeno, non andavano, a mia memoria, in piazza gridando a squarciagola “onestà, onestà”.

 

Il Duca di Pomigliano d'Arco, scimmiottando il collega di Mantova, va dicendo, in sostanza, che in tema di possibili alleanze:”questo (il Pd) o quella (la Lega) per me pari sono”. Forse vale al Rigoletto di Verdi, non in politica dove, tra destra e sinistra, che si considerano collocazioni da museo, le differenze esistono ancora e sono notevoli. Nuovi aspiranti leader nascono. Nelle ultime settimane, candidato alla Presidenza della Regione FVG, il leghista Massimiliano Fedriga, forse perché verde-lega, è il prezzemolo di turno. Pontifica su tutto dagli schermi de “La7” e non solo. Ovviamente, degli altri candidati nulla si sa. Ora, la domanda semplice semplice che faccio, è: poiché sembra, a detta di tutti gli studiosi dei flussi elettorali, che almeno 2,5 milioni se non 3 dei voti persi dal Pd sarebbero andati non a “Liberi e Uguali”, ma  al M5s e anche Lega, c'è qualcuno di questi elettori che comincia ad avere, anche seguendo le spericolate retromarce dei due nuovi astri nascenti della politica italiana, in tema di “reddito di cittadinanza” e “tassa piatta” qualche momento di riflessione e a dire, semplicemente, di avere sbagliato a mettere il suo futuro nelle mani di costoro?

 

Foto interris.it