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Esemplare intervista di Bruno Forte, Arcivescovo di Chieti

Chieti, 9 gennaio 2019 - Esprimo, a nome degli iscritti e dirigenti di “Articolo 1-M;dP” di Chieti, totale condivisione e sincero apprezzamento per le nobili e ferme parole pronunciate dall'Arcivescovo di Chieti Bruno Forte, nell'intervista al Corriere della Sera e riportate oggi dal Centro. Le parole di Padre Bruno sulla questione dei migranti e delle loro sofferenze, riferite anche a quanto sta accadendo davanti alle coste dell'Isola di Malta, dove 49 persone, tra cui donne e bambini stanno vivendo una incredibile odissea grazie alla insensibilità del Governo italiano e dei Paesi europei, rappresentano un fascio di luce teso a sconfiggere (anche con il puntuale ricordo di quello che significa, concretamente, in termini anche economici, il contributo di milioni di immigrati regolari che vivono, lavorano, versano i contributi nel nostro Paese ) le tenebre entro le quali i Salvini, le destre e i loro alleati cercano di far precipitare il nostro Paese, culla di civiltà millenaria e sede del Vaticano.
 
Sul tema dei migranti è spesso intervenuto anche Papa Francesco con accorate parole che testimoniano quella umanità ed amore per il prossimo da amare ( come ha più volte detto Lui, figlio e nipote di emigrati che sicuramente avrà vissuto sulla sua pelle i disagi e le difficoltà di chi è stato costretto ad emigrare ) “più di se stessi” che Salvini- che usa fare i comizi con in mano il Crocifisso e il Vangelo-, Di Maio- che si fa fotografare mentre bacia  la Teca contenente il sangue di San Gennaro-,  Conte- che porta sempre nelle sue tasche le immagini di S. Padre Pio da Petrelcina-, non riusciranno mai ad avere.
 
Ora, mi auguro solo che le accorate parole di Papa Francesco e quelle di Padre Bruno riescano a fare breccia anche nei cuori della maggioranza del Consiglio comunale della nostra città chiamato a discutere -ed io mi auguro a respingere-  un OdG su presunte corsie preferenziali che esisterebbero per le assegnazioni, agli stranieri, di case popolari che, in tutta la città, sono 1.078. Di queste, appena 56, con 216 persone, risultano assegnate a stranieri. Il 6,03% con 216 persone su oltre 55 mila abitanti. Siamo, come si vede e come usano dire i Salvini, le destre ed i loro alleati, davvero in presenza di una “invasione epocale”.
 
Ovviamente, Sindaco, Assessori e consiglieri comunali di maggioranza e chi la pensa come loro possono continuare ad agitare, propagandisticamente, un falso problema. Ma poi, prima di indossare la fascia tricolore, seguire il feretro del Cristo morto in ogni Processione del Venerdì santo e partecipare al Presepe vivente, ricordino che la nascita e la morte del Cristo è stata quella di uno dei profughi più importanti della millenaria storia del mondo.
Giustino Zulli, coordinamento cittadino e provinciale di “articolo 1-MdP” di Chieti