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ORMAI, CON LA LEGA LADRONA, IN ITALIA SIAMO AL DELIRIO

di Giustino Zulli

Chieti, 5 febbraio 2019 - Alle ore 14,10 di oggi, in auto, tornando a casa, ho ascoltato una di quelle cose che forse ti aiutano a capire dove sta arrivando l'impazzimento di una parte degli italiani. Su Rai Radio 1, la trasmissione “Un giorno da pecora” condotta da Giorgio Lauro e Geppi Cucciari, ha effettuato un collegamento con un ragazzo di Campli, di cui ometto il nome per ovvi motivi, di appena 11 anni, diventato una celebrità per essere salito sul palco da dove il caporal minore Salvini bacini bacini arringava la folla parlando di tutto (migranti, quota 100, TAV, possibile incriminazione per aver sequestrato 146 poveri disgraziati sulla italianissima nave italiana Diciotti ecc.) fuorché dei temi abruzzesi sui quali, in definitiva, dovrebbero scegliere gli elettori e le elettrici della nostra Regione.

Alla fine del comizio e non certo per improvvisazione, al ragazzo è stato dato il microfono. Ha urlato, con tutto il fiato che aveva in gola, “Dobbiamo mangiare le alici italiane”, venendo salutato da un boato della folla.

Giorgio Lauro e Geppi Cucciari, avendolo in linea, per curiosità, gli hanno chiesto di spiegare i motivi di questo appello all'acquisto di alici patriottiche. Il ragazzo, anche molto emozionato, ha risposto che alcuni giorni fa, andando con la mamma al mercato per acquistare, con altri generi di prima necessità, anche le alici, venendo a sapere dal venditore che le alici possono venire anche dal mare che bagna il Marocco ed altri Paesi del Mediterraneo, ha avuto un moto di ribellione. Ma come, abbiamo le nostre alici e compriamo quelle che vengono da così lontano? Dobbiamo acquistare alici italiane e prodotti abruzzesi.

I due conduttori, tra il serio e il faceto, gli hanno detto che il mare è molto grande e che le alici possono spostarsi da un mare all'altro e, con l'ospite politico di turno Antonio Tajani, Presidente del Parlamento europeo, hanno fatto osservare, diplomaticamente, che ragazzi di quell'età, ai quali fanno fare anche figure meschine, non dovrebbero essere oggetto di strumentalizzazioni politiche. Ma il punto, almeno a mio avviso, non è questo.

Il vero punto è- come chiunque potrà, se vorrà, verificare recuperando la trasmissione odierna su RaiPlayRadio- il boato che ha salutato l'invito all'acquisto delle alici italiane e abruzzesi. Visto che siamo in tema, per accontentare il ragazzo e tutti i suoi entusiastici ammiratori, credo che siamo alla frutta. Naturalmente abruzzese. Anzi, meglio:teramana. Anzi no, di Campli, da dove ha arringato le masse.