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SIAMO ORMAI ALLA PIU VERGOGNOSA SALVINOCRAZIA

Con un certo ritardo, anche “Il fatto quotidiano” diretto da Marco Travaglio, si è finalmente accorto che c'è qualcosa che non va nel sistema dell'informazione pubblica affidata ai telegiornali.

Sempre tutto preso a fare le pulci ad  ogni cosa proposta o fatta dal centrosinistra, forse non aveva dato troppo peso a dati che, oramai da diversi mesi, l'AGcom (l'Autorità Garante per le telecomunicazioni ) diffonde sui tempi concessi agli esponenti del Governo e delle opposizioni che sono vergognosamente sbilanciati a favore dei primi al punto che già qualcuno ha cominciato a chiamare “Tele Di Maio” il Tg1” e “Tele Salvini” il TG2 e TG3 sempre considerato, chissà perché, un TG “di sinistra” al punto che veniva definito, tempo fa “TeleKabul”.

Gli ultimi dati evidenziati dall'AGcom dicono con estrema chiarezza che è in atto un vero e proprio assalto, specialmente da parte del caporal minore meneghino, il nutelliano Salvini, che ha totalizzato, in video e voce, il 15,55% del tempo a disposizione del TG1, del 20,54% quello del TG2 e del 10,69% del TG3.

L'avvocato del popolo Giuseppe Conte, Presidente del Consiglio, ha totalizzato il 12,12% sul TG1, l'8,55% sul Tyg2, il 9,21% sul Tg3.

L'ex steward dello stadio S. Paolo di Napoli Di Maio, l'8,54% sul TG1, il 6,67% suol TG2, l'8,41% sul TG3.

Il dato più eclatante è che il caporal minore meneghin-nutelliano, capo politico della Lega ladrona, Vice Presidente del Consiglio e Ministro dell'Interno Salvini ha avuto più tempo in video e voce di quanto ne abbiano avuto, insieme, Giuseppe Conte, che pure è il Presidente del Consiglio dei Ministri e Di Maio, capo politico del M5s, Vice Presidente del Consiglio e titolare di ben 2 Ministri, quello del Lavoro e delle Politiche Sociali e quello dello Sviluppo economico.

Ora, al di là degli attuali sondaggi, c'è da ricordare che il M5s il 4 marzo 2018 ha avuto il 32,90% dei consensi mentre la Lega ladrona è giunta terza col 17,40%.

Perché, allora, questo diverso trattamento dei TG pubblici ai quali va aggiunto anche il tempo di SkyTg24 e del TG de La7 diretto da Enrico Mentana?

Rispondere è molto semplice.

I due contraenti del famigerato “Contratto di governo” , dopo aver detto di voler cacciare i partiti dalla gestione della RAI si sono cavallerescamente spartite Presidenza (affidata al leghista Marcello Foa il cui figlio 24enne fa parte dello staff della comunicazione di Salvini ), l'Amministratore delegato Fabrizio Salini (che è solito discutere al Viminale, Sede del Ministero dell'Interno, con  Salvini, anche dei programmi della RAI), la Direzione del TG1 affidata a Giuseppe Carboni, defin ito simpatizzante della Lega, la Direzione del TG2, affidata a Gennaro Sangiuliano, ex militante del Fronte della Gioventù, l'organizzazione giovanile del fu MSI-Dn, la Direzione del TG3 a Giuseppina Paterniti, di cui si ignorano le simpatie politiche.

Quindi, coloro che avevano detto di voler cacciare i partiti dalla gestione della RAI l'hanno lottizzata come mai era stato fatto prima, sia ai tempi del predominio della DC che ai tempi del berlusconismo più sfacciato.

Un esempio chiaro?

Al primo rappresentante dell'opposizione considerato in questa graduatoria e prima della vittoria di Nicola Zingaretti alle primarie del Pd, Maurizio Martina, è stato concesso solo l'1,5% del tempo. Bersani, Speranza, Laura Boldrini, Fratoianni ed altri esponenti di sinistra, sono stati del tutto cancellati dai TG seguiti, giornalmente, da almeno 12 milioni di telespettatori nelle diverse edizioni.

Come meravigliarsi se poi, nei sondaggi, Salvini va col vento in poppa?

C'è una occupazione militare del servizio pubblico sia della radio che della televisione ed a me piacerebbe tanto sapere che fine hanno fatto tanti girotondisti e cosiddetti intellettuali sempre pronti a criticare ogni cosa detta e fatta dai governi di centrosinistra.

Hanno criticato tutto e tutti per avere, parafrasando radiocronache ciclistiche, un uomo solo al microfono? E anche le emittenti private, come giustificano il loro attuale servilismo?

Giustino Zulli

Chieti, 13 marzo 2019.