Archivio de "L'opinione di Giustino" >> L’OPINIONE DI GIUSTINO

Editoriali

Guida TV

L’OPINIONE DI GIUSTINO
L’OPINIONE DI GIUSTINO

Chieti, 18 aprile 2019 - Sono uno dei circa 17 milioni di pensionati italiani. Ho molto tempo libero che trascorro leggendo quotidiani, settimanali, libri. Seguo anche molti talk-show che vanno in onda sulle emittenti televisive pubbliche e private dalle prime ore del mattino a notte fonda. La mattina, facendo zapping, Agorà e Coffee breack, L'aria che tira. Di primo pomeriggio Tagadà, la sera 8 e mezzo e poi, facendo ancora zapping “di martedì” e “Cartabianca” e poi “Piazza pulita”.

Generalmente concludo la mia videodipendenza con “Linea notte”. Ma, poiché mi piace seguire i programmi con ospiti politici (molto presenti), sindacalisti (meno), intellettuali (ancor meno), quelli che il felp caporal minore Salvini bacini bacini definisce sprezzantemente “i professoroni” dall'alto dei suoi triplici ruoli di capo politico della Lega ladrona, Vice Presidente del Consiglio e Ministro dell'Interno e della paura, credo di poter essere in grado di osservare chi frequenta, con maggiore assiduità, come ospite, tutti questi programmi.

Da diversi mesi, da quando la RAI pubblica è stata lottizzata dalla Lega e dal M5s, è onnipresente uno di questi “professoroni”. Si chiama Antonio Maria Rinaldi, ciuffo bianco, romano, 64enne, saccente, provocatore, indisponente, insofferente con chiunque si permetta di contraddirlo, con aria strafottente, ne ha per tutti, specie per coloro che, diversamente da lui, anzi da Lui sennò si offende, non è stato allievo dell'ex Ministro Paolo Savona. Docente di Economia politica, tratta tutti i suoi interlocutori in maniera sprezzante perché Lui crede che non siano alla sua altezza. Euroscettico, sempre pronto a recitare la litania delle responsabilità “di quelli di prima” responsabili di tutti i mali del mondo dalla sua origine ai giorni nostri, sale sempre in cattedra, per impartire non richieste lezioni di alta economia politica anche se si trova in uno studio televisivo e non su una cattedra.

Di Lui, Aldo Grasso, critico televisivo del Corriere della Sera, ha scritto che “è la vanità fatta persona. Ama infinitamente ascoltare sé stesso, si piace e si compiace”. Appena qualcuno osa dire una mezza parola contro il felp caporal minore di cui sopra, fa scattare la contraerea con una sequela di argomenti in sua difesa. Tanto attaccamento, per Lui romano che pure dovrebbe ricordare, visto che ricorda tutte le nefandezze di chi governava prima, quello che di Roma e dei romani dicevano i leghisti, è stato generosamente ripagato. Nel corso dell'odierna trasmissione di Tagadà, con finta modestia, alla domanda della conduttrice Tiziana Panella che gli chiedeva conferma delle voci su una sua candidatura alle prossime europee, ha risposto che gli era stata chiesta una disponibilità che avrebbe deciso di accogliere. Sempre nel supremo interesse del Paese.

Ora, mentre i rappresentanti del Pd ma soprattutto dei partiti alla sua sinistra, fanno oramai parte della trasmissione “Chi l'ha visto?” perché sono stati praticamente azzerati sia nei Tg che nei talk, come ha dimostrato una recente indagine dell'AGcom, mentre imperversano gli esponenti e simpatizzanti di Lega e M5s, come ci si può meravigliare se tutti i sondaggi premiano i due partiti di governo e i loro maggiori esponenti?

Diversamente dai quotidiani, tutte le TV entrano nelle case anche dei Comuni più piccoli e a volte isolati dell'Italia e quando i sondaggisti chiedono chi sono i partiti e gli esponenti di maggiore fiducia, come si fa a non rispondere che sono Lega e M5s, Conte, il felp caporal minore e Di Maio?

Il vero problema è che tutti coloro che una volta protestavano per le eccessive presenze degli esponenti dei partiti di centrosinistra, facevano i girotondi ed altro, ora sono diventati improvvisamente muti.

Giustino Zulli