Archivio de "L'opinione di Giustino" >> COSA FARE PER SCONFIGGERE LE DESTRE

Editoriali

Guida TV

COSA FARE PER SCONFIGGERE LE DESTRE
COSA FARE PER SCONFIGGERE LE DESTRE

Chieti, 22 giugno 2019 -

Dopo 9.682 giorni ( 232.369 ore, 942.080 minuti, 836.524.800 secondi, stabilendo sicuramente il record cittadino, probabilmente quello regionale e forse addirittura nazionale, roba da Guinnes dei primati) trascorsi tra Palazzo d'Achille, sede storica, e quella provvisoria dell'ex Banca d'Italia come consigliere comunale, assessore, vice Sindaco e Sindaco negli ultimi 9 anni e passa, Umberto Di Primio ha gettato la spugna, presentando le sue dimissioni “irrevocabili” in seguito a faide interne tutte tese a difendere o conquistare posizioni di potere personale che nulla hanno a che fare con i veri interessi della comunità teatina.

Stando ai reciproci comunicati al vetriolo di cui hanno dato conto i quotidiani cartacei e on line, c'è da rabbrividire per l'inusitata asprezza dei termini utilizzati dai vari contendenti, tutti rigorosamente della destra più estrema, tutte facenti parte della maggioranza che lo ha sostenuto da sempre e che sono tutte responsabili dello sfascio cittadino, dimostrato dall'impressionante buco di bilancio quantificato, da alcuni, in circa 20 milioni di €.

 

Il gruppo consiliare di maggioranza, in questi ultimi anni e certamente per fare gli interessi della città, si è caratterizzato per tanti cambi di casacca, come quello dell'Assessore all'Ambiente Alessandro Bevilacqua, passato disinvoltamente e sicuramente sulla base di una crisi esistenziale, alla Lega di Salvini; Marco Di Paolo, eletto 4 anni fa con l'UdC, passato a Fratelli d'Italia con cui è stato candidato alle elezioni regionali per passare, con la velocità della luce, alla Lega che sta facendo una vergognosa campagna acquisti raccattando persone senza starsi troppo a preoccupare dei percorsi precedenti, per la serie “tutto fa brodo”.

 

Molti considerano oramai la militanza politica come un taxi, dal quale scendere nel momento in cui il vento smette di soffiare in poppa, come per esempio ha fatto Carla Di Biase, assessora dimissionaria (?), contro cui hanno sparato ad alzo zero i suoi vecchi compagni, pardon, sodali di partito, guidati da quel Marco D'Ingiullo (fedele esecutore degli ordini di un altro personaggio teatino passato dalla “Giovane Italia” al MSI-DN e poi ad Alleanza nazionale e  poi al Popolo delle Libertà, sempre per fare i supremi interessi dei suoi concittadini, come Mauro Febbo ex camerata ora nemico giurato di Umberto Di Primio per nobili questioni di supremazia cittadina) che, dopo aver sempre approvato tutte le delibere targate Di Primio per  nove lunghi anni, ora può persino permettersi di dichiarare, senza tema del ridicolo, che lui “non prende lezioni dai politici del Pd”, perché “la cittadinanza è ormai edotta di tutti i problemi che hanno causato” senza, ovviamente, specificare quali.

 

Ma, come ha scritto Mattia Torre nel suo bellissimo libro “In mezzo al mare” che contiene lo splendido monologo “Colpa di un altro”, magistralmente recitato dal bravissimo attore Valerio Mastandrea nel corso della puntata di “Propagandalive” andata in onda su “La7” venerdì 14 giugno scorso, tutte le responsabilità sono sempre di “quelli di prima” anche se “quelli di prima” hanno governato secoli fa.

 

Ora, se non si ripeterà la sceneggiata delle dimissioni presentate per correre alla carica di Presidente della nostra Regione e poi ritirate quando le destre abruzzesi gli hanno fatto capire che lo considerano una scartina, dopo il Commissario prefettizio, si andrà alle urne. Di Primio è arrivato al capolinea, non potendosi ricandidare a Sindaco dopo i due mandati. Rimarrà- dopo un percorso che lo ha visto militare nella “Giovane Italia”, l'organizzazione dei neofascisti dell'allora MSI, poi nel MSI-DN, poi in Alleanza nazionale, poi nel Popolo delle Libertà, poi in Forza Italia, poi nel Nuovo centro destra di Angelino Alfano per tornare all'ovile berlusconiano- con Forza Italia, dopo essersi momentaneamente autosospeso dal partito o passerà, come gli altri, alla Lega o ai Fratelli d'Italia? Vedremo come si autoriciclerà.

 

Quello che mi interessa sostenere, in vista delle prossime elezioni amministrative a Chieti, è che le forze democratiche e progressiste, se vogliono tentare di impedire alle destre di continuare a distruggere la città, dovrebbero fare le cose che, almeno a mio parere, sono indispensabili per giocare una partita altrimenti persa in partenza, tenendo conto che le destre hanno avuto, nelle due precedenti elezioni, 9.734 voti (alle regionali) e 10.806 voti (alle europee del 26 maggio). Le forze progressiste hanno preso 6.591 voti alle regionali e 4.886 voti alle europee. Cosa fare per tentare di ribaltare questi risultati?

 

A mio parere, il candidato alla Presidenza della Regione Abruzzo Giovanni Legnini, dovrebbe  convocare, nel più breve tempo possibile, una assemblea chiamando a partecipare tutti coloro che hanno sostenuto la sua candidatura, i partiti, le forze democratiche e progressiste, ambientaliste, culturali pur presenti in città e che già si stanno autonomamente muovendo, per aprire una fase di ascolto, cominciare a discutere alcuni punti programmatici essenziali, senza programmi lunghissimi e di difficile comprensione, da cominciare a sottoporre a tutta la cittadinanza, attraverso la  convocazione di assemblee pubbliche in tutti i maggiori quartieri cittadini (Brecciarola, San Martino, Selvaiezzi, Madonna delle Piane, S. Maria Calvona. Santa Maria, Madonna degli Angeli ecc.) per il loro arricchimento, raccogliendo le diverse istanze della intera comunità teatina.

 

Dopo questo percorso, che dovrà chiamare alla partecipazione tutti coloro che sono sinceramente disponibili a dare una mano per evitare il definitivo tracollo della città, proporre una forte ed autorevole candidatura a Sindaco della città e cominciare a parlare della sua squadra. Se non emergerà questa figura autonomamente, si dovranno fare le primarie aperte. Ritengo, sinceramente, che questo sia l'unico percorso veramente democratico, capace di evitare le improvvisazioni del passato che hanno portato alla candidatura dei Crescenti, Tenaglia ecc. che con la nostra città nulla avevano a che fare. Candidature decise da pochi e a tavolino che la città ha respinto.

 

Giustino Zulli