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UNA PRESENZA INOPPORTUNA

Questa mattina, presso il Ministero dell'Interno, si è svolto un breve incontro tra il Ministro Salvini e ben 43 organizzazioni sociali di rappresentanza del mondo del lavoro, tra cui la CGIL.

Ritengo sbagliata questa presenza per diversi motivi non secondari.

Il primo è che gli incontri sui temi economici di una certa rilevanza vadano fatti, su convocazione del Capo del Governo, nella sede naturale di Palazzo Chigi.

Il secondo è che questi incontri si debbano fare, in alternativa, presso i ministeri competenti. O quello del Lavoro o dello Sviluppo economico.

Il terzo motivo, non meno grave, anzi!, è che non si debba partecipare ad un incontro che vede, tra i suoi protagonisti  non secondari, visto che si è parlato della cosiddetta “Flat-tax” (tassa piatta) di cui sarebbe il principale ispiratore, l'ex sottosegretario leghista al Ministero dei Trasporti e alle Infrastrutture, costretto alle dimissioni dopo una feroce resistenza di Salvini, Armando Siri -già condannato ad 1 anno e otto mesi per “bancarotta fraudolenta” per il crack “MediaItalia”, la società che presiedeva, indebitata per oltre un milione di euro e per una elusione fiscale quantificata in ben 162 mila euro- per una presunta mazzetta di 30 mila euro che avrebbe percepito da ambienti legati ad alcuni ambienti siciliani di dubbia moralità.

Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha parlato, a mio parere giustamente di “irritualità” e “sgarbo istituzionale” per questo incontro, inedito, tra le forze sociali e Ministero dell'Interno.

Le confederazioni sindacali e in modo particolare la CGIL, insisto, avrebbero fatto molto bene a non parteciparvi.

Non si sono rese conto che hanno in un certo senso legittimato l'arroganza di un Ministro non particolarmente attento alle problematiche sociali e del mondo del lavoro, che si è fatto accompagnare, provocatoriamente, da Armando Siri o anche questa presenza è avvenuta “a sua insaputa”, come quelle, ripetute, del leghista con simpatie neonaziste Gianluca Savoini, immortalato sia nelle cene nel Kremlino che in quelle fatte a Roma, su cui sta indagando la Magistratura per presunte mazzette collegate a forniture di petrolio russo all'Italia?

Se, come qualcuno ha detto, si è trattato di un incontro tra il capo politico della Lega e le organizzazioni di rappresentanza del mondo del lavoro, cosa in sé del tutto legittima e che dovrebbe essere imitata da altri segretari di partito, non sarebbe stato più logico farla in sede di partito, in un albergo e non al Viminale?

Giustino Zulli, già dirigente CGIL regionale Abruzzo

Chieti, 15 luglio 2019