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ALCUNE RIFLESSIONI SUI RAPPORTI LEGA-RUSSIA

Quando sono stato, giovanissimo, la prima volta a Mosca- era il mese di aprile 1967- con una delegazione della FGCI per celebrare il 50esimo anniversario della Rivoluzione bolscevica, rimasi affascinato- oltre che dalla bellezza della Piazza Rossa, dalle guglie dorate del Kremlino, dal Teatro Bolscioi (nel quale le delegazioni dei giovani di tutto il mondo assistettero allo spettacolo “Il lago dei cigni” di Tchaicovskj, dal Monumento al Cosmonauta, dalla Metropolitana, dall'incontro con il cosmonauta Leonev- dalla Balalaika e dalla Matrioska che, con molte scatolette di caviale rosso e nero, riportai e regalai ad amici, giovani compagni e parenti.

La Matrioska è quella bellissima bambola di legno, fatta a mano, coloratissima, prodotto tipico dell'artigianato russo, al cui interno ce ne sono tante altre di dimensioni più piccole.

La Matrioska mi è tornata in mente in queste ultime ore perché, come tante bamboline, stanno venendo fuori, uno alla volta, coloro che avrebbero partecipato il 18 ottobre 2018, all'Hotel Metropol di Mosca, ad un incontro con funzionari di alto rango russo, dando vita a storie degne dei racconti di Ian Fleming, John Le Carrè e del nostro indimenticabile Maestro Andrea Camilleri che, purtroppo, oggi ci ha lasciato.

Le vicende non sono ancora tutte chiarite e può darsi che dalla Matrioska continuino ad uscire altre bambole che forse contribuiranno  svelare molti misteri collegati alla figura dell'ex portavoce di Latteo Salvin, attuale capo della Lega ladrona, Vice Presidente del Consiglio e Ministro della Paura, come lo definisce lo scrittore Roberto Saviano che, dopo un certo periodo di amnesia, si è finalmente ricordato di conoscere, da ben 25 anni, Gianluca Savoini che lavorava, come lui, al giornale “La Padania”, ed era solito tenere in bella evidenza, sul suo tavolo da lavoro, una bella foto del noto democratico e progressiste Adolf Hitler, come ha dichiarato all'agenzia Adnkronos l'ex direttrice Stefania Piazzo.

Sin dal febbraio scorso, “l'Espresso” ha pubblicato articoli che riferivano di strani incontri tra alcuni leghisti e dirigenti russi che sembra discutessero di forniture di petrolio russo all'ENI che avrebbero potuto far entrare, nelle casse della Lega, come è stato scritto da molti giornali, ben 65 milioni di € che sarebbero stati utilizzati, illecitamente, per finanziare la campagna elettorale europea della Lega di “Prima la Padania”, poi “Prima gli italiani” e, più recentemente “Prima la città” nella quale faceva i suoi comizi incendiari contro l'Europa Matteo Salvini bacini bacini. “Chieti prima” di Pescara, “Pescara prima” di Chieti ecc. per essere applaudito dai suoi adoratori che non si sono mai resi conto che il loro idolo li stava prendendo per i fondelli. Ma, si sa, la”pancia” di un certo elettorato non si fa tante domande.

Ovviamente, le diverse e ripetute denunce de “l'Espresso” sono cadute nel vuoto politico anche se sembra che la Magistratura milanese ha aperto delle inchieste su quanto denunciato.

Poi, il sito di informazione Buzzfeed, gestito dalla omonima società USA che evidentemente ha voluto far sapere che in ambienti americani non viene tollerata la fraterna amicizia tra il capo della Lega e quello del Kremlino, ha diffuso alcuni audio su cui sta indagando la Magistratura e vedremo come andrà a finire. Oggi, a partire da Salvini, tutti negano tutto, come faceva un altro capo partito e Vice Presidente del Consiglio, Gianfranco Fini, finito nella polvere per i problemi relativi all'acquisto di una casa a Montecarlo ed io aspetto, serenamente e da garantista, le conclusioni della Magistratura.

Trovo strano, però,che conoscenze negate siano state ricordate. Che alcuni nomi- Francesco Vannucci e Gianluca Meranda-comincino a venire fuori come le bambolette della Matrioska e che, sopratutto, con l'arroganza, la protervia,la convinzione che oramai sia diventato il vero padrone dell'Italia, Salvini si stia rifiutando di dire al Parlamento come stanno le cose.

Il 24 luglio, è notizia di oggi, sarà il Capo del Governo Giuseppe Conte a parlare e vedremo cosa dirà.

Per il momento, c'è solo da augurarsi che contribuisca a fare piena luce su una vicenda molto inquietante perché, se le accuse nei confronti di Salvini, Savoini e dei presunti intermediari della Lega saranno confermate, sarà chiaro ed evidente che chi ha preso voti usando il facile e demagogo slogan “Prima gli italiani”, nella prossima campagna elettorale dovrà dire “Prima i russi” di Vladimir Putin che vuole distruggere l'Unione europea.

E se continuerà ad avere, come ancora diversi attuali sondaggio sostengono, il 40% dei voti di chi andrà a votare, vorrà dire che, consapevolmente, perché a questo punto nessuno potrà dire di non sapere, gli elettori che lo voteranno avranno deciso di voler stare, ripudiando alleanze settantennali, sotto l'ombrello della Russia, diretta da un ex caporione del famigerato Servizio Segreto Sovietico KGB come Vladimir Putin.

Giustino Zulli

Chieti, 17 luglio 20119