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Una decisione, se irresponsabilmente confermata, molto grave per l'Italia

Appartengo a quella parte della sinistra italiana che, senza particolari entusiasmi, ha condiviso il tentativo, successivamente riuscito con la fiducia, di fare un nuovo Governo con il M5s che pure ho aspramente criticato nel corso dei lunghi 14 mesi del governo precedente, per tutte le scelleratezze condivise con il capo dei fascio ladroni leghisti guidati da un tutto sommato mediocre politicante che, abbagliato dal delirio di onnipotenza e pensando di poter diventare il nuovo padrone dell'Italia dopo aver chiesto nelle spiagge italiane ( tra un mojito ed un altro, tra un giretto su moto d'acqua della Polizia di Stato del figlio ) in maniera in quietante i pieni poteri, ha determinato la crisi del Governo di cui faceva parte e in maniera non marginale.

Con la fiducia al nuovo Governo Conte, si è aperta una nuova fase ancora ai suoi primi passi che, per disintossicare il Paese dai tanti veleni sparsi a piene mani dal duo Salvimaio, avrà bisogno di tempi a mio avviso non brevi e sbaglierebbe chi dovesse ritenere che 14 mesi di insulti, incomprensioni, arroganza, subalternità al salvinismo, saranno superati in poco tempo.

Diffidenze, sgambetti, invidie specie da parte di chi non compone il nuovo Governo, penso che continueranno ancora, speriamo per tempi brevi anche se, come si usa dire, il buongiorno si vede dal mattino.

Alla luce di queste considerazioni, giudico davvero incomprensibile, sopratutto nei toni apodittici usati, la risposta del capo politico del M5s Di Maio alla ipotesi avanzata dal Pd di tentare di riproporre, nelle prossime elezioni regionali e a partire da quelle in Umbria, lo schema che ha consentito il varo del secondo Governo Conte.

Ai 5s, a mio parere, non è bastato, evidentemente, essere stati praticamente dimezzati dal cinico comportamento dei leghisti che a Roma hanno governato insieme a loro mentre in tutte le elezioni regionali che si sono svolte dal 4 marz0 22018 in poi hanno sempre preferito gli alleati di destra, Forza Italia e Fratelli d'Italia.

Questa volta, ai 5s, che hanno sottoposto al voto degli iscritti alla piattaforma privata Rousseau la formazione del nuovo Governo nazionale, non è passato nemmeno per l'anticamera del cervello far votare gli iscritti o, almeno, solo quelli dell'Umbria, sulla ipotesi di appoggiare la candidatura non di un esponente di partito ma di quella società civile sempre invocata in precedenti elezioni, a partire da quelle per il Capo dello Stato.

Ma cosa credono i capi del M5s? Che facendo conquistare le regioni prossimamente interessate al voto (dopo l'Umbria, l'Emilia Romagna, la Toscana, la Calabria ecc.) il Governo centrale, in caso di possibile vittoria delle destre unite, non subirà preoccupanti contraccolpi?

Le prossime scelte di politica economica, anche a causa dei disastri ereditati da 14 mesi di malgoverno Conte-Salvimaio, non saranno indolori.

Per questo sarebbe stato giusto accogliere la proposta del Pd perché, se dopo tutte le Regioni del nord Lega e destre dovessero conquistare anche quelle in cui si voterà, cosa del tutto possibile perché le destre hanno già detto che si presenteranno unite dovunque, saranno guai per tutti ma, sopratutto, per un non partito. Privo di strutture territoriali, che rischia davvero l'implosione.

Non capire la situazione che si sta delineando, significa non avere, politicamente, alcuna visione.

Riflettano non solo i dirigenti del M5s ma, sopratutto, i suoi elettori. E si facciano sentire.

Giustino Zulli