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TASSE IN ITALIA: SE TUTTI LE PAGASSERO PAGHEREMMO TUTTI MOLTO MENO

Siamo, noi italiani, davvero un popolo molto strano. Desideriamo, giustamente, asili, scuole di ogni ordine e grado, università, ospedali dignitosi, non fatiscenti. Vogliamo strade, autostrade, mezzi di trasporto efficienti, città pulite ed accoglienti. Ci piacerebbe avere case di riposo per gli anziani, non lager dove essere parcheggiati in attesa della morte. Ci preoccupiamo, anche se forse non in maniera adeguata, della salute dei nostri figli e nipoti. Vorremmo tante cose per vivere meglio.

Ma ci vogliono soldi. Tanti soldi che uno Stato moderno deve trovare con l'unico strumento che ha a sua disposizione: le tasse che fanno, all'italiano medio e non solo, lo stesso effetto che fanno l'aglio e il Crocifisso a Dracula.

Per avere servizi decenti e funzionanti, le tasse le dovremmo pagare tutti perché, se tutti le pagassimo, pagheremmo tutti molto meno.

Ma le cose, purtroppo, non stanno così. Anzi!

In Italia, secondo stime sicuramente per difetto, annualmente gli evasori parziali e totali sottraggono alla collettività più di 120 mld di € mentre l'IVA viene evasa per oltre 33 mld di €/a (12 in Francia, 2,7 in Olanda,1,8 in Spagna ecc.).

Di questa montagna di evasione recuperiamo, grazie al lavoro delle Fiamme Gialle ed anche dell'Agenzia per le Entrate, appena 14 mld di €/a.

Tutti i governi che si sono succeduti dal dopoguerra ad oggi, hanno sempre fatto della lotta “senza quartiere” agli evasori, il loro ronzino, visti i risultati deludenti, di battaglia.

Adesso è la volta del governo “giallorosso” a tentare di vincere questa difficile guerra.

Ce la farà? Sinceramente me lo auguro anche se considero l'impresa davvero titanica perché l'evasione totale e parziale è uno degli sport più diffusi in Italia e non riguarda solo alcune categorie professionali. E' un fatto anche culturale. Non tutti chiedono lo scontrino quando fanno una spesa nei piccoli negozi o la ricevuta fiscale quando portano la loro auto al meccanico, carrozziere, elettrauto. Ci si vergogna a chiedere la ricevuta fiscale al professionista anche se ormai è noto che molte di queste spese sono detraibili nella dichiarazione dei redditi annuale. Verso gli evasori c'è una specie di ammirazione perché “furbi”.

Eppure, basterebbe poco per vincere questa guerra alla disonestà.

Innanzitutto, fare diminuire la circolazione del contante ( in Italia l'86% di tutti gli acquisti viene pagato in contanti, record europeo ) e obbligare tutti, ma proprio tutti, a dotarsi del “pos” per consentire ai clienti di poter pagare con la moneta di plastica, tracciabile. Il Governo dovrebbe imporre alle banche di abbassare, forfettizzandole, le spese per le operazioni e, sopratutto,abbassare la soglia massima per i pagamenti in contante. Già con questi primi provvedimenti, risultati positivi arriverebbero in poco tempo.

C'è, poi, un altro problema che scatena le opposte tifoserie: negli ultimi giorni c'è chi ha parlato di tassare le merendine e i biglietti aerei per sostenere il nostro sistema formativo.

Le destre, a cominciare dal caporal minore meneghino Fanfaron de' Fanfaronis, al secolo matteo salvini, capo della Lega ladrona, hanno minacciato sfracelli al grido “giù le mani dalle merendine dei nostri figli”.

Poco importa, a costoro che difendono, a chiacchiere, “prima di tutto gli interessi degli italiani”, che sarebbe molto meglio dare ai nostri figli e nipoti, come dicono i migliori nutrizionisti, fette di italianissimo pane, condito con italianissimo olio extra-vergine e altrettanto italianissimo pomodoro, prosciutto o altro prodotto della nostra agricoltura, non merendine piene di vari grassi che stanno contribuendo, assieme ad altre forme di alimentazione sbagliata come le tante bevande gassate e zuccherate, a sviluppare fenomeni di obesità infantile che, conti alla mano, costano alla collettività ben 4,5 mld di €/a.

Stesso discorso, almeno a mio parere, vale per l'eventuale “tassazione di 1 € per i voli nazionali e di 1,5 € per quelli internazionali”, notoriamente utilizzati dai lavoratori dipendenti e pensionati, dai cassintegrati, lavoratori in mobilità, disoccupati e sinceramente non credo che questo contributo dissuaderà chi prende gli aerei per lavoro o vacanze.

Il problema è sempre lo stesso. Quando si chiede anche un modesto contributo per fare cose positive, si scatena sempre la rissa, come è successo recentemente per eliminare i sacchetti di plastica non biodegradabili usati dalla piccola, media e grande distribuzione alimentare.

Eppure, molti documentari televisivi ci fanno vedere, abbastanza spesso, come stiamo riducendo i nostri mari ed oceani a causa della plastica.

Ci sono delle cose da fare subito per cercare, prima che sia troppo tardi, di salvare il nostro Pianeta che abbiamo non ereditato ma ricevuto in prestito dalle nuove generazioni alle quali stiamo rubando il futuro, come ha detto la giovanissima Greta Thunberg parlando davanti ai cosiddetti Grandi della Terra alle Nazioni unite.

Ognuno deve fare la sua parte per contribuire anche in denaro, poco o tanto che sia, a migliorare il mondo in  cui viviamo.

Non piace la parola “tassa” perché fa venire l'orticaria, specie a chi le tasse le paga fino all'ultimo centesimo, come i lavoratori attivi e i pensionati?

Nessun problema. Definiamolo “contributo per la salvezza del Pianeta”.

Forse, in  questo modo, si contribuirà a spegnere i bollenti spiriti di molte persone.

Giustino Zulli

Chieti, 26 settembre 2019