Archivio de "L'opinione di Giustino" >> La vergognosa demagogia di Salvini e non solo sull’ex ILVA di Taranto

Editoriali

Guida TV

La vergognosa demagogia di Salvini e non solo sull’ex ILVA di Taranto

Tutti gli italiani, almeno credo e spero, stanno seguendo con preoccupazione le tormentate vicende che si stanno sviluppando attorno all’ex ILVA di Taranto e, soprattutto, al futuro produttivo non solo della città pugliese ma dell’intero Paese, visto che la seconda potenza manifatturiera dell’Europa avrà sempre bisogno dell’acciaio per poter competere sui mercati mondiali per i suoi molteplici usi per i prodotti finiti e tutto si potrà fare meno che pensare di potersi approvvigionare, nel futuro, stante la situazione dei dazi che riemergono, in altri Paesi produttori.

A me pare che siano in diversi a cercare di trovare soluzioni obiettivamente non facili.

C’è un Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, che è andato ad un difficile e complicato confronto con i lavoratori e le lavoratrici del colosso siderurgico mettendoci, come si usa dire oggi, la faccia, rischiando anche i fischi che non fanno mai piacere a nessuno.

Ci sono, poi, diversi dirigenti politici e sindacali che si stanno sforzando di trovare soluzioni a problemi davvero giganteschi che mettono in discussione i sacrosanti problemi del diritto al lavoro di almeno 20 mila lavoratori tra diretti e indiretti con le loro rispettive famiglie, col diritto, altrettanto se non di più sacrosanto, alla salute non solo di chi lavora all’interno dello stabilimento, grande due volte l’intera città, ma di tutti i tarantini.

Ma c’è un signore, che fa il professionista della politica da circa un quarto di secolo, lautamente retribuito, che spara in continuazione proposte e fa affermazioni vergognosamente provocatorie. Si chiama Matteo Salvini, capo della Lega ladrona, già Vice Presidente del Consiglio e Ministro dell’Interno che non ha mai messo piede a Taranto avendo queste importanti responsabilità.

Costui ha proposto, come del resto ha fatto, a mio parere sbagliando, “Italia viva” di Renzi e Bellanova, la reintroduzione della cosiddetta “immunità penale” che la stessa multinazionale franco-indiana Arcelor-Mittal ha dichiarato più volte, con estrema chiarezza, che non è questo il cuore del problema, rappresentato dai 5 mila “esuberi” (bruttissimo termine con il quale gli squali del moderno capitalismo usano parlare di persone in carne ed ossa) che oggi renderebbero l’azienda non competitiva sul mercato globale.

Ora, come ha spiegato una persona per bene- per molti anni magistrato ed oggi apprezzato scrittore di successo, Gianrico Carofiglio- nel corso di una recente partecipazione ad “8 e mezzo”, il talk-show televisivo condotto da Lilli Gruber, NON ESISTE ALCUNA NORMA, NEL NOSTRO CODICE PENALE, CHE PREVEDA LA RETROATTIVITA’ DELLE RESPONSABILITA’ PER COSE ACCADUTE PRIMA DELLA SOTTOSCRIZIONE DEL CONTRATTO DI AFFITTO DELLO STABILIMENTIO TARANTINO.

Io non sono un giurista ma mi fido molto di quanto detto da Carofiglio.

Anche se il cosiddetto “scudo penale” non sarebbe decisivo ( e comunque il M5s ha fatto molto male a fare la battaglia per la sua cancellazione ) Matteo Salvini- e con lui “Italia viva” di Renzi-Bellanova- lo ripropone strumentalmente, senza dire mai nulla sul vero problema sollevato dai padroni franco-indiani di Arcelor-Mittal: i 5 mila “esuberi” dei quali non parla mai. Inoltre, nei suoi comizi e nelle tante straripanti dichiarazioni ampiamente riportate dai mass media italiani, non fa altro che attaccare tutti gli altri partiti che sarebbero i responsabili, a suo dire, degli attuali disastri.

E fin qui ci siamo.

Dove sta, allora, il marcio, nelle dichiarazioni di Salvini?

Sta nel fatto che lo stabilimento, che si chiamava ITALSIDER, inaugurato nel 1970 dall’allora Presidente del Consiglio Aldo Moro, ha sempre avuto i problemi propri di una grande industria che produce acciaio. Negli altri Paesi, ci sono acciaierie in pieno centro di città industriali perché, negli anni, sono stati fatti i necessari investimenti per le bonifiche ambientali che in Italia sono mancati per precise responsabilità della famiglia Riva, a cui era stato ceduto lo stabilimento tarantino nel quadro delle dismissioni delle aziende pubbliche, ma anche per responsabilità dei governi che si sono succeduti che non hanno vigilato per il rispetto degli accordi pure sottoscritti. E nemmeno i vari commissari che si sono avvicendati alla guida del colosso siderurgico hanno saputo fare la loro parte.

Ma, se le cose stanno così, se dal 1970 ad oggi tutti coloro che hanno avuto ruoli di governo sono, in qualche modo, responsabili delle attuali vicende, c’è qualcuno che si ricordi che negli ultimi 25 anni, dalla famosa “discesa in campo” di Silvio Berlusconi, la Lega è stata al governo per ben 3340 giorni, cioè circa 10 anni, sia pure in maniera discontinua, e che nulla ha fatto per cercare di risolvere questi problemi?

Debbo forse pensare che poiché Taranto è nel meridione, ai separatisti e indipendentisti “padani”, oggi sovranisti, nulla è importato delle morti per cancro di migliaia di persone?

Ed è possibile che anche Ministri, Sottosegretari, Vice Ministri dell’attuale governo M5s-Pd-Articolo uno-Italia viva, quando partecipano ai tanti talk-show televisivi, non ricordino ai tanti giornalisti con simpatie leghiste che fanno tanta demagogia, le responsabilità della Lega?

Giustino Zulli

Chieti, 11 novembre 2019