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LA NOSTRA AMATA ITALIA
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Chieti, 6 gennaio 2020 -

A fine dicembre l’ISTAT ha pubblicato l’Annuario statistico italiano 2019 che costituisce “un articolato ritratto dell’Italia e della sua evoluzione, favorendo una lettura integrata dei fenomeni in atto”, come si legge nella presentazione. Per sfatare i tanti luoghi comuni basterebbe leggere i dati che sbugiardano, clamorosamente, le tante vergognose menzogne che vengono quotidianamente diffuse dai fascioleghisti. Ma si sa: la lettura dei libri (l’ex sottosegretaria alla Cultura, la leghista Lucia Borgonzoni, candidata alla guida della Regione Emilia-Romagna si addirittura vantata di non averne letto negli ultimi anni!) e, soprattutto lo studio dei dati, quelli veri e non quelli della loro becera e qualunquistica propaganda, richiedono tempo, fatica, voglia di capire che normalmente non fanno parte del bagaglio di molti fascioleghisti che hanno, secondo alcuni sondaggi, un tasso di scolarità medio basso.

Meglio, quindi, la semplificazione della complessità, la becera propaganda, l’individuazione del nemico sempre e comunque cercato, prima tra i meridionali ed ora tra gli immigrati. Cosa importa poi, a questi sovranisti da operetta, se il nostro Paese va a rotoli?

Parlare dell’Annuario (24 pagine di prefazione e 802 di grafici e tabelle) richiederebbe molto spazio. Mi limito, almeno in questa occasione che ha il solo obiettivo di contribuire a smontare le tante menzogne dei fascioleghisti e soprattutto del loro capo, a riportarne alcune parti del cap. 3 dei 24 di cui è composto, popolazione e famiglie.

Al 1° gennaio 2020 la popolazione residente è di 60.235,546 unità, 193.368 in meno dell’anno precedente. La popolazione straniera regolare residente è di 5.255.503 unità, l’8,7% del totale (Svizzera, 25%, Germania 11,7%), l’Italia all’11° posto in EU per presenza di immigrati. Pur continuando a diminuire sensibilmente e continuamente il numero degli sbarchi (23.120 nel 2018, 11.439 nel 2019, 50,72% in meno), gli sciacalli della propaganda fascioleeghista continuano, vergognosamente, a parlare di “invasione”.

I nati vivi, che nel 2018 sono stati 450.000, nel 2019 sono stati 439.749, il minimo dall’Unità d’Italia. Il tasso di fertilità è di 1,32 per donna. I morti, nel 2019, sono stati 633.133 e questo, molto semplicemente, come hanno già avvertito gli studiosi più seri di demografia, significa che se non ci sarà una inversione di tendenza, tra 50 anni gli italiani che secondo i teorici della Lega ladrona dovrebbero venire “prima”, non ci saranno più. Per eliminazione naturale, non per lo scoppio di qualche guerra o epidemia.

Le speranze di vita media sono lievitate ad 80,8 anni per i maschi e 85,2 per le femmine.

Mentre diminuiscono gli immigrati, aumentano gli emigrati. Nostri giovani diplomati e laureati che vanno a cercare altrove il lavoro negato o malpagato, specie nel Mezzogiorno. Nel nostro Paese esiste un obiettivo bisogno di manodopera di qualità per dare un futuro anche ad aziende che si trovano in difficoltà in diversi settori produttivi, a partire dall’agricoltura, non tanto più ambiti dalle nuove generazioni.

Le famiglie sono 25.700.000. Il 33% è costituito da una sola persona.

Questo è il quadro, necessariamente schematico, della situazione italiana secondo l’ISTAT. Chi agita spauracchi di vario tipo, con le felpe contenenti il nome della città in cui si va a fare demagogica disinformazione al grido di “prima gli italiani”, in verità li vuole ultimi, magari sempre più vittime delle sue campagne di odio, rancore, cattiveria che sono l’esatto contrario di quanto un Paese come il nostro avrebbe bisogno per tentare di risalire da una china nella quale è stato buttato da tanti pifferai.

 

Giustino Zulli