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FUORI DAL COMUNE DI CHIETI I TRASFORMISTI!
FUORI DAL COMUNE DI CHIETI I TRASFORMISTI!

Chieti, 11 gennaio 2020 -

di Giustino Zulli, coordinatore cittadino di “Articolo Uno”

 

La foto pubblicata dal Centro di oggi, venerdì 10 gennaio, è la più evidente testimonianza del trasformismo che accompagnerà chi, come il signor Fabrizio Di Stefano, in barba ad ogni discussione tra alleati, è stato imposto quale candidato Sindaco della città. Tutti coloro che lo circondano, sono stati eletti in liste e partiti diversi nelle elezioni amministrative del 2015 e, naturalmente, non per le poltrone ma sicuramente per elevati ideali, hanno cambiato casacca. Del resto, anche il candidato Sindaco è un campione di trasformismo politico essendo passato, prima dell’approdo in Lega, dall’organizzazione giovanile fascista “Giovane Italia” al Msi-Dn, An, Popolo delle Libertà, Forza Italia.

Da ultranazionalista alla corte di chi, per decenni, ha predicato la priorità della inesistente “Padania” contro il resto dell’Italia, umiliato e offeso i meridionali accusandoli di essere degli scansafatiche e desiderosi solo di vivere sulle spalle degli operosi padani. Il candidato imposto dal capo della Lega Salvini, è un politico che ha svolto diversi ruoli ma, personalmente, faccio davvero fatica a ricordare di quali e quanti progetti dedicati alla città di Chieti si sia occupato nel corso dei tantissimi anni in cui è stato deputato, consigliere regionale e senatore.

 

Inoltre, trovo semplicemente ridicolo voler coinvolgere, come ha dichiarato, “liste civiche a cominciare da quelle di Di Primio” ((che ha cambiato, come gli altri, più casacche di Ronaldo, ora in cerca di un nuovo approdo) Sindaco per 10 anni- dopo gli 11 anni e mezzo di gestione Cucullo di cui tra l’altro è stato Assessore e Vice Sindaco- di una città che, sono parole sue,  “vive un isolamento” che forse sarà dovuto a qualche entità soprannaturale e non per le responsabilità di una destra estrema, della quale ha fatto parte a pieno titolo e tra i più esagitati, che ha governato la nostra città per ben 22 degli ultimi 27 anni della sua storia. Chieti ha bisogno di voltare seriamente pagina e non è affidandosi a chi è stato corresponsabile delle sue attuali enormi difficoltà economiche e sociali e, a chi è stato imposto dal capo della Lega che può sperare di venirne fuori.

 

Solo una coalizione di forze politiche e associazioni cittadine democratiche, progressiste e di sinistra- di cui auspico la rapida formazione a cui affidare la città - può iniziare un percorso né breve né facile può sperare di ridare a Chieti il ruolo che merita.