Archivio de "L'opinione di Giustino" >> QUALCHE NON BREVE RIFLESSIONE …

Editoriali

Guida TV

QUALCHE NON BREVE RIFLESSIONE …
QUALCHE NON BREVE RIFLESSIONE …

Chieti, 29 marzo 2020 -

Dovendo, giustamente, rispettare le regole per impedire ad un virus ancora sconosciuto di continuare a mietere vittime, restando a casa, ho ritenuto utile andarmi a (ri)leggere tanti articoli e saggi scritti negli ultimi decenni per cercare di capire, quando finalmente usciremo da questo lungo tunnel nel quale ci ha confinato questa ennesima pandemia, come si comporteranno tutti coloro che fortunatamente sopravvivranno. Perché una cosa è certa: la nostra specie, al di là delle tante attuali difficoltà, dei tanti che non ce la faranno, supererà anche questo terribile flagello, come è già successo nei secoli passati. Sì, ma come uscirà?

Leggendo articoli impegnati e libri scritti da ricercatori di valore, non le strampalate dichiarazioni dei Salvini e Meloni di turno, si ha notizia di febbre tifoide scoppiata durante la guerra del Peloponneso, nel V secolo a.C.

Poi c’è stata la pandemia di “peste bubbonica” che interessò i territori dell’impero bizantino, con particolare virulenza a Costantinopoli, tra il 541 e 542 (VI secolo d.C.) sotto il regno di Giustiniano I (527-565) e leggere gli scritti di chi ha ricordato queste tragedie, fa venire davvero la pelle d’oca.

Poi c’è stata la “peste nera” che decimò la popolazione europea e poi il colera, il vaiolo, definito morbo democratico perché uccise, oltre che tanti poveri esseri umani, anche il re di Francia Luigi XV.

La “spagnola” coinvolse mezzo miliardo di persone uccidendone dai 50 ai 100 milioni, falcidiando il 6% dell’allora popolazione mondiale.

Poi c’è stata “l’asiatica”, nel 1957. A pandemia conclusa, sono stati contati oltre 2 milioni di morti.

Nel 1968, partita da Honk Kong, è scoppiata l’influenza aviaria che causò altri 2 milioni di morti. E poi l’Ebola (1976), l’Hiv-1 (1981), l’Hiv-2 (1986). Nel 2003 arrivò la SARS (Sindrome acuta respiratoria grave). Nel 2009 l’influenza suina.

Tutti questi avvenimenti ed altri di minore rilevanza, hanno causato la morte di milioni di esseri umani.

Sempre leggendo articoli, saggi e cronache di questi avvenimenti, è sempre stato scritto che tutti i superstiti delle varie pandemie avrebbero modificato i loro stili di vita, sarebbero, in sostanza, diventati “diversi e più buoni”, avrebbe fatto meno guerre e si sarebbero rispettati di più.

Ma le cose, come è arcinoto, non sono andate esattamente così. Le guerre hanno continuato a fare i loro massacri, ingenti risorse sono state sprecate per uccidere, non per la ricerca per salvare vite umane, in ogni parte del nostro martoriato pianeta. 

Io non so, ovviamente, come e quando l’attuale flagello sarà confitto, perché sarà sconfitto. Ma le macerie economiche che lascerà segneranno a lungo i destini del mondo. I sacrifici che tutti dovremo fare saranno estremamente gravosi. Molti di noi, in Italia e in altre parti del mondo, non ci saranno più quando, come tanti sostengono, a fine maggio-giugno il peggio sarà finalmente passato. E non ci saremo più non solo per colpa del destino “cinico e baro” ma soprattutto perché, come stiamo verificando ormai quotidianamente, negli ultimissimi decenni hanno vinto le politiche liberiste, gli speculatori finanziari, gli esportatori di valuta nei paradisi fiscali, i grandi squali dell’economia mondiale che hanno esaltato oltre ogni limite la ricchezza individuale e le privatizzazioni.

Chi fa i conti in tasca ai ricchissimi, sostiene che appena 8 persone possiedono la “ricchezza” della metà della popolazione mondiale. Che se ne faranno, di tutta questa smisurata ricchezza, questi super Paperoni?

In Italia e nel mondo stiamo assistendo al collasso delle strutture sanitarie pubbliche e private. Mancano gli strumenti più elementari per salvare tante vite umane. Non ci sono sufficienti mascherine, guanti, camici monouso per il personale medico, paramedico, gli infermieri, i tecnici ospedalieri, gli assistenti sociali, i volontari che stanno in trincea a combattere contro questo pericolosissimo nemico invisibile. Mancano i respiratori, le bombole di ossigeno. I lavoratori dipendenti perderanno salario. Le imprese di tutte le dimensioni avranno calo negli ordini e nei fatturati. Se non si lavora, sono a rischio anche le pensioni di 20 milioni di pensionati e pensionate italiani e sono a rischio anche le retribuzioni di tutti gli addetti alla Pubblica amministrazione.

Le forze di opposizione, che dove governano non consentono agli altri esponenti di partito di toccare palla, ora chiedono “collegialità” come se Salvini, durante i 14 mesi del suo incontrastato potere personale, abbia mai condiviso con altri le sue responsabilità. Si continuano a chiedere, anche giustamente, più risorse senza tuttavia mai indicare dove e come andarle a reperire, cogliendo ancora una volta l’occasione per fare stupide critiche all’Unione europea che ha le sue responsabilità ma certamente non quelle del nostro debito pubblico arrivato, per le scellerate scelte del passato di tutti i governi, compresi quelli con i ministri leghisti, a livelli insopportabili che segneranno il futuro delle prossime generazioni.

In queste situazioni di oggettive difficoltà, le più gravi da ben 75 anni di vita repubblicana, dal vocabolario politico e dalle tante trasmissioni televisive che vanno in onda dalla mattina presto a notte fonda, sono letteralmente spariti perché nessuno ne parla più, l’evasione fiscale, previdenziale e contributiva (110 mld di €/a), dell’IVA incassata e non versata (37 mld di €/a), il fatturato della criminalità organizzata, della corruzione che ogni anno tolgono alla collettività altri miliardi che raggiungono la cifra di ben 350 mld di €/a.

Proviamo semplicemente a chiederci quanti problemi avremmo potuto risolvere se, negli ultimi 10 anni, tutti coloro che oggi sono presi da attacchi di finto pentimento, avessero pagato le tasse dovute. Quanti morti avremmo potuto evitare? 10 anni significano la bellezza di 3.500 mld di € che sono rimasti nelle tasche di pochi delinquenti incalliti evasori. Questi sono, almeno a mio parere, i nostri veri problemi.

Ho scritto e continuo a sostenere che, come nel passato, usciremo anche da questo lunghissimo tunnel sapendo, però, come ha sostenuto giustamente in un suo articolo sul New York Times il grande giornalista scientifico Davd Quammen, che “siamo stati noi a generare l’epidemia da coronavirus. Potrebbe essere iniziata da un pipistrello in una grotta ma è stata l’attività umana a scatenarla”.

Quindi, se vogliamo sconfiggere le future pandemie, perché come nel passato altre ne arriveranno, dobbiamo essere attrezzati, avere ospedali degni di questo nome, medici e personale sanitario altamente specializzato, sviluppare la ricerca, pagare le tasse in proporzione ai propri redditi senza furbizie.

Sempre Quammen, nel 2012 aveva teorizzato lo “Spillover”, il salto del virus da animale a uomo. Forse non è stato sufficientemente ascoltato perché, generalmente, si preferisce dare ascolto ai ciarlatani, ai “No vax”, ai tanti imbecilli che anche in questi giorni stanno diffondendo filmati allarmistici che non hanno alcuna validità scientifica. Servono solo a sviluppare campagne terroristiche e, a quanto pare, sono ancora in tanti a credere a queste sciocchezze diffuse da tanti apprendisti stregoni.

Rispettiamo le regole dettate dagli scienziati, restiamo a casa, isoliamo tutti coloro che seguono le varie sette e gli stregoni che continuano a diffondere il vero virus dal quale non siamo ancora riusciti a trovare l’antidoto: la stupidità.

Giustino Zulli