Archivio de "L'opinione di Giustino" >> Riscoprire Carlo Marx e anche Padoa-Schioppa

Editoriali

Guida TV

Riscoprire Carlo Marx e anche Padoa-Schioppa

Dove sta la differenza sostanziale tra uno statista e un politico fanfarone? Nel fatto che uno statista pensa alle future generazioni mentre un fanfarone solo ai sondaggi ed alle prossime elezioni. Questa frase (secondo Gianrico Carofiglio erroneamente attribuita ad Alcide De Gasperi mentre sarebbe stata pronunciata da un teologo e predicatore americano del diciannovesimo secolo, James Freeman Clark, come ha ricordato nel suo libro “Con i piedi nel fango”, edizioni Gruppo Abele, Torino febbraio 2018, pag. 35) credo che ci aiuti  a  collocare correttamente uno statista e dove uno dei tanti fanfaroni ancora sulla piazza.

Con le drammatiche vicende con cui stiamo cercando faticosamente di confrontarci, le più gravi dal secondo dopoguerra ad oggi, stiamo toccando con mano alcune profonde verità per troppo tempo tenute nascoste e sottovalutate. Da tutti.

Le immagini quotidianamente teletrasmesse ci danno la possibilità di vedere, non percepire, le drammatiche visioni di città deserte, di piazze desolatamente vuote a Milano, Torino, Bologna e tante altre. Vedere e ascoltare Papa Francesco pregare e impartire le sue benedizioni in una Piazza San Pietro solitamente affollatissima di fedeli, vuota così come sono vuote le grandi piazze di tante capitali estere sempre affollate da una moltitudine di persone che le vivevano allegramente, davvero ci provoca  inquietudine, malessere, incertezza perché i tempi di uscita da questa attuale difficoltà non sono ancora chiari.

Così come vedere le immagini di tanti ospedali pieni di malati assistiti amorevolmente da un personale medico, paramedico, infermieristico, di tecnici e volontari che non finiremo mai di ringraziare per la loro abnegazione e che stanno pagando durissimi prezzi in contagi e vite perse, ti ridà fiducia e speranza.

La situazione ancor più grave è quella economica.

Si chiedono soldi per tutti, giustamente. Per le partite IVA, per i tanti gestori di attività costretti alla chiusura, per i lavoratori e le lavoratrici dipendenti di attività produttive di tutte le dimensioni, per le famiglie, per chi non ha reddito, per i tanti che purtroppo sono costretti a vivere alla giornata con le attività più improbabili, con i tanti lavoratori in nero che rischiano più di tutti, con i poveri immigrati spessissimo supersfruttati e sottopagati nel loro lavoro di raccolta della frutta, nelle varie altre attività agricole ecc.

E chi, strumentalmente, provocatoriamente, vergognosamente come i rappresentanti dei partiti di opposizione al governo nazionale che dove governano loro non fanno toccare palla agli avversari, chiede sempre di più mai suggerendo dove andare a prendere i soldi necessari per far fronte a questa situazione, inimmaginabile appena poco più di un mese fa. L’importante è fare propaganda, non offrire soluzioni.

Siamo stati presi tutti alla sprovvista e tutti dovremmo fare la nostra parte per contribuire a far bene perché nessuno sa, obiettivamente, quando questa situazione sarà alle nostre spalle.

Cosa fare, allora? Non avendo particolari ricette magiche, mi limito a ricordare qualcosa che ho letto in anni ormai lontani: ”Da ciascuno secondo le sue capacità, a ciascuno secondo i suoi bisogni”. Così scriveva Carlo Marx nella sua “Critica al Programma di Gotha” e credo, sinceramente, che questo principio andrebbe riscoperto.

Questa frase mi è ritornata in mente ripensando ad un fatto che voglio ricordare: il 7 ottobre 2007, Tommaso Padoa-Schioppa, Ministro dell’Economia del Governo Prodi, ospite della trasmissione televisiva “In ½ ora” condotta da Lucia Annunziata, tra l’altro disse che “la polemica antitasse è irresponsabile. Dovremmo avere il coraggio di dire che le tasse sono una cosa bellissima e civilissima, un modo di contribuire, tutti insieme, ai beni indispensabili come la salute, la sicurezza, l’istruzione, l’ambiente”.

Per queste affermazioni, fu accusato e deriso da diversi esponenti di destra. Fabrizio Cicchitto, ex socialista approdato ad Arcore, sostenne che “Padoa-Schioppa ha una visione penitenziale e punitiva della vita e della ricchezza”. Paolo Bonaiuti, portavoce di Silvio Berlusconi, rincarò la dose sostenendo, tra l’altro, che “Tommaso Padoa-Schioppa sta facendo le scarpe a Prodi nella classifica della impopolarità”, mentre un altro cervellone, tale Daniele Capezzone, ex radicale pannelliano, ex PdL berlusconiano, ex tutto, definì le affermazioni di Padoa.-Schioppa “una gaffe, una beffa crudele ai danni dei contribuenti” e purtroppo culturalmente costoro vinsero, perchè nelle elezioni successive tornarono al governo, anche grazie e forse soprattutto ai voti dei ceti più popolari.

Chi mi fa l’onore di leggere ciò che scrivo, sa che sono ossessionato da quanto succede in Italia, Paese nel quale circa il 90% delle tasse è pagato dai lavoratori dipendenti occupati e dai pensionati che non eludono, non evadono, non portano i loro (pochi) soldi all’estero, nei paradisi fiscali, non risiedono, come tanti osannati protagonisti dello Star System e dei rotocalchi acquistati da tante famiglie di onesti lavoratori, all’estero per  pagare meno tasse, generalmente non hanno scudi o condoni fiscali.

Naturalmente, non lo fanno solo perché più onesti degli altri ma probabilmente solo perché le trattenute fiscali e previdenziali vengono effettuate alla fonte, ma non sono nemmeno i responsabili del nostro elevatissimo debito pubblico che, secondo quanto ha comunicato la Banca d’Italia, al 31 dicembre 2019 era arrivato, sia pure in leggera discesa, a ben 2.409 mld di € e forse non tutti sanno che su questa montagna di debiti paghiamo oltre 80 mld di € di interessi l’anno.

E meno male che nell’ottobre del 2007 non erano ancora apparse le luminose stelle dei Salvini, Bagnai, G. Meloni ed altri che sicuramente avrebbero fatto commenti sulle dichiarazioni di Padoa-Schioppa ancor più salaci di quelle riportate in precedenza.

Io penso solo al fatto che, annualmente, i delinquenti che evadono le tasse impediscono allo Stato di incassare, per difetto, almeno 350 mld di €. Da quando Padoa-Schioppa, forse volendo dar concretezza al principio marxista della  equa  redistribuzione della ricchezza, ha fatto le sue inascoltate e derise affermazioni, di anni ne sono trascorsi circa 13.

Ogni lettore faccia la sua semplicissima moltiplicazione e provi a pensare a quanti e quali problemi avremmo potuto dare ottime soluzioni, mentre adesso stiamo assistendo, stando alle cronache, ad assalti ai supermercati per prendere roba senza pagare, addirittura a rapinare le persone che escono dai  negozietti cittadini con piccole buste della spesa, probabilmente con la copertura della malavita organizzata.

Ci riflettano tutti coloro che a suo tempo hanno deriso Marx e Padoa-Schioppa e che anche oggi continuano a pensare che “evadere è bello”.

Chieti, 28 marzo 2020     Giustino Zulli