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SALVONI E IL GIOCO DEL CUCUZZARO

Come noi meridionali sappiamo per averlo forse praticato da ragazzini, c’è un antico gioco, ormai andato in disuso, che si chiama “il gioco del cucuzzaro”. Per coloro che non ci hanno mai giocato e per chi non se lo ricorda, le regole prevedono la nomina del “cucuzzaro” con una conta e l’assegnazione di un numero ad ogni partecipante. Appena nominato, il cucuzzaro inizia il ritornello: ”Sono andato nel mio orto ed ho raccolto 3 cucuzze”. La cucuzza n. 3 risponde: “E perché tre?” E il cucuzzaro:” Allora quante?” “Tutto il cucuzzaro”, risponde la cucuzza n. 3. Se la cucuzza chiamata non risponde subito, viene eliminata o paga pegno.

Mi è tornato in mente questo gioco ascoltando le incredibili dichiarazioni, sotto molti aspetti provocatorie, pericolose per i messaggi che ha lanciato del duo Salvoni (Salvini e Meloni), dopo l’incontro di questa mattina col capo del Governo Conte ed alcuni Ministri, che hanno loro illustrato i punti salienti del prossimo decreto in studio per aiutare i più deboli a delle forze di opposizione che dove governano loro non fanno toccare palla alle minoranze.

Tutti sappiamo che i soldi – a differenza di quanto il Gatto e la Volpe hanno fatto credere a Pinocchio che fu da loro due convinto a sotterrare le cinque monete d’oro, ricevute da Mangiafuoco, nel Campo dei Miracoli dove ogni moneta avrebbe fatto nascere e crescere un albero pieno di zecchini d’oro – non nascono sugli alberi e solo in alcuni cartoni animati, a volte, vengono buttati dagli aerei.

Tutti sappiamo, o dovremmo sapere, che abbiamo, dopo il Giappone, il secondo debito pubblico più alto del mondo (pari al 134,5% del PIL) su cui paghiamo oltre 80 mld di € di interessi l’anno; che se non si lavora, come purtroppo sta avvenendo in queste ultime settimane, non vengono nemmeno versati i contributi con i quali lo Stato paga le pensioni, gli stipendi dei dipendenti della P .Amministrazione, della Scuola, della Sanità, delle Forze dell’ordine ecc, che abbiamo una colossale evasione fiscale e previdenziale quantificata per difetto in almeno 110 mld di €/a, che i 37 mld di IVA regolarmente incassati non vengono correttamente versate, che è molto diffuso il lavoro nero e grigio, che la corruzione e il fatturato della criminalità organizzata raggiungono cifre elevatissime sottratte allo Stato.

Allora, se dopo l’incontro col Governo che tra enormi difficoltà sta cercando di trovare i soldi per venire incontro alle esigenze più elementari, mangiare e bere, per esempio, dei più deboli, degli ultimi e penultimi, che senso ha avuto giocare al rialzo chiedendo l’utilizzo di più soldi di quelli proposti, senza mai dire da dove andarli a prendere?

E come si può fare, senza nemmeno arrossire di vergogna, contemporaneamente chiedere l’ennesimo condono fiscale per chi ha evaso montagne di soldi?

Usciremo, come abbiamo sempre fatto nella storia dell’umanità, con i tempi purtroppo non brevissimi, da questo lungo tunnel del coronavirus.

Quello che posso augurare agli italiani tutti, anche a quelli che hanno votato per i partiti di Salvoni, a chi le tasse le ha sempre pagate, soprattutto ai tanti lavoratori dipendenti e pensionati che non hanno mai beneficiato dei condoni, è di ricordarsi di questo sciacallaggio quando si tornerà a votare.

Chieti, 01 aprile 2020  Giustino Zulli, coordinatore cittadino di “Articolo uno”