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NOBILTÀ E MISERIE

I drammatici dati che quotidianamente vengono diffusi dalla Protezione civile ci dicono che, purtroppo, la lotta per sconfiggere il COVID 19 sarà ancora lunga, durissima, difficilissima. Tutte le vittime meritano rispetto e commiserazione ma a me il dato che sicuramente ha fatto più effetto, anche perché probabilmente aumenterà nelle prossime settimane, è quello dei medici (80) e infermieri (25) attualmente deceduti nell’adempimento del proprio dovere, per essere stati in prima linea a combattere il terribile invisibile nemico. Sono morti sicuramente, come altri, per molti motivi ma io credo che le principali responsabilità vadano attribuite a scelte politiche fatte negli ultimi due decenni, quando si è sabotata la sanità pubblica a tutto vantaggio di quella privata ( secondo alcune stime, alla sanità pubblica sarebbero stati sottratti ben 40 mld di € e 70 mila posti-letto ) e quando, nell’intero occidente, produzioni “povere”, quelle cioè a basso valore aggiunto come le mascherine protettrici di cui oggi capiamo l’importanza, sono state, di fatto, prodotte in Cina, Vietnam, Tailandia e altri Paesi asiatici dove il costo del lavoro è più basso ed i diritti dei lavoratori ancora tutti da conquistare. Ed oggi si pagano, purtroppo, le prime conseguenze di queste scelte scellerate che ancora una volta hanno privilegiato il Dio Profitto, non la sicurezza e la vita dei lavoratori. Questi medici, il personale infermieristico, i tecnici di laboratorio, tutti gli addetti alla sanità, ma anche tutti gli addetti alla grande distribuzione, le cassiere dei supermercati a salario non elevato, a contatto giornaliero con tante persone e tutti coloro che continuano a lavorare per rendere meno difficili le nostre condizioni di vita,  al netto dei soliti sciacalli che purtroppo anche in queste difficili occasioni infestano con la loro presenza la collettività, fanno parte a pieno titolo, almeno a mio parere, della grande nobiltà del nostro Paese.

Ma ci sono, purtroppo, anche i miserabili, che strumentalizzano politicamente e cinicamente la situazione in cui siamo. Tra costoro, colloco i Presidenti della Giunta e del Consiglio regionale abruzzese e alcuni Sindaci fascioleghisti che li hanno pedissequamente scimmiottato, che hanno deciso, addirittura vantandosene in alcune dirette televisive anche nazionali, di ammainare la bandiera dell’Europa dalle sedi del Consiglio regionale e dei Comuni che amministrano, anche in palese violazione della L. 22 del 5/2/98 e del Regolamento del DPR n. 121 del 7/4/00 che mi auguro utilizzate dalle forze democratiche, progressiste e di sinistra per impegnare il Ministero dell’Interno a farle rispettare. Si sa che i fasciolegghisti tifano per il sovranismo, amano il Presidente ungherese Victor Orbàn che, approfittando di questa situazione di difficoltà europea, ha di fatto annullato la democrazia facendo votare dal suo Parlamento quei “pieni poteri” tanto amati e desiderati dall’attuale capo della Lega ladrona. Ma protestare per i pochi soldi che a loro giudizio sono stati stanziati dal Governo italiano per i primi interventi, ai quali già se ne sono aggiunti altri ed altri se ne aggiungeranno, è veramente solo vergognosa e populistica demagogia. Così come alzare odiose barriere contro l’Europa che deve ancora decidere, dopo aver comunque già stanziato ben 700 mld di € (di cui 220 per l’Italia) cosa poter fare ancora, è semplicemente strumentale. Si può sempre fare di più e meglio. Per esempio, chiedere contemporaneamente, come fa l’ineffabile duo Salvoni, mille euro a famiglia bisognosa ed i condoni fiscali ed edilizi, giocare sempre al rialzo senza mai dire dove andare a prendere soldi che non nascono, come le ciliegie, sugli alberi, difendendo sempre gli evasori fiscali e previdenziali che sottraggono ben 110 mld di € annui alle casse dello Stato. Tanto, cosa costa fare chiacchiere? Si deve però sapere, come avvertono gli economisti più seri, che il nostro deficit pubblico, a fine anno, potrebbe arrivare al 7 se non all’8% e che il nostro debito pubblico, già elevatissimo, potrebbe passare dall’attuale 134,5 al possibile 145 e fors’anche al 147% del nostro Prodotto interno lordo e con questi drammatici dati, se non interverranno fatti nuovi, sarà ipotecato il futuro di molte delle prossime generazioni. Lo spiegano ai loro elettori questi demagoghi fascioleghisti?

 Inserisco tutti coloro che sostengono avventuristicamente queste scelte di politica economica, tra coloro che fanno parte delle nostre miserie.

Chieti, 5 aprile 2020 Giustino Zulli Coordinatore cittadino di “Articolo uno”.