Archivio de "L'opinione di Giustino" >> L’ARIA FRITTA DEL CANDIDATO SINDACO DI STEFANO

Editoriali

Guida TV

L’ARIA FRITTA DEL CANDIDATO SINDACO DI STEFANO
L’ARIA FRITTA DEL CANDIDATO SINDACO DI STEFANO

Chieti, 17 giugno 2020 -

Il candidato Sindaco delle destre fascioleghiste della nostra città, che gode dell’appoggio anche di un personaggio finito nelle patrie galere nel 1993 per la “Tangentopoli teatina”, con una certa dose di arroganza già ha dichiarato di vincere al primo turno. Di Stefano, dopo una lunga militanza nel Msi-Dn e An, approdato alla Lega dopo un trasformistico passaggio nel Popolo delle Libertà prima e in Forza Italia poi, è stato Consigliere regionale dal 2000 al 2008, senatore dal 2008 al 2013 e deputato dal 2013 al 2018 e non risultato particolari interventi a favore di una città dalla quale ha avuto molti voti.

Dopo aver trascorso ben 18 anni nei diversi ruoli istituzionali senza aver fatto granché per Chieti, adesso scopre l’acqua calda e propone, per la nostra città, una bella quantità di aria fritta, riciclando obiettivi che hanno sempre fatto parte dei programmi dei Sindaci di destra che, per 22 degli ultimi 27 anni di storia cittadina, hanno governato, male, la nostra città  arrivata alle disastrose condizioni socio-economiche in cui si trova in seguito ad un devastante processo di deindustrializzazione della Valpescara che, per anni, ha significato sviluppo economico e benessere sociale per la nostra comunità. Su questi aspetti, abbiamo registrato la più colpevole latitanza delle Amministrazioni comunali che si sono succedute.

 

Utilizzare al meglio le risorse europee, puntare su maggiori sinergie tra università ed ospedale, sviluppare il turismo culturale sono stati obiettivi da sempre predicati, mai concretizzati per precise responsabilità di tutti i partiti che hanno sostenuto i Sindaci di destra, con molti degli stessi personaggi che negli ultimi tempi sono passati con molta disinvoltura e trasformismo, da un partito all’altro.

 

Per rilanciare la nostra città bisogna puntare sopratutto ad utilizzare al meglio le aree disponibili per nuovi insediamenti produttivi di piccole e medie imprese tecnologicamente sviluppate, in grado di competere nei mercati internazionali magari collegandosi al settore dell’automotive stabilendo rapporti di collaborazione con le grandi aziende già presenti in Valdisangro e Valtrigno.

 

Senza una robusta presenza di attività produttive, da attrarre anche grazie a quei fondi europei disponibili sui quali a livello nazionale le destre sono in disaccordo e su cui il candidato Di Stefano non ha speso nemmeno una parola, si avrà una città terziarizzata, burocratizzata, non in grado di assicurare sviluppo ed occupazione duratura alle nuove generazioni.