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LE CHIACCHIERE DI DI STEFANO
LE CHIACCHIERE DI DI STEFANO

Il candidato Sindaco della destra teatina, Fabrizio Di Stefano, volendo superare un suo antico maestro che vinse le elezioni del 1993 promettendo una impossibile costruzione della “terza corsia sulla Colonnetta a tasso zero”, ha promesso di fare arrivare prima del 20 settembre – e vedremo come andrà a finire – molti soldi dall’Unione Europea.  Quella stesa Unione Europea tanto odiata dalla Lega, partito a cui Di Stefano è approdato dopo un trentennale percorso nella Giovane Italia, Fuan, Msi, Msi-Dn, An, Popolo delle Libertà e Forza Italia.

Adesso il candidato sindaco propone la riorganizzazione del “sistema della solidarietà cittadina” affidandone il progetto a consiglieri e assessori comunali ancora in carica, molti dei quali fanno parte delle liste che lo sostengono e che, quindi sono da annoverare, con il Sindaco Di Primio, tra i responsabili delle attuali difficoltà in cui si trova Chieti solidale.

 

Infatti, come stanno le cose a Chieti solidale? La quasi totalità dei circa 200 dipendenti è impegnata nell’erogazione dei servizi sociali (che vanno rafforzati). È sempre stata in attivo perché le farmacie comunali producono profitti, e ad oggi, dopo aver utilizzato tutto il fondo di riserva, ha maturato un credito, nei confronti del Comune, di circa 4,5 milioni di euro. Questa situazione sta creando non poche difficoltà perché la società non ha la liquidità necessaria per pagare i fornitori ed i dipendenti e, di fatto, è diventata l’anticipatrice delle retribuzioni per conto del Comune. Così facendo potrebbe avere, a breve, difficoltà patrimoniali di cui dovrà farsi carico la prossima amministrazione.

 

Inoltre, per poter retribuire i dipendenti ed acquistare i farmaci, Chieti solidale deve ricorrere ad anticipazioni bancarie, con relativi interessi passivi diventando, di fatto, una banca che anticipa tanti soldi, senza interessi e per conto del Comune. Queste anticipazioni creano anche danni erariali che potrebbero portare al fallimento della Società.

 

La situazione chiama in causa le pesanti responsabilità di chi ha male amministrato la nostra città negli ultimi 10 anni e rende poco credibile il castello dei sogni ipotizzato dal Di Stefano che porta, con altri amministratori di destra, le sue pesanti responsabilità avendo ricoperto, per molti anni, incarichi istituzionali dei quali, in verità, la città non si è accorta, visto la fallimentare gestione delle destre che hanno portato il Comune sull’orlo del precipizio accumulando ben 24 milioni di euro di passivo.

 

Per uscire dalle sue difficoltà, la nostra città farà bene ad affidarsi alle forze democratiche, progressiste e di sinistra.

 

Giustino Zulli    Coordinatore cittadino di “Articolo uno”.