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LE CANDIDATURE DEL CENTROSINISTRA
LE CANDIDATURE DEL CENTROSINISTRA

Chieti, 24 luglio 2020 -

Saranno i dirigenti del Pd chiamati pesantemente in causa, anche con qualche forzatura che si sarebbe dovuto evitare, se lo riterranno, a chiarire quello che sta succedendo all’interno del loro partito dal quale sono uscito nel 2013, dopo che Matteo Renzi ne è diventato segretario, non condividendo le sue proposte politiche che, come i fatti hanno purtroppo dimostrato, hanno fatto indietreggiare le conquiste realizzate in decenni di lotte dei lavoratori italiani. Ciò detto, credo che siano profondamente sbagliate, nel merito e nel metodo, le argomentazioni usate da alcuni suoi ex iscritti e dirigenti locali, a partire da quelle dell’ex Sindaco di Chieti Francesco Ricci, al quale vorrei sommessamente ricordare che se nel 2005 tutti coloro che avevano sostenuto, in quanto militanti dei Ds, non lui ma Umberto Aimola alle primarie, avessero usato le stesse argomentazioni e gli stessi comportamenti, mai sarebbe stato eletto Sindaco della nostra città sconfiggendo, con ampio margine, Enrico Rispoli.

Facendo prevalere il senso di appartenenza ad una coalizione di centrosinistra, gli iscritti e militanti dei Ds lo hanno lealmente sostenuto e votato, consentendogli una vittoria storica che, anche per sue responsabilità, non si è più ripetuta e sarebbe bene che, sia pure ad anni di distanza, se ne chiedesse le motivazioni, visto che nel 2010 Umberto Di Primio vinse addirittura al primo turno e che di questo tracollo non si è mai voluto discutere nelle sedi di partito.

 

A lui e agli altri dissidenti che hanno voluto rimettere in discussione, a due mesi dal voto, una candidatura avanzata dal Pd e mai contestata nelle sedi ufficiali, vorrei solo ricordare, avendovi sempre partecipato, che dopo una prima riunione nel corso della quale si aprì una discussione su una proposta da me avanzata di candidare, per la prima volta nella storia della nostra città, una donna che sarebbe stata veramente una scelta innovativa e fuori da tutti gli schemi e sulla quale purtroppo non si sono registrate le auspicate convergenze, è stata avanzata la candidatura del dott. Diego Ferrara sulla quale non ci sono stati dissensi. O, almeno, non sono stati esplicitati.

 

La candidatura è andata avanti fino a quando Ferrara, medico di famiglia, con una decisione che gli fa onore, ha comunicato a me, Filippo Di Giovanni, Luigi Febo e Enrico Raimondi che, a causa del Covid 19 non se la sentiva di lasciare i suoi pazienti in difficoltà.

 

Con il Covid in attenuazione, ricontattato, Ferrara ha confermato la sua disponibilità e quando Di Giovanni ha riproposto la sua candidatura, c’è stata una discussione dialetticamente anche vivace ma, alla fine, nessuno ha espresso dissenso. Avevo proposto di mettere ai voti la proposta ma il voto formale non c’è stato. Tanto, solo per ricostruire, con la massima onestà, quanto è successo e sfido chiunque a dimostrare il contrario.

 

Prendo atto che alcuni provenienti dal Pd hanno deciso di sostenere una candidatura fortemente voluta da un seguace di Renzi, che il Pd ha cercato vanamente di distruggere e da uno dei peggiori esponenti della destra teatina e, a chi contesta la mancata convocazione dell’assemblea cittadina del Pd vorrei solo chiedere in quale assemblea di circolo di Chieti alta è stato deciso il sostegno ad altra candidatura.

 

Giustino Zulli Coordinatore cittadino di “Articolo uno”