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UN PARTITO COME UNA MORTADELLA?
UN PARTITO COME UNA MORTADELLA?

Chieti, 26 luglio 2020 -

“…mai avrei immaginato che personaggi di livello, della sinistra storica di Chieti, si sarebbero scorporati da un marchio…” e “…la mia discesa in campo è esclusivamente un atto d’amore per la città…”. Così, tra l’altro, ha affermato il candidato Sindaco Di Iorio in una intervista al Messaggero di oggi, su cui a mio parere va fatta una certa riflessione. A parte il richiamo berlusconiano alla “discesa in campo”, c’è da fargli osservare che nessuno, stando almeno ai nomi che sono circolati sui giornali in questi ultimi giorni, di coloro che hanno rimesso in discussione a due mesi dal voto una decisione democraticamente assunta nelle sedi ufficiali del tavolo del centrosinistra, ha mai fatto parte della “sinistra storica”, provenendo dalla Dc, Ppi, Margherita.

Inoltre, ridurre ad “un marchio” la denominazione di un partito, il Pd, che ha cercato di mettere insieme, in un processo non ancora concluso, il meglio della tradizione di chi aveva militato anche nel Pci, PdS, Ds, a me sembra molto grave e, soprattutto, molto offensivo per le tante lotte portate avanti in oltre un secolo di vita, da tanti militanti, che hanno contribuito a cambiare in meglio la società italiana. Questa visione “commerciale” di un partito, la dice lunga sull’improvvisazione di certi candidati non in grado, a mio parere, di guidare una comunità. La mortadella è un marchio, così come le automobili, i frigoriferi, le lavatrici, il prosciutto ecc. Un partito di centrosinistra, lo si condivida o meno, è una comunità di uomini e donne che hanno i loro ideali, fatto le loro lotte per contribuire a gettare le basi per costruire una società migliore, democratica, progressista, solidale, capace di fare della libertà e della solidarietà la loro stella polare. Valori, vorerei sommessamente ricordare al candidato Di Iorio, che non stanno a destra, così come non credo che la candidatura a Sindaco di Diego Ferrara, del centrosinistra, sia da considerare meno nobile delle motivazioni da lui sostenute.

Giustino Zulli,  Coordinatore cittadino di “Articolo uno”