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TRA CHIACCHIERE E REALTÀ
TRA CHIACCHIERE E REALTÀ

Chieti, 7 agosto 2020 -

A me quanto è successo ieri alla Villa comunale di Chieti con  il comizio di Matteo Salvini- che proprio un anno fa, di questi tempi, tra un mojito e tanti selfie sembrava essere diventato il Re Mida della politica italiana, capace di trasformare in voti ogni cosa che toccava- ha fatto la seguente impressione: come succede soprattutto a molti personaggi dello star-system, cantanti, attori di cinema e teatro che dopo aver avuto travolgenti successi al punto di andare fuori di testa magari chiedendo anche i “pieni poteri”, si adattano a cantare nelle feste patronali e a recitare nei piccoli teatri potendo ancora contare su una certa popolarità riscuotendo anche un certo successo anche se progressivamente in caduta libera.

Matteo Salvini, attualmente, come scrivono tutti i giornalisti solitamente ben informati, è sotto tiro da parte dei leghisti che contano, come il Presidente della Regione Veneto Luca Zaia che lo schiaffeggia in casa un giorno sì e l’altro pure, come ha fatto alcuni giorni fa in occasione della festa estiva della Lega che si è svolta a Cervia. O come l’ancora potente Giancarlo Giorgetti - bocconiano, già Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri del primo Governo Conte – che mal sopporta le tante sparate demagogiche di chi sta perdendo decine di migliaia di iscritti in quel profondo nord, culla della Lega storica. O come l’ex Ministro degli Interni e ex Presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni che, in tante interviste, cela a malapena il suo disappunto per le tante dichiarazioni dell’attuale capo della Lega.

 

Questi sono fenomeni ancora sottotraccia che, prima o poi, emergeranno vanificando le spacconate del Salvini che recentemente ha detto, proprio all’ormai famoso stabilimento Papeete beach di Milano marittima, che il prossimo anno ci tornerà “da Presidente del Consiglio”, Giorgia Meloni in forte ascesa proprio ai danni della Lega permettendo.

Quello che, almeno in  questa occasione a me preme evidenziare è che a Chieti, sostenendo alla carica di Sindaco uno dei tanti riciclati della politica approdato alla Lega dopo un lungo giro tra i diversi partiti dell’estrema destra, ha dichiarato, senza nemmeno avvertire l’ombra del ridicolo, “di aver personalmente scelto” – alla faccia del rinnovamento –“un candidato di lunga esperienza per dare dieci anni di buona amministrazione a questa comunità che ha sofferto tanto.”

 

Forse i suoi seguaci non lo hanno ben informato ma negli ultimi 10 anni la Lega, sia quella vecchia che la nuova rinforzata da diversi arrivi di ex assessori e consiglieri comunali, è stata parte organica di una maggioranza che ha condiviso tutte le scelte scellerate della Giunta Di Primio che hanno portato la città al collasso socioeconomico.

 

E chi è stato sul palco ad applaudire questi passaggi? Proprio molti dei principali responsabili del disastro della città, recentemente approdati in casa Lega che, per dirla col Salvini, “hanno fatto soffrire la vostra città”.

Tra 40 giorni si tornerà a votare e agli elettori teatini va semplicemente chiesto se vogliono continuare a mettere nelle mani di chi ha contribuito ad affossare la città, il suo futuro. Di Stefano e liste di destra collegate rappresentano il passato, così come le altre liste di centrodestra camuffate dal civismo.

 

L’unica possibilità per cercare di cambiare rotta è di affidare la nostra città - con un ricco passato storico, una deludente fase attuale, un preoccupante futuro se messo nelle mani di chi l’ha umiliata- alle forze democratiche, progressiste,  ambientaliste  e di centrosinistra.

 

Facciamo in modo che il 20 e 21 settembre siano i voti dei teatini, non i panzerotti non ingoiati, a mettere a dieta un Salvini sempre più assetato di quel potere perso da cui è ossessionato.

 

Giustino Zulli

Coordinatore cittadino di “Articolo uno”.