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ALCUNE RIFLESSIONI
ALCUNE RIFLESSIONI

Chieti, 11 settembre 2020 -

A 10 giorni dal voto per il rinnovo del Consiglio comunale per dare a Chieti anche un nuovo Sindaco capace di fare uscire la città dai disastri combinati dalle destre che l’hanno amministrata per ben 23 degli ultimi 28 anni, penso che sia possibile ragionare sulle tante promesse fatte dai candidati di orientamento fascioleghista e dai presunti “civici”.

 

Cominciamo dal Di Stefano, che ritiene arrogantemente di avere già conquistato lo scettro prima ancora del responso elettorale secondo sondaggi da lui commissionati: ha promesso di tutto e di più, a partire dalle enormi quantità di soldi freschi provenienti, su suo personale impulso, da quell’Unione europea che i fascioleghisti odiano visceralmente e da cui vorrebbero addirittura fuoriuscire. 

Il sedicente già Sindaco, aveva dichiarato, mesi fa, che “prima del voto sarebbero arrivati i soldi”. C’è qualche candidato che, nei vari dibattiti che sono stati già fatti e in quelli che si faranno, gli hanno chiesto o gli chiederanno conto di queste fanfaronate?. Ad oggi, a quanto è dato di sapere, nulla è arrivato nella nostra città. E’ vero che mancano ancora alcuni giorni, ma penso che ricordare questi fatti serva agli elettori per un loro voto più meditato. Tra i tanti altri proclami, Di Stefano si è anche impegnato a portare avanti iniziative per celebrare l’Arcivescovo Venruri e il Podestà fascista Gasbarri ai quali si dovrebbe la dichiarazione, che l’ANPI ha sempre contestata come falsa sulla base di seri studi del suo Presidente Filippo Paziente, di “città aperta.

 

Ora, domanda molto  semplice agli elettori e alle elettrici della nostra città: ma dopo aver a suo tempo creduto a chi voleva fare “la terza corsia alla Colonnetta a costo zero” cosa che uno studente geometra del primo anno avrebbe capito impossibile, siete ancora disposti a dare credito a chi ignora la storia della città che si ritiene di aver già in pugno come Sindaco prima ancora del responso delle urne?

 

Gli altri candidati di destra non brillano di certo per amore della città e dei suoi abitanti e delle sue intelligenze. Il giovane De Cesare ha addirittura, tra l’altro, proposto di affidare a Vittorio Sgarbi, nota educanda di tutti gli studi televisivi che frequenta con linguaggi sempre più irridenti e provocatori, addirittura il ruolo di “Ambasciatore della cultura teatina in Italia e nel Mondo” come se, a Chieti, non ci fossero professionalità adeguate. Ma vi sembra una cosa seria?

 

Ed è seria la stucchevole e ripetuta sottolineatura di “civismo” sbandierata dal candidato Di Iorio, sostenuto da chi ha fatto della militanza politica a destra un elemento che gli ha consentito di essere Assessore comunale a Chieti con Cucullo, Presidente della Provincia, Consigliere prima e assessore regionale ora, sempre sostenuto dalle destre e da chi è iscritto ad un partito che ha espresso addirittura un Presidente del Consiglio dei Ministri?

 

Nemmeno il dottor Jeckill   sarebbe stato capace di una tale trasformazione.

 

Il candidato dei 5s Amicone gioca, almeno a mio parere, una partita già persa avendo deciso di correre da solo per salvare una non meglio precisata autonomia dai partiti con i quali, peraltro, governa a livello nazionale, proseguendo una mistificante operazione di delegittimazione della democrazia, fondata sui partiti che, secondo la nostra Costituzione, hanno il dovere di concorrere a formare la coscienza civica.

 

L’unica speranza di cambiamento è di votare il candidato Sindaco espressione delle forze democratiche, progressiste e di sinistra della città.

 

Come ha ben spiegato l’ex Assessore regionale alla Sanità Silvio Paolucci, le destre che attualmente governano la Regione, hanno saputo collezionare solo una serie di scippi ai nostri danni.

Continuare a sostenerle, significa solo contribuire a peggiorare le già difficili condizioni socio-economiche della città.

 

Giustino Zulli

Coordinatore cittadino di “Articolo uno”