Archivio de "L'opinione di Giustino" >> È TORNATO A FISCHIARE IL VENTO?

Editoriali

Guida TV

È TORNATO A FISCHIARE IL VENTO?
È TORNATO A FISCHIARE IL VENTO?

Chieti, 7 ottobre 2020 -

Ci sarà tempo e modo per analizzare, più in profondità, i risultati del ballottaggio a Chieti per ragionare sui voti dei diversi schieramenti nel primo e secondo turno, sezione per sezione, in centro e periferia. Quello che a me pare certo e indiscutibile è che nella nostra città hanno perso, alla grande, Salvini, Di Stefano, Febbo e Buracchio.

 

Ma, almeno a mio parere, si sbaglierebbe se isolassimo il voto teatino e anche marsicano dal contesto nazionale. Quattordici mesi fa, più o meno in questi giorni, Matteo Salvini pareva essere diventato il Re Mida della politica italiana, capace di trasformare in voti tutto ciò che toccava. 

Al Papeete è arrivato, in un delirio di onnipotenza, a chiedere “i pieni poteri” commettendo il fatale errore di staccare la spina ad un Governo del quale era il maggior azionista. Pensava di poter imporre, in una Repubblica parlamentare, elezioni anticipate per insediarsi, tra tanti selfie, a Palazzo Chigi. E si sa come sono andate le cose.

 

Da quel momento in poi non ne ha azzeccata una dimostrando di essere un politico mediocre. In piena emergenza covid-19 ha continuato a (s)parlare in tutti i comizi, anche nei quattro fatti a Chieti, di “invasione” di tanta povera gente che viene da altre parti del mondo, anche responsabili, a suo avviso, del possibile diffondersi della pandemia.

 

Poiché i dati ufficiali dicono che dal 1° al 30 settembre 2020 gli sbarchi sono stati appena 23.720, molti italiani, finalmente, hanno cominciato a capire la strumentalità delle sue chiacchiere. Voleva, il Salvini, stravincere le recenti elezioni regionali, sostenendo che nelle sette dove si sarebbe votato, la Lega avrebbe fatto cappotto: 7 a 0 o, al massimo, 6 a 1. Le cose sono andate diversamente e nelle Regioni più importanti, Toscana, Puglia, Campania, dopo l’Emilia-Romagna, si sono affermate le forze politiche democratiche, progressiste e di sinistra.


A Chieti ed Avezzano ha voluto imporre due leghisti che hanno clamorosamente perso al ballottaggio. Fabrizio Di Stefano, approdato alla Lega dopo un lungo girovagare tra le destre più estreme e Forza Italia aveva, con qualche superficiale presunzione, dichiarato che le elezioni le avrebbe vinte al primo turno, forte di alcuni compiacenti sondaggi che gli assegnavano, addirittura, tra il 55 e il 57% dei consensi. È stato letteralmente polverizzato da Ferrara, lui sì risultato vincente col 57,06% dei voti veri.

 

Ha perso anche Mauro Febbo, uomo forte dell’estrema destra teatina che ha dimostrato tutta la sua irrilevanza. Molti elettori di destra, evidentemente, non hanno gradito la finta riappacificazione dopo una campagna elettorale al cianuro contro un altro esponente di destra come Di Stefano. Ha perso, infine, anche Andrea Buracchio- già Sindaco della città al tempo della “tangentopoli teatina” che portò a Madonna del Freddo quasi tutta la Giunta comunale da lui guidata nel febbraio 1993- che per altri 25 anni ha continuato, da dietro le quinte, a consentire a diversi sindaci di destra di poter governare.

 

Tutto ciò ricordato, penso che sarebbe un errore sottovalutare i risultati dei 9 capoluoghi di Provincia dove si è votato. Di questi, 6 sono stati conquistati o confermati dal centrosinistra, 1 dal M5s col determinante contributo dei partiti di centrosinistra, 1 dal centrodestra, 1 da una lista civica.

 

E quindi, torno al titolo di queste riflessioni: è tornato a fischiare il vento?

 

Giustino Zulli Coordinatore cittadino di "Articolo uno"