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LE TASSE
LE TASSE

Chieti, 20 ottobre 2020 -

Domenica scorsa ci sono stati 11.705 contagi. Oggi, con 50 mila tamponi in meno, 9.338. I morti sono saliti da 69 a 73. I ricoveri ordinari sono stati 7.675 (+545) e quelli in terapia intensiva sono saliti a 797 (+47). Questo vuol dire che la situazione continua a rimanere seria e che non ci possiamo concedere distrazioni. Il Governo, onestamente, fa quello che può, dovendosi quotidianamente scontrare con i Presidenti delle 15 Regioni che, democraticamente, hanno deciso di affidarsi alle destre fascioleghiste e al PdL che stanno evidenziando tutte le loro difficoltà. Sulle decisioni assunte dall’ultimo DPCM (Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri) sono in molti, tra i Sindaci di diverso orientamento, a sparare cannonate.

Gli esercenti di bar, ristoranti, attività in qualche modo legate alla “movida”, lamentano grosse perdite come i dirigenti di tante altre attività economiche e reclamano l’intervento dello Stato che dovrebbe far fronte ai mancati incassi. Ho sentito, per esempio, che gli esercenti di cinema e teatro hanno proposto un intervento pubblico dello Stato per acquistare tutti i posti disponibili e non occupati. 

 

Sono, secondo me, tutte richieste motivate e da accogliere perché si rischia, davvero, il tracollo dell’intera economia e non solo in Italia che, comunque, non riguarda tutti.

 

L’intervento dello Stato, quindi, è più che giusto. Sì, ma con quali soldi?

Secondo gli ultimi dati disponibili al 31 agosto scorso, il debito pubblico italiano, con 2.579 mld di €, ha raggiunto il suo nuovo massimo storico sul quale paghiamo una montagna di interessi che qualcuno ha quantificato in ben 180 mln di € al giorno.

 

Ora, è più che giusto che lo Stato, sempre vilipeso ma ricercato in caso di bisogno, aiuti le attività (ovviamente non tutte ma solo quelle entrate in crisi causa covid-19). Ma si può, in questa terribile situazione, riaprire il discorso sulla colossale evasione previdenziale e contributiva che sembra essere arrivata, sicuramente per difetto, a ben 180 mld di €/a?

 

È possibile uscire, finalmente, dalla retorica e dire, ancora una volta, che in Italia sono solo i lavoratori dipendenti e i pensionati a pagare fino all’ultimo centesimo avendo il prelievo alla fonte?

 

In questi giorni, a partire dal neocapo della Confindustria Bonomi, tutti, anche gli imprenditori di quelle attività che hanno realizzato lauti guadagni come il settore dell’agroindustria ma non solo, chiedono l’aiuto dello Stato    che non dovrebbe nemmeno avere il diritto di controllo dei bilanci.

 

Ma se i soldi che lo Stato dovrebbe incassare dalle tasse fanno registrare, annualmente, colossali buchi, c’è qualcuno che mi potrebbe cortesemente spiegare come farà a venire incontro alle legittime esigenze di tantissimi piccoli, medi e grandi imprenditori che si trovano ancora in grandi difficoltà?

 

Le tasse vanno pagate da tutti e, se tutti le pagassero, tutti pagheremmo di meno e potremmo anche rilanciare la politica dei consumi per rilanciare davvero la nostra economia.

Ma ci vuole davvero tanto a capirlo?

 

Giustino Zulli