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BISOGN(EREBBE) SAPER PERDERE
BISOGN(EREBBE) SAPER PERDERE

Chieti, 12 novembre 2020 -

Quelli della mia generazione, adolescenti all’inizio dei “favolosi anni Sessanta” del secolo scorso, ricorderanno sicuramente il titolo di una bella canzone interpretata dal complesso inglese dei Rokes, i “Beatles italiani”, come venivano definiti:” Bisogna saper perdere”. Furono venduti milioni di 45 giri.

 

Forse perché sono di generazioni successive, forse perché già stanno scaldando i motori per future candidature, ma a me sembra proprio che gli sconfitti delle ultime elezioni amministrative a Chieti, sull’esempio del loro tanto amato Donald Trump, non vogliano ancora accettare di essere stati elettoralmente sconfitti.

Ha cominciato il mancato Sindaco Fabrizio Di Stefano, che aveva derubricato ad una semplice formalità, forte del presunto 54% dei suoi sondaggi, le elezioni-passeggiata, a chiedere “risposte urgenti e concrete ai temi dell’occupazione, delle infrastrutture, della natura e dello sport” che nemmeno Nembo Kid (Superman per i più giovani) che pure “va più veloce della luce” avrebbe risolto in così poso tempo.

 

Dietro di lui, in una rincorsa per far vedere che ci sono anche loro,  l’ex Presidente del Consiglio comunale Liberato Aceto, leghista con un travagliato passato democristiano diventato poi Consigliere regionale del centrosinistra, che ha promesso grande vigilanza sull’amministrazione e gli ex Assessori Mario Colantonio (ex Msi, ex Forza Italia passato disinvoltamente con la Lega) che ha polemizzato per la sciatteria di una bandiera tricolore, esposta da molti anni nella stessa identica posizione in cui si trova oggi ) e Carla Di Biase, anche lei approdata dopo varie peregrinazioni (come del resto l’ex Vice Sindaco Giuseppe Giampietro, già assessore della Giunta di centrosinistra guidata dal Sindaco Ricci dal 2005 al 2010) ai “Fratelli d’Italia”, che ha fatto una interrogazione, a nome del gruppo di cui è capa, per condannare presunte inadempienze dell’attuale amministrazione in tema di prevenzione anti covid-19 durante il mercato di venerdì 6 u.s.

 

Negli ultimissimi giorni Colantonio, assessore per 10 anni delle Giunte Di Primio, ha provato a riconquistare la scena con la questione degli alberi tagliati, a suo giudizio in giustamente.

 

Ora, mentre si può discutere la posizione del Wwf (che lamenta una mancata consultazione su temi sui quali aveva richiesto, durante la campagna elettorale, a tutti i candidati Sindaco di essere coinvolto in queste  scelte ottenendo anche delle disponibilità che non mi pare siano state escluse), quella di Colantonio è da respingere perché, come hanno scritto i dirigenti locali del Wwf, “non ha avuto un analogo pubblico atteggiamento quando l’amministrazione di cui ha fatto parte prendeva sulle alberature cittadine pessimi provvedimenti puntualmente denunciati all’opinione pubblica, senza aver mai risposte da Palazzo d’Achille”.

 

Noi di “Articolo uno” ci aspettiamo, prossimamente, interrogazioni di Colantonio e Di Biase per denunciare le tante inadempienze, come la mancata apertura dei 5 asili nido promessi prima e durante la campagna elettorale da Di Biase, della precedente amministrazione comunale.

 

Giustino Zulli   Coordinatore cittadino di “Articolo uno”