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ELEZIONE DIRETTA DEL PRESIDENTE DI REGIONE
ELEZIONE DIRETTA DEL PRESIDENTE DI REGIONE

Chieti, 24 novembre 2020 -

Dal momento in cui siamo stati aggrediti dal covid-19, abbiamo assistito al sorgere e acutizzarsi di molti problemi. Economici, con la chiusura o il rallentamento di molte attività produttive e commerciali che hanno creato obiettive difficoltà a milioni di italiani, datori di lavoro e loro dipendenti. Sociali, con il venir meno di molti rapporti interpersonali sui quali si fonda una moderna società. Politici, con l’impossibilità di organizzare iniziative e manifestazioni di piazza che sono il vero sale di una democrazia. Anche nel corso delle recenti elezioni amministrative le iniziative sono state poche e con le piazze vuote.

Ci sono anche tanti problemi, per esempio la scuola, di cui varrebbe la pena parlare di più per cercare di capire quali saranno i comportamenti nelle relazioni sociali di tanti giovani e ragazze costretti a studiare “ a distanza”, da soli, davanti ad un computer.

 

Tutti i nati nel secondo dopoguerra che hanno avuto la possibilità di studiare ricordano i compiti in classe, le copiature furtive, le interrogazioni alle quali si arrivava spesso impreparati con i relativi brutti voti, i recuperi di fine anno scolastico per non ripetere l’anno, i filoni, l’organizzazione delle feste di istituto, i balli, le prime cotte, le prime firme falsificate dei genitori per giustificare una assenza ecc.

 

Se questa maledetta pandemia non si esaurirà presto, si continuerà a saltare molti di questi avvenimenti e chissà quali saranno i comportamenti di chi avrà 20 anni nel 2030 0 2040. Sono ragionamenti difficili, complessi, non affrontabili in questa sede.

 

Tra i tanti problemi emersi, c’è anche quello di un conflitto istituzionale tra il Governo centrale e quelli regionali che, su un tema decisivo quale quello della sanità, hanno evidenziato contrapposizioni non solo tra Presidenti di Regione in aperta collisione perché facenti parte di forze politiche di opposizione ma anche tra coloro che dovrebbero sostenere il Governo nazionale.

 

Da quando, nel 1995, “il celeste”  Formigoni, Presidente della Regione Lombardia, l’ha cominciato ad usare, tutti chiamano Governatori i Presidenti di Regione che, evidentemente, rossi, verdi, gialli o di altri colori, ci hanno preso gusto. Questo succede perché il Presidente di Regione oggi è eletto direttamente dagli elettori. Come ha recentemente proposto Pierluigi Bersani, bisognerebbe tornare al “Tatarellum”, all’elezione, cioè del Presidente che, pur se indicato sulla scheda elettorale, verrà poi eletto dal Consiglio regionale e questo significa che se uno/a si dimette o muore- cosa del tutto possibile e naturale- il Consiglio regionale non si scioglie ma elegge un nuovo Presidente.

 

Caso concreto: il 15 ottobre scorso è morta la Presidente della Giunta regionale della Calabria, Iole Santelli, purtroppo malata di cancro. La Calabria, con i gravi problemi che ha avuto con i commissari alla Sanità, che mediamente gestiscono l’83% dei bilanci regionali, con quanto è successo nei giorni scorsi a Crotone con devastanti alluvioni, ora dovrà procedere all’elezione, entro il 15 dicembre, di un altro Presidente. Quindi, nuova campagna elettorale, nuovi scontri in un momento in cui, come ha detto il Capo dello Stato Mattarella, di tutto c’è bisogno fuorché di ulteriori divisioni.

 

Non sono un costituzionalista ma credo, alla luce di quanto scritto, che bisognerebbe avere il coraggio di rivedere il sistema delle elezioni del Presidente di Regione che non deve “governare” un territorio gerarchicamente ma essere un ente di programmazione che mette a sistema, come ha sostenuto Bersani, le realtà locali, provando ad uniformare il territorio.

 

In fin dei conti, a 50 anni dalla nascita delle Regioni e a 20 anni dalla riforma del titolo V della Costituzione, servirebbe un tagliando su tutto il sistema delle autonomie locali, compreso le Provincie ed i Comuni.

Se ne potrebbe cominciare a parlare?

 

Giustino Zulli   Coordinatore cittadino di “Articolo uno”