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PATRIMONIALE?
PATRIMONIALE?

Chieti, 1 dicembre 2020 -

Ogni tanto, nello schizofrenico dibattito italiano, si torna a parlare di “patrimoniale” che, a tante persone, anche di reddito non elevato, fa lo stesso effetto che l’aglio o il crocifisso fanno al famoso conte Dracula.

 

La verità, difficilmente contestabile se non nelle cifre ballerine, è una sola: ogni anno, in Italia, si registra una colossale evasione fiscale e previdenziale che rende sempre più complicata la vita dei ceti sociali meno fortunati.

Vengono evasi 100, 110, 120 miliardi di € l’anno? Di più? Proprio questa mattina, Michele Mirabella, giornalista e conduttore di trasmissioni televisive di successo, partecipando ad “Agorà”, ha quantificato in  ben 150 miliardi di € l’anno l’ammontare delle evasioni ed elusioni fiscali.

 

Ora, pensiamo per un solo momento a quanti problemi avremmo potuto dare risposte serie se nei soli ultimi 10 anni, a valore corrente, non ci fosse stata questa evasione di tasse che solo i lavoratori dipendenti e pensionati non possono fare solo perché hanno il prelievo alla fonte, non perché teoricamente più coscienziosi: avremmo avuto a disposizione ben 1.500 miliardi di €.

 

Allora, visto che non si riesce, per tante ragioni che non è il caso di approfondire in questa sede,  a far pagare le tasse agli evasori, sfidando il personale linciaggio da parte di tante brave persone anche di reddito non elevato a cui esponenti di destra stanno mettendo a credere cose strane con argomenti ignobili, io credo che le forze democratiche, progressiste e di sinistra dovrebbero avanzare una proposta semplice, già realizzata in precedenza dal Governo Amato che, nella notte tra il 9 e 10 luglio 1992, fece un prelievo forzoso su tutti i conti correnti ed i risparmi degli italiani. Fu una operazione dolorosa per molti, ma salvò la Lira dal tracollo. Nel luglio del 1992 il prelievo fu forzoso ed inaspettato.  Adesso, bisognerebbe farlo apertamente, chiarendone le finalità, cercando un difficile ma non impossibile consenso.

 

Abbiamo un debito pubblico arrivato a ben 2.700 miliardi di € anche per via dei tanti problemi causati dal covid-19. Ogni anno paghiamo interessi che sfiorano i 100 miliardi di €. Non tutti lavorano, non tutti guadagnano, tra cassa integrazione e ristori le difficoltà vengono affrontate con gli scostamenti di bilancio che, inevitabilmente, peseranno sulle prossime generazioni, anche su quelle espressioni dei ceti sociali più fortunati. Il risparmio privato è stimato in almeno 8 mila miliardi di €, pari a tre volte il debito pubblico.

 

Chiedendo, non imponendo in modo forzoso, un contributo dell’1% a tutti coloro che hanno questi risparmi, si darebbe vita alla più solidale redistribuzione dei pesi per far fronte alle nuove difficoltà causate dalla pandemia che, purtroppo, non saranno superate a breve. Ogni risparmiatore contribuirebbe secondo le sue reali possibilità e nessuno andrebbe a finire sul lastrico se, facendosi carico, da italiano, delle difficoltà del suo Paese, donasse una minima parte di ciò che possiede. Ci proviamo?

 

Giustino Zulli