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IL GRANDE STATISTA MENEGHINO
IL GRANDE STATISTA MENEGHINO

Chieti, 9 gennaio 2021 -

Considero il capo della Lega Matteo Salvini non propriamente una cima del pensiero politico italiano e ritengo che il suo cinismo e la sua spregiudicatezza sia da condannare senza se e senza ma.

 

Seguendo, questa mattina, diversi tg e leggendo alcuni quotidiani, ho avuto modo di vedere che il Salvini, con molta naturalezza, facendomi una impressione molto più negativa del solito per le cose che afferma, trovandosi a Palermo per partecipare ad un processo che lo riguarda, indossava la mascherina con la foto di Paolo Borsellino, il valoroso magistrato antimafia che, come Giovanni Falcone, è stato fatto saltare in aria da un vile attentato mafioso.

 

Il Salvini, così come, fino a ieri ha indossato le felpe in ogni città dove comiziava definendola la numero uno, la migliore di tutte le altre, nei giorni scorsi ha indossato la mascherina con la foto di Donald Trump –  sconfitto dal neo Presidente americano Joe Biden – considerato da molti osservatori politici americani e non solo, il vero mandante morale degli squallidi episodi accaduti a Capitol Hill, tempio della democrazia americana, umiliata ed offesa da un gruppo di facinorosi molto somiglianti, nei loro buffoneschi abbigliamenti, a certi frequentatori delle feste della Lega che si svolgono annualmente nel pratone di Pontida.

 

Si rende almeno conto, questo Grande Statista Meneghino che lo scorso anno chiedeva i “pieni poteri”, che non è tollerabile tifare contemporaneamente per un personaggio che rifiuta il responso delle urne, che rappresentano l’esaltazione della democrazia anche in un sistema che si presta a diverse riflessioni critiche e per chi è stato vigliaccamente massacrato dalla malavita organizzata proprio perché al servizio dello Stato democratico?

 

E quando, finalmente, gli elettori della Lega apriranno finalmente gli occhi?

 

Giustino Zulli