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ALCUNE RIFLESSIONI
ALCUNE RIFLESSIONI

Chieti, 17 gennaio 2021 -

Tutti coloro, me compreso, che hanno sperato che con il nuovo anno le cose avrebbero potuto far registrare un sia pur lieve miglioramento, dovranno fare i conti con la più dura e cruda realtà sia per gli aspetti collegati alla gravissima pandemia in corso che sulle vicende politiche nazionali ed internazionali. In termini di lotta al Covid, al momento in cui scrivo, questi i dati: nel mondo, quelli accertati da Healt Emercency Dashboard, sono 93,8 milioni con 2, 01 milioni di morti; in Italia, 2,350 milioni con 81.325 morti che, purtroppo, quando questo articolo sarà letto, saranno già superati. 

Inoltre, seguendo i vari interventi di tanti scienziati di chiara fama, si ascoltano notizie che ci dovrebbero far seriamente preoccupare perché i tempi di possibile sconfitta di questo terribile virus si dilateranno di molti mesi, forse dirittura anni. Non essendo uno scienziato, mi fido molto di chi passa la sua vita a studiare seriamente come sconfiggere le malattie, i virus, le pandemie.

 

Quello che penso è che il peggio non è alle nostre spalle e che ci saranno, nell’immediato e nel breve periodo, problemi che bisognerebbe affrontare in maniera molto determinata. Con le nuove, previste impennate del contagio, le cose diventeranno ancor più drammatiche per molte categorie di lavoratori. La cassa integrazione non potrà durare in eterno e se non saranno prorogati i tempi per evitare i licenziamenti, per milioni di famiglie si avvicineranno tempio ancor più duri e difficili.

 

Nel 2019, dati Istat, la povertà assoluta ha coinvolto il 6,4% delle famiglie italiane; quella relativa ha raggiunto l’11,4%. Nel 2020, secondo Istat, Caritas e Banco alimentare, questo indice, anche se mancano ancora dati ufficiali, è aumentato di almeno il 30%.

 

In altre parole, chi vive in condizioni di povertà relativa ed assoluta ha oramai superato i 10 milioni di italiani anche perché la situazione di difficoltà ha coinvolto tante persone, come gli addetti al cinema, teatro, attività culturali ecc. così come i titolari di piccoli bar, esercizi commerciali, ristoranti, piccoli alberghi e di tutte le altre attività collegate al turismo, che negli anni precedenti avevano subito di meno i morsi della crisi economica.

 

Per cercare di risolvere, almeno in parte, questi nuovi problemi, avremmo bisogno di tanti soldi. Dove prenderli? Il debito pubblico, ad oggi, ha superato la soglia dei 2.550 miliardi di euro, le entrate tributarie sono drasticamente diminuite per la parziale sospensione dei pagamenti a causa del Covid, parlare di patrimoniale sulle grandi ricchezze fa venire l’orticaria anche a chi queste ricchezze non ha, anche se sarebbe l’unica strada percorribile per alleviare le sofferenze di milioni di italiani.

 

In questa situazione, bisognerebbe avere un governo forte, serio, responsabile. Invece, è successo un qualcosa di veramente incredibile: un partito di governo, Italia viva, ne ha deciso la crisi, aprendo un percorso dall’esito ancora incerto.

 

Sono stati usati molti aggettivi per decifrare questa crisi aperta dal capo di Italia viva Matteo Renzi che pure, su alcune questioni aperte dal “Recovery Plan”, il “Piano nazionale di Ripresa e Resilienza” approvato dal Consiglio dei Ministri appena tre giorni fa, aveva ottenuto dei significativi risultati che potrebbero consentirci di ben utilizzare i tanti miliardi di euro messi a disposizione da quell’Unione europea tanto odiata dalle destre sovraniste italiane: per me aprire la crisi è stata, semplicemente, da irresponsabili. Vedremo, il 18 e 19 prossimi, cosa succederà alla Camera e al Senato ed io mi auguro che il Governo regga.

 

La prossima settimana sarà importante anche per un altro avvenimento: il cambio della guardia alla Casa Bianca con Joe Biden che dovrebbe finalmente assumere il ruolo a cui lo hanno chiamato 81.283.485 elettori ed elettrici degli USA.

 

Da osservatore, posso solo sperare di non rivedere le vergognose scene, non degne della democrazia americana, viste nei giorni scorsi con l’assalto a Capitol Hill di alcune migliaia di scalmanati vestiti in modo ridicolo, con elmi, pelli di animali e corazze che mi hanno ricordato certi avventurieri del nostro profondo nord. Ma, su questi problemi, tornerò la prossima settimana.

 

Giustino Zulli

 

I sapori dalle nostre tavole