Editoriali

Guida TV

VIVERE MEGLIO …
VIVERE MEGLIO …

Chieti, 4 marzo 2021 -

Siamo ormai da tempo, purtroppo, abituati a fare i conti, ogni sera, col numero dei nuovi contagi causati dal coronavirus con le sue diverse varianti, col numero dei morti, dei ricoveri, dei guariti, delle difficoltà che si avvertono sempre di più negli ospedali per far fronte alle nuove impennate. I quotidiani pubblicano eloquenti foto di tanti assembramenti in molte zone del Paese. Tutte le TV documentano la leggerezza di molte persone nell’affrontare i problemi posti dalla pandemia, il mancato rispetto delle regole che tutti dovremmo osservare rigorosamente per evitare guai a noi e a chi ci circonda.

Ma questi sono, pur nella loro drammaticità, problemi che riusciamo a seguire perché quotidianamente i mezzi di informazione, giustamente, ce li mettono davanti agli occhi pur non riuscendo a incuterci le paure necessarie, visto che sono in molti a parlare di rimozione di questo fenomeno che ha travolto le nostre vite.

 

Ci sono, però, altri problemi forse ancor più gravi dei quali si parla poco e che meriterebbero una maggiore attenzione: quelli collegati alla situazione economica del nostro Paese causati dalla pandemia che, secondo Bankitalia, gli uffici Studi di Intesa San Paolo, Istat, Caritas ecc. sono i seguenti:

 

° nel 2020 il reddito delle famiglie è sceso di 29 mld di € e i loro consumi diminuiti di 160 mld di €;

 

° chi non ha perso reddito ha risparmiato e sui c/c sono finiti 84 mld di € in più rispetto al 2019;

 

°sui conti di molte imprese sono finiti 88 mld in più;

 

°le imprese di servizio e manifatturiere hanno perso circa 400 mld di €;

 

° le città d’arte hanno registrato, mediamente, perdite del 50%;

 

°il commercio on line ha registrato aumenti del 34%; le agenzie di viaggio una diminuzione del 70%;

 

°sono state autorizzate 4 miliardi di ore di cassa integrazione guadagni, 20 volte la media degli ultimi 3 anni;

 

°gli occupati dai 26 ai 35 anni sono scesi del 44%; le donne hanno perso il 70% dei 444 mila posti di lavoro;

 

°la Didattica a distanza produrrà un deficit formativo per 8,4 mln di studenti;

 

°la Caritas ha valutato il peso dei nuovi poveri passato dal 31 al 45%;

 

°Il debito pubblico è passato dal 134 al 157% del Prodotto interno lordo arrivando a 2.500 mld di €.

 

Questi ed altri dati, tutti verificabili, sono stati ricordati dalla giornalista Milena Gabanelli sul dataroom in onda ogni lunedì sera sul TG de La7. Quindi, in parole povere, la crisi ha acutizzato le già gravi disuguaglianze sociali nel momento in cui, Bankitalia, Istat e vari istituti di ricerca quantificano in 110 mild di € l’anno, a mio parere anche per difetto, l’evasione fiscale e previdenziale. Basterebbe recuperarli per risolvere molti nostri problemi, ricordando ancora una volta che, in 10 anni, sono stati sottratti al fisco e alla collettività ben 1.100 mld di €.

 

Se questi sono dati veri e non ci sono validi motivi per avere dubbi, viste le fonti, come mai diventa complicato, in questo nostro bel Paese, parlare di “patrimoniale”, che non significa fare “espropri proletari” ma, più semplicemente, applicare la nostra Costituzione nel suo art. 53 (“Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche- nel nostro Paese 870,74 mld di €/a – in ragione della loro capacità contributiva”)?

 

È il democratico principio della progressività. È davvero così complicato capirlo, anche da parte dei ceti popolari che avrebbero tutto da guadagnarci?

 

Giustino Zulli      

Coordinatore cittadino di “Articolo uno”

 

L'opinione di Giustino Zulli

I sapori dalle nostre tavole