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SANTI, NAVIGATORI, POETI?
SANTI, NAVIGATORI, POETI?

Chieti, 26 marzo 2021 -

Negli ultimi giorni, per criticare un provvedimento governativo che giudico semplicemente immorale non solo e non tanto per i soldi dovuti dai tanti furbetti dell’evasione fiscale e previdenziale e dei mancati pagamenti di bolli auto, multe ecc. che non saranno incassati, ho fatto riferimento solo all’ultimo del Governo Draghi. Non ho potuto, anche per esigenze di spazio, scrivere qualcosa in più di un vizietto antico e, anche per saperne di più sull’argomento condoni, ho fatto alcune ricerche che mi hanno aiutato a capire meglio tante cose. 

La prima: oltre che essere un popolo di santi, navigatori e poeti, come si diceva retoricamente al tempo del fascismo, siamo anche un popolo di incalliti evasori condonati.

 

Il primo, grande condono della storia di cui si ha notizia, è quello voluto nel 118 dall’imperatore romano Publio Elio Traiano Adriano che, per ingraziarsi il sostegno dei suoi tanti sudditi, anche allora fiscalmente infedeli, decise un colpo di spugna valutato, dagli storici, di ben 900 milioni di sesterzi, la moneta dell’epoca.

 

Facendo un salto di circa 20 secoli, dal 1861 ad oggi, sarebbero stati ben 82 i condoni più o meno tombali per la gioia e la riconoscenza dei soliti evasori che poi votano i loro “benefattori”.

 

Dal 1973 al 2005, secondo le ricostruzioni della Banca d’Italia e della Rivista dell’Agenzia delle Entrate (?) i vari condoni avrebbero impedito di incassare ben 104,5 miliardi di € (al valore attuale) con cui avremmo potuto risolvere tanti problemi ancora oggi sul tappeto.

 

Tutti i condoni, o almeno quelli più recenti, hanno sempre consentito l’incasso di soldi. Anche se pochi.

 

Quello ultimo del “Governo dei Migliori” presieduta da Mario Draghi, oltre a non incassare soldi, molti ne spenderà, secondo calcoli fatti da chi ne sa molto più di me, solo per comunicare, a milioni di fiscalmente infedeli, che non saranno più tenuti a pagare quanto dovevano, per la rottamazione delle loro cartelle. Come si suol dire, per i contribuenti onesti, oltre al danno anche la beffa.

 

Ma forse nemmeno questi dati riusciranno a determinare lo sdegno necessario dei tanti contribuenti onesti, tra molti dei quali, purtroppo, c’è una malcelata ammirazione nei confronti di chi, evadendo le tasse, fa una bella vita, gira con auto di lusso, indossa vestiti “griffati”, si concede vacanze esotiche ecc.

 

Ma ci voglio provare lo stesso a riferire come stanno alcune cose, del tutto verificabili, apprese seguendo, appena ieri sera, il programma “di martedì” condotto dal giornalista Giovanni Floris a cui rimando gli eventuali increduli: ogni evasore deve, a chi le tasse le paga regolarmente, una somma stimata in 6.800 €; la perdita per lo Stato del nuovo condono (che forse dovrebbe definirsi in altro modo, con un neologismo, visto che chi ne usufruirà, nulla pagherà), sarà di 666 milioni di € con i quali si potrebbero pagare gli stipendi di un anno di 26 mila insegnanti; 12 posti su ogni 100 di rianimazione, quanto mai necessari e preziosi in questi tempi di covid, sono “rubati” dagli evasori; per ogni 100 litri di ossigeno che servono a chi è intubato, 12 sono “rubati” sempre dalle stesse nobili persone che evadono; al picco dei 4 mila posti in rianimazione, 480 sono stati occupati “a sbafo”, cioè da chi non ha mai pagato le tasse dovute e quindi, per una elementare forma di giustizia, non avrebbe dovuto occupare.

 

Potrei fare tanti altri esempi ma la finisco qui con la sola raccomandazione alle tante persone oneste: smettetela di tifare per tanti incalliti evasori disonesti, che poi magari sono i primi a protestare se, avendo bisogno di qualche prestazione garantita dal nostro Stato sociale, si verificano ritardi o disguidi.

 

Le tasse vanno pagate da tutti. Senza se e senza ma, per avere asili nido e scuole di ogni ordine e grado efficienti, sanità pubblica dignitosa, forze dell’ordine ben equipaggiate e in grado di sconfiggere la criminalità, micro o macro, organizzata. In poche parole, per vivere meglio.

 

Giustino Zulli

 

L'opinione di Giustino Zulli

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