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PARTITA DIFFICILE
PARTITA DIFFICILE

Chieti, 27 luglio 2021 -

di Giustino Zulli

 

Nel prossimo autunno, unitamente ad elezioni in molti Comuni importanti e alle regionali in Calabria, si voterà anche per due elezioni suppletive per seggi parlamentari vacanti in seguito alle dimissioni dell’ex Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan e di Emanuela Del Re (M5s), passati ad altri importanti incarichi. Nelle elezioni nel Collegio di Siena è candidato il segretario nazionale del Pd Enrico Letta ed io mi e gli auguro di essere eletto. La partita sarà difficile ed i risultati non scontati.

Come ha detto Letta, intervistato dal Corriere della Sera di oggi, “una elezione suppletiva, in un qualunque collegio, richiede i voti di tutti e c’è posto solo per chi vince. Non ci sono paracaduti. E lì o vinco io o vince il candidato delle destre”, alludendo indirettamente ad alcune dichiarazioni di Matteo Renzi sul voto di Italia viva che ritengo provocatorie e strumentali.

 

Auguro, ripeto, il successo a Letta ma dico anche con franchezza che non sono convinto della bontà di alcune sue dichiarazioni dei giorni scorsi quando ha detto che se dovesse perdere “ne trarrebbe le conseguenze” che, tradotto dal politichese, significa che si dimetterebbe da segretario del Pd.

 

Ora, chiarendo che non ho alcun titolo per criticare questa affermazione non essendo un elettore del Pd ma ritenendo che nel Collegio di Siena i voti di “Articolo uno” non gli mancheranno, mi permetto di fare solo qualche osservazione: fossi in Letta ed in altri candidati ad importanti incarichi, eviterei di fare certe affermazioni. Già nel passato alcuni importanti dirigenti di partito hanno detto che avrebbero fatto altre scelte lasciando la politica attiva, chi andando in Africa chi dedicandosi ad altre attività in caso di sconfitta elettorale, impegni che sono stati poi regolarmente disattesi.

 

C’è, inoltre, da fare un’altra considerazione, a mio parere più seria: il segretario nazionale di un qualunque partito o movimento, viene eletto dai rappresentanti di tutti i territori che fanno parte degli organismi dirigenti che lo eleggono e, quindi, deve rispondere agli iscritti, militanti e dirigenti di tutto il Paese non di un singolo territorio o, addirittura, di un Collegio.

 

Perché, allora, un ruolo così importante dovrebbe essere messo in discussione da una mancata elezione suppletiva anche in un Collegio importante come quello di Siena?

 

Ci si rende conto che, con questo metodo, sarebbero gli elettori, i dirigenti e i militanti di altri partiti a potere essere addirittura decisivi per il futuro di un segretario di partito?

 

Quindi, mi permetto di suggerire a Letta di fare la sua campagna elettorale per vincere le elezioni, entrare in Parlamento e rafforzare le politiche da portare avanti in quella sede.

 

Se dovesse malauguratamente perdere, senza dimissioni, la lotta politica continuerà e non mancheranno, nelle prossime elezioni, occasioni per ottenere buoni risultati per sé e il proprio partito.

A mio parere, non si dovrebbe rimettere in discussione, in un partito già provato dalle recenti dimissioni di Nicola Zingaretti, un ruolo assunto solo da pochissimo tempo.

 

Si darebbe un cattivo segnale in un momento difficile per le sorti dell’intero campo democratico e progressista del nostro Paese.

 

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