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GOVERNO ROBIN HOOD …
GOVERNO ROBIN HOOD …

Chieti, 2 dicembre 2021 -

Scrivo queste note con molta preoccupazione, stando almeno alle cose che si leggono non ancora col timbro dell’ufficialità.

 

L’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico ) ha rivisto al rialzo le stime circolate sino a poco tempo fa sul nostro Pil (Prodotto interno lordo) che nel 2021 dovrebbe attestarsi al +6,3%. Diminuito il cosiddetto “fenomeno del rimbalzo”, nel 2022 la crescita dovrebbe attestarsi al +4,6% mentre per il 2023 si prevede una crescita del 2,6%. L’inflazione è tornata a galoppare e le fonti più accreditate prevedono che il 2021 farà registrare un +3,8%.

Questi dati, in parole crude, ci dicono che le condizioni di vita di chi ha anche un lavoro sono enormemente peggiorate e, quindi ci si sarebbe aspettato, da un governo che gode della più ampia maggioranza della storia repubblicana, misure in grado di dare sostegno alle fasce più deboli della popolazione.

 

Invece, stando a quanto si legge, le cose non andranno così.

 

Istat e Caritas stimano in 5,6 milioni le persone che vivono in povertà assoluta (poco più di due milioni di famiglie, il 7,7% del totale, in aumento rispetto al 2019).

 

In povertà relativa, sempre l’Istat considera 2,6 milioni di persone. Facendo due conti, sono quindi oltre 8 milioni le persone che vivono in condizioni di povertà.

 

Ora, sempre stando a quanto si legge sugli organi di informazione e in attesa di conoscere le definitive scelte che il Parlamento deciderà, le proposte del governo, se le ho ben interpretate, sono le seguenti: per i lavoratori dipendenti e pensionati, ci dovrebbe stare un recupero dell’1,7% sull’inflazione mentre, per la riforma fiscale attesa da decenni, pur passando le aliquote da 5 a 4, ci saranno aumenti solo per le fasce più alte. Insomma, una redistribuzione alla rovescia del mitico Robin Hood!

 

Secondo stime di autorevoli economisti che ne sanno molto più di me, se la riforma fiscale sarà approvata così come proposta dal governo Draghi, chi ha un reddito fino a 15 mila € lordi l’anno, non avrà aumenti.

8 € al mese in più avrà chi ha redditi di 20 mila €; 17 per i 25 mila, 22 € per i 29 mila; 27 per i 30 mila, 39 per i 35 mila, 52 per i 40 mila, 72 per i 50 mila.

 

In parole sempre più povere, chi ha meno prenderà meno, chi ha più prenderà di più in una redistribuzione della ricchezza che, almeno a me, lascia molto amaro in bocca.

 

Di fonte a questa situazione che definire drammatica è il minimo sindacale, bene hanno fatto CGIL, CISL e UIL a mantenere lo stato di agitazione dei pensionati e a non escludere il ricorso allo sciopero generale dei lavoratori attivi.

 

Un’altra considerazione è che mentre le forze di destra estrema guidate da Salvini e Meloni sparano quotidianamente e vergognosamente contro il “reddito di cittadinanza” che ha contribuito, al di là di poche vergognose sue richieste, alla sopravvivenza delle fasce più deboli della popolazione italiana, un’altra parola è misteriosamente sparita dal linguaggio politico: evasione, elusione fiscale e dell’IVA che, secondo stime recentissime di fonte europea, ammonterebbe non ai 120-130 miliardi di € l’anno ma avrebbe raggiunto la stratosferica cifra di ben 190 miliardi di €.

 

Se si pensa che il tanto decantato PNRR europeo metterà a disposizione dell’Italia 230 miliardi di € da spendere entro il 2026, ognuno si faccia i suoi conti e capisca quale danno fanno al nostro Paese tanti celebrati personaggi dello star-system italiano.

 

La mia sofferta domanda – non avendo a disposizione tutti gli strumenti di conoscenza di cui dovrebbero essere dotati gli uffici-studio dei partiti è semplicissima: se questa è veramente la situazione con i rimedi proposti dal Governo Draghi, cosa ci fa, la sinistra, in questo governo?

 

Giustino Zulli

 

L'opinione di Giustino Zulli

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