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IL FUTURO CHE SI EREDITA

IL FUTURO CHE SI EREDITA

Se non si decide una buona volta di dichiarare veramente guerra alle terribili piaghe che stanno consumando la nostra società è inutile parlare di politiche sociali, d'impegno istituzionale e d'indirizzi e di esempi giusti per i giovani. Se nella realtà si assiste alla continua distruzione d'intere generazioni nell'indifferenza più assoluta è chiaro che ci sono pesanti responsabilità e sono anche evidenti.

 

REGIONE VERDE O NERA

REGIONE VERDE O NERA

Abruzzo, 26 agosto 2018 -

L’Abruzzo: territorio affascinate, ambienti vergini, storie da scoprire, patrimonio da godere; un popolo pronto ma politiche arrugginite con orizzonti chiusi e tristi. Giunge sempre l’opportunità di una svolta, la vera svolta, quella che però fallisce dopo ogni insediamento. Puntualmente ecco la solita trama; qualche buon provvedimento, qualche impegno assecondato, leggi e leggine pronte all’occorrenza, ma tutto fila dritto lungo lo stesso binario, quello della consolidata continuità con il passato con le solite promesse disattese, con i soliti discorsi triti e ritriti, con i soliti desolanti fallimenti.

 

PAZIENZA

PAZIENZA

Si riconosce benissimo da come emerge e vomita dalle bocche disagiate e malate ... partendo da quella dei più bravi sui palchi più importanti, fino a quelle dei candidi e del sublime sul perfido mondo web, attraverso le miserabili esplosioni d’odio sui pubblici manifesti: è ormai chiaro a tutti l’assedio a cui la comunità è sottoposta da qualche tempo a questa parte. Adesso, però, basta davvero ...!

Bisogna organizzarsi bene. Per poter sopravvivere, per poi cercare di curare ed infine poter debellare questo terribile male chiamato odio si rendono necessarie forze supplementari ed indirizzi chiari che al momento sembrerebbero mancare (?). Resistere dunque è la priorità assoluta dell’organismo che non vuole morire, puntare tutto sui processi decisivi e vincenti è però l’auspicio straordinario e migliore che si chiede.

Prima d’ogni impegno dunque è necessario renderlo chiaro questo particolare male che circola e capirlo fino in fondo; capirne il perché, come si trasmette e quali soggetti sceglie. Non bisogna tralasciare nulla nel cercare armi di difesa e strumenti giusti di combattimento; per sconfiggerlo e distruggerlo definitivamente bisogna oltremodo saperli usare bene. Questo nemico è della peggiore specie. Senza la calma, l’attenzione ma soprattutto la pazienza si rende comunque inutile predisporre anche le più minime difese.

Bisogna adottare l’atteggiamento giusto dunque; questo è fondamentale in questo delicato momento di malevolenza universale; non v’è luogo, momento o bocca franca al suo dilagare, tutto progettato e disposto purtroppo. Il mondo, la società che appare oggi riesce a celare molto bene questa progettualità cinica e viziosa. Facile intuire, per i più sensibili, questa sorta di disordine inquietante che invece si va realizzando e si rende visibile solo nei fenomeni che si verificano puntuali ed i più classici dei clamori e delle bocche aperte.

Cosa fare allora. Procedere con molta attenzione; con bisturi alla mano tagliare il marcio, eliminare il fetido, evitando di compromettere ogni parte buona e vitale dell’organismo; si rende dunque necessaria tanta, ma tanta pazienza. Parola d’ordine dunque: PAZIENZANM

 

VALORI DA RISCOPRIRE

VALORI DA RISCOPRIRE

Non ci vuole poi tanto a capirlo, oramai la deriva dei partiti sembra sia chiara un po’ a tutti, meno che ai cosiddetti “romantici”. Sicuramente c’è chi crede di vivere ancora immersi nell’affascinante mondo dei dibattiti, del dialogo, delle promesse, delle linee guida, delle decisioni condivise, delle polemiche, del rispetto, dei discorsi e linguaggi eruditi, dei provvedimenti e dei ruoli importanti ed impegnati. Un bel mondo davvero, ma si tratta solo di un lontano ricordo. Inutile ripercorrere la storia squallida degli ultimi due decenni, utile invece mettere a fuoco le colpevoli distorsioni di questa deriva partitica, di questa lenta ed inarrestabile agonia che disegna oggi questo triste e desolante quadro politico, economico e sociale.   

Rendersi disponibile al servizio della cosa pubblica è un dovere universale, rendersi operativo per tale servizio dovrebbe gratificare e nobilitare. Tutta questa teoria avrebbe dovuto illuminare ogni agire umano per poter migliorare ogni sorta d’azione politica per il bene comune. Dalla stratificazione di tutto questo fare politica degli ultimi tempi null’altro che sconfitte e fallimenti, prepotenze ed ossessioni.

I partiti a servizio delle libertà e della democrazia per tanto tempo, adesso inutili e irritante anche a parlarne; utile e necessario invece cercare di “riscoprire” quei veri e sani valori ai quali avevano obbligo d’ispirarsi. I valori dell’onestà intellettuale, dei veri rapporti umani, delle relazioni concrete e leali ma soprattutto i valori del denaro e del suo seduttivo mondo.

Tralasciando l’ovvietà dei valori fondanti delle libertà, giusto soffermarsi sui limiti espressi dalle ultime generazioni di politici nel dare il giusto peso e vero valore al denaro.

Generazioni malate e adesso contrapposte nella gestione del denaro per un’ossessione patologica sia in un verso che nell’altro; un problema di fibrillazione che non rende giustizia alla funzione di uno strumento che dovrebbe essere a totale servizio del bene comune. Un vero problema, un vero incubo che in questi ultimi tempi si conferma con tutte le sue desolanti tipicità dei clamorosi scandali e delle sfoggiate moralità.  

Riguadagnare il giusto equilibrio, quello del buon senso e delle cose fatte per bene e con giudizio, non rimane che l’unico impegno per una classe politica giusta, buona e pronta per il futuro. Un auspicio, un sogno, comunque una possibilità per il paese; vedere all’opera adesso una rinnovata classe di decisori pubblici intenta a rivalutare l’uso giusto ed equilibrato del denaro quale potente strumento per la gratificazione di una esistenza e non il suo obiettivo. 

NM

 

 

I SEGRETI DI UN SUCCESSO

I SEGRETI DI UN SUCCESSO

I dati sulle statistiche web oggi rivelano che dall’aprile 2011 oltre dieci milioni d’internauti hanno visitato il nostro sito e dunque fatto uso del nostro giornale on line.  Un traguardo che ci gratifica sicuramente ma che allo stesso tempo ci invita a riflessioni necessarie per miglioramenti del nostro prodotto editoriale e a cercare di allargare l’orizzonte dei nostri servizi dunque indirizzi utili ed innovativi per il nostro futuro.

Certamente ci confortano i dati statistici web che emergono dopo appena sette anni di attività; godiamo del successo che l’utenza ci rappresenta ma allo stesso tempo crediamo sia necessaria una qualche riflessione, e l’indirizzo editoriale individuato sin dagli inizi può davvero offrire qualche spunto per giustificare questo successo ed interesse per la nostra attività informativa e comunicativa.

Informazione e comunicazione semplice, pulita e diretta senza ricerca ossessiva di considerazioni o attenzioni di sorta. La comunità parla e scrive del proprio agire, a noi il compito piacere di rivelare questo agire senza entrare in giudizi, polemiche o interpretazioni di sorta che possono sicuramente rivelarsi approssimativi, a volte grotteschi, spesso di cattivo gusto e soprattutto distruttivi.

Fugare ogni giudizio inutile, sciocco o cattivo, cercando invece di essere sempre costruttivi per rivelare la bellezza e la bontà delle attività umane. Cercando di far emergere le verità e le capacità della società, di quel mondo popolare tanto nascosto quanto concreto e vivo da cui dipendono le vere sorti dell’umanità. Indirizzi nel segno della continuità; indirizzi innovativi per Abruzzo Popolare alla continua ricerca del buon senso contro ogni diffusione informativa distorta, cattiva o perfida per offrire invece bellezza, bontà e verità.  

 

Abruzzo Popolare

 

BUONE VACANZE

BUONE VACANZE

Abruzzo, 1 agosto 2018 -

Fragilità, insicurezze, labilità, tutte le debolezze che si vogliono, questo mondo però sta attraversano un momento davvero delicato se adesso non si riesce nemmeno ad individuarlo anzi a celarlo così bene questo maledetto odio che dilaga oramai in ogni mente, in ogni luogo, in ogni evento o circostanza utile. Sistemi d'ogni genere per nasconderlo e renderlo poi operativo all'obiettivo prefissato. Senza scrupolo ed in ogni salsa, candidamente emerge sua maestà l’Odio.

 

LA NOSTRA ITALIA

LA NOSTRA ITALIA

Abruzzo, 2 giugno 2018 -

Indiscutibile fiducia, speranza ed attaccamento alla Repubblica Italiana ed alle sue istituzioni di garanzia amministrativa, esecutiva e giudiziaria. Un grande popolo quello italiano, malgrado vittimismi ed autolesionismi vari, che resiste e rilancia senza soluzioni di continuità.

 

AUSPICI PER L’ITALIA

AUSPICI PER L’ITALIA

Chieti, 27 maggio 2018 -

Crisi interminabile, ma crisi vera. Le responsabilità, in rapporto al grado d'importanza delle figure istituzionali in gioco, devono venire fuori ed incredibilmente vengono fuori puntuali. Aldilà d'ogni logica di parte, era priorità assoluta conoscere le giustificazioni e le vere motivazioni dei veti espressi al governo Lega/M5S dal Presidente della Repubblica Mattarella. Non assecondare esaustivamente quei diritti d’informazione riservati ai cittadini poteva aprire a scenari inquietanti; scenari non ancora scongiurati fin tanto la condivisione non perverrà ad un punto d’equilibrio.

 

L'ITALIA DEL DIALOGO

L'ITALIA DEL DIALOGO

Abruzzo, 7 maggio 2018 -

Cultura di tradizione e di grande riferimento nel mondo per indiscusse capacità di dialogo e diplomazia, l'Italia si trova adesso incredibilmente a fare i conti con le più elementari regole di relazione nei rapporti umani. Un popolo che ha saputo sempre trovare soluzioni a qualsiasi ordine di problemi nella storia adesso si sta arenando di fronte al momento più decisivo per il suo futuro.

 

BASTA CON L’ODIO

BASTA CON L’ODIO

Abruzzo, 6 maggio 2018 -

In questo marasma di sentimenti e passioni che ci circondano in questi ultimi tempi, l’odio rappresenta di gran lunga il pericolo maggiore. Anche nei luoghi a noi più vicini, l’odio emerge sempre più forte e prepotente; ed emerge in tutte le sue forme più deleterie, per confermare una deriva davvero preoccupante. L’ultimo in termini temporali riguarda sicuramente la minaccia di morte a Silvio Paolucci, ma in qualsiasi orizzonte si fissa lo sguardo, difficile trovare serenità: l’odio oramai occupa lo spazio preponderante.

 
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