Archivio de "Lo scaffale d'Abruzzo"

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Lo Scaffale d'Abruzzo

TEMPO DI MISERICORDIA

TEMPO DI MISERICORDIA

Non si è spento ancora l’eco dell’accorato appello lanciato da papa Francesco, che ha dedicato questo sciagurato anno 2016  alla  “Misericordia “, un sentimento che dovrebbe riempire di sé la vita morale e spirituale di tutti i Credenti, specie di quelli che sono accorsi negli  ultimi mesi da ogni angolo del mondo a Roma per la celebrazione  del Giubileo.

 

 

ORTONA: PATRIA DELLA PIZZA ?

ORTONA: PATRIA DELLA PIZZA ?

Nel 1201 il vescovo di Valva (non ancora di “Valva e Sulmona”) cede in feudo a Giuliano da Ortona degli appezzamenti di terra con l’obbligo di alcune prestazioni, che definire ‘curiose’ è il minimo che si possa pensare. Il documento in questione assume importanza sotto molteplici aspetti, e non ultimo anche sotto il profilo linguistico. Per esempio esso va citato fra le prime fonti in cui nella storia della lingua italiana viene annoverato agli albori del XIII secolo il termine “pizza”.

 

Thomas Ashby e Pratola Peligna

Thomas  Ashby  e  Pratola Peligna

Nel 1909 Thomas Ashby, il famoso Direttore della ‘Scuola  Inglese’ di Roma, viene in Abruzzo per assistere alla Festa di San Domenico di Cocullo e soprattutto alla processione della Madonna della Libera a Pratola Peligna, di cui aveva letto resoconti  stilati anche da studiosi inglesi nella Rivista ‘Folk – Lore’, edita a Londra nella seconda metà dell’800.  

 

 

Nuova vita per l’Enoteca Regionale di Ortona

Nuova vita per l’Enoteca Regionale di Ortona

Era fonte di indicibile tristezza il silenzio  che  ha avvolto per non poco tempo i locali di Palazzo Corvo, sede ad Ortona di quel prestigioso Ente che è appunto l’Enoteca Regionale d’Abruzzo. L’Enoteca è stata  mantenuta in vita negli ultimi tempi grazie ad un manipolo di Operatrici appartenenti all’Associazione Italiana Sommelier, che definire in tale circostanza ‘benemerita’ significa decisamente dire poco.

Ad essa va  pertanto tutta la nostra gratitudine per il prezioso lavoro svolto nel mantenimento della importante Istituzione, che si è impegnata tra l’altro non poco per eliminare la superstiziosa credenza, secondo cui l’idea nefasta dell’ubriacone è associata solo ai bevitori di vino.

 

Dai raccoglitori di miele agli apicoltori

Dai  raccoglitori  di  miele agli apicoltori

Tornareccio, posta fra basso corso del Sangro ed Alto Vastese, è assurta  negli ultimi tempi - grazie alla conservazione del suo ambiente naturale - ad importante  luogo di produzione  di ottimo miele,  assai richiesto non solo  dall’industria  dolciaria nazionale ma anche  estera.

Da qualche tempo abbiamo iniziato pertanto una ricerca sulle radici dell’apicoltura  nella suddetta area ed i primi risultati sono apparsi decisamente notevoli. E’ sotto  tale ottica infatti che va analizzata  l’apicultura,  perché le api non conoscono confini provinciali o comunali e spaziano libere nei campi alla ricerca di ‘ piante ed erbe nettarifere’, di cui è ricco appunto  l’habitat naturale che si estende dal basso corso del Sangro all’Alto Vastese.

 

La sacralità delle fave in Abruzzo nell’agiografia popolare

La sacralità delle fave in Abruzzo nell’agiografia popolare

(II parte)

 Nel nov. del 2014 è apparso su “Abruzzo Popolare” la prima parte di un importante argomento concernente la ‘sacralità’ nel mondo rurale abruzzese di quel particolare legume che è appunto la ‘fava’. Abbiamo anche ricordato con l’occasione che nel pensiero romano la fava si rivestiva di una concezione negativa in quanto considerata cibo inferico  o ‘dei morti’. Il legume infatti aveva attratto in numerosi rituali l’attenzione degli àuguri e sacerdoti  perché le fave secche, messe ad ammollo, tingevano di rosso l’acqua come se possedessero  sangue e pertanto, messe in bocca e masticate, venivano offerte alle tombe degli Avi quasi per rigenerarli, come narra appunto Ovidio nei ‘Fasti’ in occasione dei rituali di maggio in onore dei defunti.

 

Frana continua ! Ovvero: vecchi e nuovi problemi di viabilità in Abruzzo

Frana continua ! Ovvero: vecchi e nuovi problemi di viabilità in Abruzzo

Sono noti a tutti i problemi cruciali della viabilità in Abruzzo: hanno radici antiche e pertanto su di essi vogliamo spendere qualche parola senza alimentare sterili polemiche. Nell’ultimo ventennio del Settecento esplosero  nell’ambito della corte borbonica forti polemiche sulla “Real Strada di fabbrica” che si intendeva costruire per congiungere la capitale Napoli con la ‘Fortezza di Pescara’( dunque il Tirreno con l’Adriatico) attraverso gli Altopiani Maggiori d’Abruzzo.Favorevole alla costruzione  dell’arteria era il re Ferdinando IV,  il quale incontrava tuttavia forti ostacoli soprattutto negli ambienti militari di corte, che consideravano la strada da realizzare  una pericolosa minaccia per la sicurezza del regno.

 

La sacralità delle fave in Abruzzo e l’antico culto dei morti

La sacralità delle fave in Abruzzo e l’antico culto dei morti

La presente ricerca è scaturita da una osservazione apparentemente irrilevante: nell'agiografia popolare abruzzese (ma, forse, anche in quella di altre Regioni, soprattutto meridionali) si narra di alcuni Santi che perseguitati da uomini malvagi, riescono a sfuggire ai loro inseguitori operando una precoce e perciò miracolosa fioritura delle fave, proprio mentre un contadino era intento a seminarle. Come è noto la semina di questo legume avviene di norma a novembre o febbraio, ma tali riferimenti stagionali non emergono dai racconti popolari.

Sia negli episodi agiografici che in alcuni rituali monastici cluniacensi, le ‘fave’ assumono il valore di una manna elargita dal cielo per sfamare i ceti più poveri.

 

Leggende abruzzesi sulle formiche distruttrici di paesi

Leggende abruzzesi sulle formiche distruttrici di paesi

Nel 1886  Antonio De Nino, i cui scritti cominciano grazie ad “Abruzzo Popolare” ad essere conosciuti dal grande pubblico di Ortona, diede alla luce un saggio dal titolo Ovidio nella tradizione popolare di Sulmona, da cui si apprende fra le altre la seguente e curiosa leggenda sul Poeta Ovidio (in dialetto peligno Vìddie) : “Dicono - scrive il De Nino - che Vìddie avesse un’altra villa ad Orsa. Bisogna sapere che Orsa era un paese distrutto dalle formiche”.

 

 

Nuovi documenti sull’assalto dei Turchi alla costa abruzzese. Luglio-agosto 1566

Nuovi documenti sull’assalto dei Turchi alla costa abruzzese. Luglio-agosto 1566

Un evento decisamente di grande portata storica è l’iniziativa del governo spagnolo che ha messo a  disposizione degli studiosi i documenti dell’Archivio di ‘Simancas’. E noi ne abbiamo subito approfittato per metterli a confronto con quelli già pubblicati da Ferdinand Braudel nel 2° volume di “Civiltà e imperi del Mediterraneo nell’età di Filippo II”, p. 1106 sgg. Diciamo subito che i documenti  provenienti da Simancas saranno resi noti dopo aver fugato alcuni dubbi inerenti alla traduzione in italiano del difficile testo spagnolo del ‘500.

 
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