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Curioso e bizzarro

Premio di poesia per Gabriele di Meo

Gabriele Di Meo 83 anni, nato a Casalincontrada, nell’ adolescenza ha svolto attività lavorative in settori diversi. All’età di dieci anni, la passione per la musica ha consigliato i genitori, a fargli prendere lezioni da un insegnante di musica del luogo, Isidoro Malandra, specializzandosi nelle percussioni. Ha suonato circa sette anni con la banda di Chieti con il maestro Vagnozzi.  È emigrato in Francia lavorando in una fabbrica di ceramica. Questa esperienza è durata poco tempo.      A venti anni, rientrato al suo paese, decise di aprire un locale a Chieti, l’attuale, iniziando il lavoro di barbiere. Oltre alla musica, ha una disposizione artistica per la poesia ed il disegno. Dal 1990 partecipa a concorsi di poesia dove ha vinto numerosi premi ed ha guadagnato tanti riconoscimenti. Nel 2015 ha vinto il primo premio a Terni con la poesia NEL LENTO TEPORE. Gli è stato assegnato a Vasto CH, un riconoscimento di poeta benemerito, sino all’anno 2018.

Fra un taglio di capelli ed una barba, seguita a scrivere poesie, piene di significato.

Ecco la composizione premiata.

NEL LENTO TEPORE

Nel lento

Tepore del giorno

odo un tono di voce             

Farsi canto

E la sera è silenzio                                                                                                                  

E pace tra le ombre.    

Mia madre

China al tramonto,

cattura fasci di luce  

e grappoli di memoria.

Luciano Pellegrini

 

GITA DI PRIMAVERA

GITA DI PRIMAVERA

La gita di primavera di tre giorni è prevista nel programma del CAI della sezione Majella di Chieti. La scelta è stata l’Umbria con il tema: DALLA SOLIDARIETA’ ALLA CONOSCENZA DEL TERRITORIO. Siamo stati accompagnati dal consigliere centrale del CAI EUGENIO DI MARZIO. Il costo per il vitto, l’alloggio ed il trasporto è stato molto competitivo. Per l’albergo abbiamo preferito Monteluco, una frazione del comune di Spoleto (PG). Anche se la distanza da Chieti è circa 230 Km, il programma importante, ha consigliato di partire presto. La prima sosta al lago di Piediluco, “ai piedi del bosco sacro”. Il lago è alimentato dal fiume Velino e dal fiume Nera, è molto panoramico e immerso nel verde delle colline umbre. Originale la montagna dell’ECO per la sua forma di cono. Ce ne siamo resi conto emettendo un grido per riascoltarlo. In lontananza il monte Terminillo (2217 m) con ancora delle macchie di neve. Il giro del lago con il traghetto, quasi a contatto l’acqua, con il riflesso delle colline, delle anatre ed i pesci, ha offerto una magnifica esperienza. Proseguiamo per la CASCATA DELLE MARMORE formato dal fiume Velino che, vicino a Marmore, diventa affluente del fiume Nera. Ci siamo fermati a Terni per vedere alcuni monumenti e luoghi di interesse. Palazzo Spada sede del comune – Piazza Duomo - Piazza San Francesco con il santuario di San Francesco gestito dai salesiani, la cui congregazione fu fondata da San Giovanni Bosco. All’interno del santuario c’è una statua lignea dedicata al santo. Lo stile del santuario è romanico gotico. La facciata esterna nella parte mediana presenta un portale gotico sormontato da un piccolo rosone – Piazza Dante con una “Pressa" delle acciaierie. Dopo questa scorpacciata di cultura, c’è la voglia di arrivare a Monteluco, all’albergo.

Monteluco (804 m), è una frazione del comune di Spoleto PG. Il nome ha origine dal termine latino “lucus”, cioè Bosco Sacro, a testimonianza dell'importanza religiosa di questo luogo sin dai tempi antichi. Intorno all'anno 401, una comunità religiosa di monaci solitari provenienti dalla Siria, scelsero Monteluco per esprimere il loro eremitaggio ed alloggiando nelle tante grotte esistenti nel territorio. Molti eremiti sono diventati santi e beati. Per ricordarne alcuni, San Bernardino da Siena, Sant’Antonio di Padova, l’arcivescovo di Spoleto, Giovanni Maria Mastai, il futuro Papa Pio IX.

Anche San Francesco, si ritirò in solitudine in questo luogo e nel 1218 i monaci benedettini di San Giuliano, gli donarono la piccola cappella di Santa Caterina, all’inizio del bosco sacro, poi diventato eremo di san Francesco. Nel cortile c’è un alloggio che funge da noviziato per le persone che aspirano abbracciare la vita francescana. Fanno gli esercizi spirituali, pregano, godono del panorama, nel silenzio più assoluto. È un luogo per ritemprarsi. Anche Michelangelo si mise alla prova con questa esperienza. Dal Belvedere si ammira la Valle Spoletana, la città di Spoleto ed in lontananza, verso Nord Est, la basilica di Santa Maria degli Angeli ed Assisi.

Il fitto bosco sacro è messo in evidenza dalla presenza del leccio, una pianta sempreverde.  All’ingresso si incontra un cippo di pietra calcarea con una iscrizione risalente agli ultimi decenni del III secolo a.C. E’ un breve documento che imponeva regolamenti, per l'utilizzo dei boschi considerati sacri. A Monteluco arriva il primitivo percorso inserito nella “via Francigena di San Francesco”.

Il secondo giorno in programma c’è una escursione, accompagnati da uno staff eccezionale. PAOLO VANDONE Presidente Regionale CAI dell’Umbria – SERGIO PEZZOLA Presidente della sezione CAI di Spoleto – ARMANDO LANOCE Presidente della commissione centrale per l’escursionismo del CAI – ENZO CORI componente del Comitato Direttivo Centrale del CAI – GABRIELLA MORETTI socia del CAI di Spoleto.

Gli amici Umbri hanno scelto una escursione indicata per tutti, da Sant’Anatolia di Narco PG (315 m) a Vallo di Nera PG, (333m), in Valnerina. Il nome Anatolia, (sorgere del sole), probabilmente è stato assegnato dagli eremiti provenienti dalla Siria. La struttura di Sant’Anatolia di Narco è prevalentemente medievale, con il borgo cinto dalle mura trecentesche, dominate da due torrioni del quattrocento e dalle botteghe cinquecentesche, costruite con tanta ingegnosità. La bottega ha una porta principale collegata ad una finestra con il davanzale, dove si posava la merce da vendere.

ENZO CORI ha risposto e soddisfatto le tante domande dei soci del CAI Chieti, con entusiasmo e preparazione, sulla flora, la fauna, la storia, l’ambiente. Abbiamo incontrato sul sentiero ben manutentato e segnalato, gli eremi abbandonati, vasti prati con i ciclamini, boschi di querce e di pino d'Aleppo, molto diffuso in Siria (da cui il nome Aleppo). Purtroppo la città è martoriata dalle guerre e dal sacrilegio dei beni archeologici. Arriviamo a Vallo di Nera, il borgo è custodito da una intatta cinta muraria e dalla torre. Le abitazioni del borgo ed i porticati di collegamento, sono realizzati in pietra, mentre le ripide vie in ciottolato, per questa caratteristica, Vallo di Nera lo chiamerei il” borgo di pietra”. Purtroppo non è stato possibile visitare le chiese perché non sicure per il terremoto. Le abbiamo viste dall’esterno. La chiesa di San Rocco, il lavatoio, la chiesa di San Giovanni, la Chiesa di Santa Maria Assunta. Queste due chiese hanno la facciata in stile romanico spoletino, si differenziano per il campanile e per il portale di ingresso, che nella Chiesa di Santa Maria Assunta è ogivale. Tornati a Sant’Anatolia, abbiamo ringraziato e salutato gli amici Umbri con un… “a buon rendere in Abruzzo”. Prima di tornare in albergo abbiamo visitato un altro borgo medioevale, SCHEGGINO PG anch’esso protetto dalle mura, con le strette viuzze attraversate dagli archi in pietra.  Abbiamo visitato la chiesa di San Nicola con le sue preziose tele. Giornata intensa sia culturalmente, sia sull’ambiente che per il territorio. Tornati in albergo, aspettando la cena, ho voluto ancora immergermi nel silenzio del bosco sacro, dove ho conosciuto dei giovani che trascorrevano alcuni giorni nella preghiera e meditazione, avendo come alleati l’immensità del creato. Dopo cena, anche se la temperatura esterna era freddina, sono uscito ed il cielo stellato mi ha bloccato nel contemplare i pianeti, le costellazioni, le luci intermittenti delle stelle, il tutto nel silenzio più assoluto.

Il terzo giorno era in programma la visita a Norcia, sconsigliata per le strade ancora impraticabili a causa terremoto. La scelta è SPELLO , cinta dalle Mura Romane. È una città d’arte e con i tanti addobbi floreali, è uno dei borghi più belli in Italia. Abbiamo attraversato le tre porte: la Porta Urbica la Porta Consolare, del I sec. a. Cristo. e la Porta Venere, con le due belle torri a base dodecagonale, (le Torri di Properzio).

La visita alla collegiata di Santa Maria Maggiore con la famosa Cappella Baglioni, il pavimento maiolicato di Deruta e gli affreschi del Pinturicchio, che sono considerati la sua migliore produzione. La chiesa di S. Lorenzo che presenta una facciata veramente suggestiva, con gli elementi decorativi del VIII secolo, la loggia del XII secolo, i rosoni del XVI secolo. Ciò a dimostrare che le numerosissime vicende storiche che hanno interessato la chiesa ed il suo convento si sono inevitabilmente ripercosse anche sull'intera architettura del manufatto, che ancora oggi mostra aspetti non del tutto chiari e di difficile lettura sia sul piano storico che su quello artistico.

Il borgo invoglia a restare, ma vogliamo visitare le FONTI DEL CLITUNNO.  Le acque sorgive sotterranee, che fuoriescono da fenditure rocciose, alimentano un laghetto artificiale delimitato da un parco, costruito nel 1852.  L’acqua limpida, assume una varietà attraente di sfumature di colori. Giosuè Carducci, conquistato dalla bellezza di queste fonti, dedicò a questo luogo tranquillo, una delle sue Odi Barbare, intitolata “Alle Fonti del Clitunno”. Una stele all’interno del parco, commemora la sua visita.

Bisogna tornare a Monteluco per pranzare, caricare le valige sull’autobus e far ritorno a Chieti. L’albergo Ferretti è gestito con professione ed amore dai proprietari, Massimo Ferretti con sua moglie Lorella. E’ posizionato in un luogo meraviglioso, suggestivo e incantato, immerso nella pace di un bosco splendido, arricchito di percorsi pedonali suggestivi, meta di pellegrinaggi e nel quale si respira un'aria mistica. Lo chef Massimo Ferretti, (appassionato di moto d’epoca), con un pizzico di creatività, arricchisce i piatti che cucina, con ingredienti sani. Per non dar fastidio all’ambiente dove lavora, la sala da pranzo è illuminata con una luce fioca. Il personale a servizio parla con voce bassa, per non sfatare questo ambiente ovattato. C’è molta educazione e la cucina è semplice e genuina. 

Un arrivederci a questa regione dove abbiamo voluto manifestare la nostra vicinanza solidale ed un grazie agli amici del CAI Umbro per la loro amicizia e per averci accompagnato alla conoscenza di questo immenso e verde territori

Luciano Pellegrini 

 

Il cane è il miglior amico dell'uomo?

Il cane è il miglior amico dell’uomo? Oggi la risposta è NI per colpa dei loro padroni incivili.

Il cane preferisce fare i suoi bisogni all’aperto, ma l’ordinanza del 6 agosto 2013 del MINISTERO DELLA SALUTE, modificata nel 2015 e riproposta nel 2016, obbliga chiunque conduca il cane in ambito urbano a raccoglierne le feci ed avere con se’ strumenti idonei alla raccolta delle stesse È comunque obbligo del proprietario del cane (o di colui che l'abbia anche temporaneamente in custodia) accompagnare l'animale in aree pubbliche, con il guinzaglio (non superiore ad un metro di lunghezza) e museruola alla mano. La dotazione deve contenere anche la bottiglietta d'acqua per lavare le deiezioni dei cani, sia solide che liquide. È un atto dovuto non solo nei confronti della società, ma anche degli stessi animali, perché è un modo per far sì che non vengano colpevolizzati al posto dei loro accompagnatori. La presenza delle deiezioni canine sul suolo pubblico, sta creando preoccupazione ai cittadini che frequentano le piazze e le strade principali delle città. In molte città si sta provvedendo ad organizzare delle squadre per raggiungere un dato obiettivo… monitorare i proprietari dei cani che non puliscono il suolo. Le feci oltre a rappresentare un problema di natura estetica, costituiscono anche un potenziale pericolo per gli esseri umani, per le aiuole e per gli animali stessi, in quanto contengono azoto. I comuni sono obbligati a sistemare degli appositi contenitori per la raccolta delle feci del cane, perché in assenza di questi contenitori, spesso ci si pone il problema per come smaltirli. La soluzione migliore è quella di riporre gli escrementi in un sacchetto biodegradabile e gettarlo nei rifiuti dell'organico. I componenti del sacchetto bio sono infatti in grado di modificare la composizione della pupù rendendola riciclabile nei rifiuti urbani.

ATTENZIONE… Non solo la popò ma anche la pipì deve essere trattata. Le deiezioni liquide dei cani infatti imbrattano non solo vasi privati e fioriere comunali, ma anche i marciapiedi ed i muri dei palazzi. I gestori dei negozi ne sanno qualcosa perché sono obbligati a lavare continuamente con acqua e candeggina i muri esterni dei propri esercizi commerciali per eliminare le macchie ed i cattivi odori causati dall'urina dei cani.

La parola d'ordine deve essere “PULISCI DOVE IL TUO CANE SPORCA – RISPETTA LA TUA CITTA’”.  È assolutamente necessario lasciare puliti i luoghi pubblici per evitare pessimi odori, germi per le malattie e la salvaguardia di suole e scarpe del prossimo. 

Una soluzione sarebbe quella che le amministrazioni comunali dovrebbero trovare nelle città “un’area di sgambamento” per i cani, ma dove è stata realizzata, pare non è bene accettata, spesso perché l’area viene lasciata senza manutenzione dal Comune.

Si arriverà a trovare la coabitazione fra cani e uomo rispettandosi? Tutto dipende dai padroni.

 

Alcune idee:

 

  • mettere sui marciapiedi e negli spazi verdi, segnali stradali a forte impatto visivo, (divieto di pupù e pipì), per i padroni incivili dei cani
  • installare telecamere per incoraggiare le amministrazioni a prendere decisioni.
  • vigilare con volontari e corpi di polizia, chi porta a spasso il proprio cane e viene trovato privo di paletta, bottiglia e guanti, per la raccolta degli escrementi
  • elevare multe

Luciano Pellegrini 

 

Renzi scisso o non scisso? Dimesso

Contro Renzi, il fiorentino,

ecco Orlando, il paladino,

e nel segno di …Gabbani

se ne frega di Bersani.

Nel Pidi più frammentario,

si dimette il segretario

poi per colmo di delizia,

il ministro alla giustizia

con un bel nome ariostesco

viene fuori fresco fresco

ed annuncia alla platea:

“Convochiamo l’assemblea”.

Alleato con Bersani

vuol sconfiggere i renziani’
Il D’Alema scissionista

si riscopre…comunista,

ci ripensa e resta in sella

con la compagnia bella.

E la legge elettorale?

Non è certo più essenziale,

Renzi avanti va spedito

per riprendersi il partito,

mentre lascia a Gentiloni

le più urgenti soluzioni.

I rapporti con Bruxelle(s)

sono sempre a fior di pelle

ci si affida alla speranza

che Matteo guidi la danza

e rimandi le elezioni

a più facili occasioni

e rimandi anche il congresso

per non esser fatto fesso,

In agguato c’è Emiliano,

Pisapia spunta a Milano,

lo spallino Franceschini

manda foto al buon Orfini,

e lo smilzo buon Fassino

frena tutti da Torino,

dove Renzi va al Lingotto

per rifare sotto sotto

il programma elettorale

per la fase congressuale:

ripartire vuole da zero

con un piano che sia vero:

promesse non mantenute

non fan bene alla salute,

chi politica vuol fare

e al potere vuol restare,

deve sempre con i fatti,

lasciar tutti stupefatti.

Nell’Italia, che a sorpresa,

mostra segni di “ripresa”,

senza nuova occupazione

resta al palo la nazione

e la nostra economia

se ne muore e così sia;

e non ha significato

il dibattito avviato

da tre anni o giù di lì

per cambiare anche il Pidi.

Dopo tanta discussione

si è conclusa la riunione

che là a Roma si è tenuta

la scission non è venuta

dai giornal pronosticata

e forse pure  auspicata

Matteo Renzi si è dimesso

preparandosi al Congresso

le scission tanto annunciate

saran forse fatte a… rate!

Gli italiani, brava gente,

sono stanchi del presente

che per nulla appar cambiato

nei confronti del passato,

vogliono essere sicuri

di migliori anni futuri.

Ci sia questo, ci sia quello,

che non sia Re Travicello

dal buon Giusti un dì cantato

che alle rane fu mandato. 

                   (Mario D’Alessandro)

Febbraio 2017

 

IL BOLLETTINO VALANGHE NON OSSERVATO

Il clima ormai è caotico, si passa in poche ore dal gelo al caldo, dal sole alla pioggia, al vento. Esattamente una settimana fa alla Valle Del Voltigno (1400m), nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, c’erano due metri di neve e la strada per arrivare alle piste battute era chiusa.  Domenica 5 febbraio la strada era pulita, ma la neve si era ridotta ad un metro circa di altezza. La conferma dai torrenti di acqua che hanno invaso la strada E le copiose cascate. Con la temperatura alta, complice il vento, la neve si scioglie 24 ore al giorno e se non cambia nulla, a fine settimana, la neve sarà un ricordo. La giornata non era consigliabile per andare in montagna, per le nuvole, il forte vento caldo, la nebbia fitta oltre i 1500 metri di altezza ed una leggera pioggia. Però il lato positivo è che la pista era battuta, anche con la neve molliccia, ma ugualmente bella. Ho contato al mio arrivo circa 60 vetture, ciò nonostante ho incontrato poche persone. Questo è il bello di questo posto. La valle è sempre attraente. Il lago sfondo ghiacciato, il rifugio del CAI di Penne PE, l’ambiente ovattato, i chilometri di pista battuta.Sono venuto a conoscenza che alcune persone avrebbero scelto di salire, con questa situazione meteo quasi proibitiva, sul monte Cappucciata (1801 m). Forse si fanno queste scelte per spacconeria, per imprudenza, anche se gli organi di informazione forniscono in tutte le ore, il bollettino valanghe, che segnalava per questa giornata, il pericolo tre su tutti i versanti a partire da quota 1500 metri. Le norme di comportamento raccomandavano di non fare i fuori pista e non scegliere percorsi in traverso. Purtroppo queste informazioni vengono sottovalutate. Da pochi mesi la regione Abruzzo ha approvato la legge che, il soccorso alpino per recuperare le persone imprudenti, è a pagamento. Speriamo che le persone, prima di avventurarsi in possibili attività pericolose, considerino il pericolo.Tornando a casa ho riflettuto vedendo tante vetture ferme ad ogni ristorante. Pur essendoci in Italia disoccupazione, cassa integrazione, deficit pubblico, fabbriche che giornalmente chiudono, i ristoranti sono tutti pieni. Mi vergogno a descrivere il mio piccolo panino che ho consumato in piedi, in fretta e solitario, riparato dagli alberi per proteggermi dal vento. Sono i paradossi della insoddisfazione umana.

Lunghezza: 11 Km

Dislivello: 300 m

Tempo: 4 h

Difficoltà: EAI (escursionistico in ambiente innevato)


Luciano Pellegrini 

 

Abruzzo: più nero di così…si muore!

Quest’Abruzzo disastrato,

dai cronisti flagellato,

con notizie a sensazione,

scarsi pur di…professione,

sta per esser cancellato

dal… futuro e dal… passato,

perché, come sempre fu

tanta neve qui vien giù.

Nei paesi spopolati

ci si sente abbandonati,

a promettere son tanti

ma poi mancano i…contanti;

si raccolgono le offerte,

ma non sono mai certe,

e si scopre, là per là,

che un intoppo già ci sta

e non trovano la via

per fatal…burocrazia!

Quel che scrive il “Barbanera”

quasi sempre poi si avvera;

quando fa le previsioni,

ci son scarse imprecisioni:

“A Gennaio, state pronti,

che c’è neve sopra i monti”.

E non sbaglia quasi mai!

Chi ci… crede non ha guai,

perché in tempo si prepara,

pur di vincere la gara

contro grandi nevicate

che da sempre si son state.

Chi non ha gli spazzaneve

acquistarli allora deve,

se son poi quelli a turbina

scampa certo a ogni rovina:

preparar sale abbondante,

contro il gelo il più importante,

fare le manutenzioni,

sulle elettrificazioni;

piante e alberi controllare,

perché possono crollare;

controllare i cornicioni

contro i rischi dei pedoni;

e fornire anche le pale,

per i vicoli e le scale,

così ogni buon cittadino

dà una mano col vicino.

Stimolare tuttavia

chi fornisce l’energia,

evitando la sorpresa

che per giorni sia sospesa:

senza la manutenzione,

ci son guasti a profusione

e non vale poi strillare

se al buio ti fan restare,

con la scusa dei rimborsi

dopo anni ahimè…trascorsi.

Terremoti, le slavine,

sono fonti di rovine:

con perfette costruzioni,

senza imbrogli e corruzioni,

si potrebbero evitare,

tanti morti e…tante bare!

Il duemila e diciassette

nen se sa coma se mette,

perciò diamoci da fare

per poter guai evitare,

perché i lutti sono tanti

ogni ora più sconcertanti.

Chi ci guida e ci governa

e promesse ognor squaderna

pensi ora a rimediare

ed a darsi più da fare :

le valanghe o le slavine

non son d’origini divine!

E se proprio far si deve,

rivendiamoci la neve

Son milion di tonnellate,

facciam euro a…palate!

                   Mario D’Alessandro

Gennaio 2017

 

UNA CIASPOLATA SU METRI DI NEVE

Tanta neve, circa due metri di altezza. Le insegne stradali sono nascoste. La strada che inizia da VILLA CELIERA PE (714 M), per arrivare all’inizio dell’anello di sci di fondo per la piana del Voltigno, arriva al ristorante IL FUNGAROLO, (1000 m). Ci troviamo nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Parcheggiata la vettura fra due muri di neve, si calzano le ciaspole e dopo 3 KM, si arriva all’inizio dell’anello di sci di fondo (1200 m). Giudicata l’ora tarda, è preferibile rinunciare all’anello e si segue la strada innevata per VADO DI FOCINA (1383 m). Lo scenario è caratteristico delle zone nordiche. I faggi, gli abeti, carichi di neve. Il manto nevoso, (il deposito al suolo di tutti i cristalli di neve e ghiaccio), brilla. La neve è di una qualità eccellente, asciutta, scivolosa, polverosa. Ho riflettuto che al Nord Italia la neve è sparata dai cannoni, è NEVE ARTIFICIALE!

Lo stesso giorno, Domenica 29 gennaio, fra le fangose valli di Fiemme e Fassa, nel Trentino, si è disputata la classica e lunga Marcialonga di sci di fondo, ridotta a 53 KM, per la mancanza della neve naturale. Per innevare l’anello, sono stati impiegati 6900 camion che hanno utilizzato ettolitri di nafta, inquinando il già compromesso ambiente. E i 34.600 metri cubi di acqua potabile prelevata dagli acquedotti, conoscendo quante persone muoiono di sete? Tutto questo per la gioia del turismo, degli alberghi, dei ristoranti.

AL VADO DI FOCINA, con lo sguardo che si perde all’infinito, godendo delle vette innevate, come il monte Camicia, nel silenzio assoluto, ti rilassi e pensi che a pochi chilometri, una valanga ha procurato pochi giorni fa, morte e distruzione. Nella mia città, Chieti, nel pomeriggio, si è celebrata la funzione funebre di una coppia che ha lasciato orfano il figlio, estratto vivo dalle macerie.  Si torna indietro ed ancora con il sole splendente, si sale in macchina, mentre lo spazzaneve cerca di aprire la strada per battere le piste.  

Lunghezza: 12 Km

Dislivello: 400 m

Tempo: 4,5 h

Difficoltà: EAI (escursionistico in ambiente innevato)

 

 

Luciano Pellegrini 

 

L’ANNO NUOVO

L’ANNO NUOVO

… È un po’ più vecchio, ma Cambia  Di Poco

Che ci porta il Duemiladiciassette,

che vien di notte tra spari e spumante?

Non può saperlo mago o chiromante,

nessuno può saper cosa promette!

Bisogno di promesse non abbiamo,

dopo le tante che abbiamo ricevute,

la gran parte di esse non mantenute,

cose certe e concrete insiem vogliamo.

Non cercan tanti giovani un tesoro,

non precario, con stipendio adeguato,

magari anche a tempo indeterminato,

vogliono solamente un buon lavoro!

E chi lavora da tanti e tanti anni,

ingiuriando ancor più la Fornero,

che il loro futuro ha reso così nero,

possa andare in pensione senza affanni.

E invece pensionati e pensionate,

che prendono una miseria ogni mese,

ed ogni giorno hanno amare sorprese,

voglion sempre pensioni più aumentate.

E chi pensa alla povera Famiglia,

con i figli da crescere e educare,

senza aiuti sui quali poter contare,

se il Governo è lontano mille miglia?

E la salute chi ce la dà buona?

Or per tutto c’è il ticket da pagare,

per le visite più mesi da aspettare,

ci vuole una sanità che funziona.

Anche le tasse sono troppo esose,

c’è sempre chi dice che: “Ecco le abbasso!”

ma nessuno si accinge a questo passo,

la gente vuole tasse meno odiose.

Ed è sempre più cara la benzina,

per l’auto c’è il bollo di proprietà,

le strade son pien di buche, si sa,

ma nessuno a ripararle si avvicina.

Natura ed ambiente sono inquinati,

dei rifiuti è un affar lo smaltimento,

con abuso se ne fa … spargimento,

scarichi e gas son da noi respirati.

Ognuno costruisce dove vuole,

son le tecniche antisismiche ignorate,

ogni anno abbiam zone terremotate,

e le prime a cader sono le…scuole.

Dovunque regna pur la corruzione,

ad ogni appalto volan le tangenti,

ma tutti poi si dicono …innocenti,

e non perdono nemmeno le poltrone.

Camorra,  ‘Ndrangheta, Sacra corona,

la Mafia più agguerrita siciliana,

hanno in man l’economia italiana,

con esse l’Alta Finanza tenzona.

Meno male che abbiamo in Vaticano

il Santo Padre in Argentina nato,

che come San Francesco si è chiamato,

che con Fede e Speranza dà una mano.

 

Per tanti giovani, a emigrar costretti,

perché non trovan da noi occupazione,

facciamo appello alla Costituzione,

perché i diritti lor siano protetti.

Che dir dell’Abruzzo terra nostrana?

una fabbrica ogni due chiude i battenti,

per l’estero i giovani son partenti

ogni paese è a rischio per sisma o frana.

E Chieti città sola e abbandonata?

Dicono di salvarla in…funivia,

la cosa più che sciistica che ci sia,

e la pista dove verrà tracciata?

Ma che ci fai coi versi e la poesia?

dall’Anno che se ne va, sento dire,

Lo sai come qua tutto va a finire!

Scaccio - gli dico – la malinconia!

E all’Anno che arriva, pien di baldanza,

annunciando bene e prosperità,

e, chissà, anche tanta felicità,

dico: “Assicura almeno la speranza!

E pe’ ffinì sta longa tiritere,

l’augurie ve le facce mò ‘n dialette:

l’anne che vvè o cche porte la salute

ca a ugne case è sempre la bbemmenute,

e se ce stà cchjù Eure ca l’accumpagne,

se compre cose bbune ca se magne,

a la facce de tante governante,

ca fa stà malamente a tutte quante.

         Ve le dice pure ast’uccasione

         chj vè dette da tutte Lu Bbarone.

                                      (Mario D’Alessandro)

 

Chieti, 31 Dicembre 2016 – 1 Gennaio 2017

 

FONDO ESCURSIONISMO AL PIANO DI TARICA

FONDO ESCURSIONISMO AL PIANO DI TARICA

Ed infine la neve è arrivata, poca, ma sufficiente per fare funzionare gli impianti. Ho scelto di sciare al Piano di Tarica, (Passo Lanciano CH), con gli sci da fondo escursionismo perché è uno dei migliori ambienti per questo sport. Inoltre offre gli ampi panorami, il massiccio della Maiella, il Gran Sasso, il Sirente, il Velino, il Morrone, la Laga, la Montagna dei Fiori, le montagne del parco, il mare, i tanti paesi. La neve si trova solo sulla Maiella, immagino l’invidia di tutte le montagne attorno… Insomma, un osservatorio naturale, mare monti. La partenza è da Passo Lanciano, sulla carrareccia per Tarica e Serramonacesca PE.  

Sino a mezzogiorno la qualità della neve è stata ottima, scivolosa, non sprofondava, poi, con l’alzarsi della temperatura, la neve è diventata acquosa, si attaccava alla soletta dello sci e sciare è stato più faticoso.

Bisognava scegliere, o sciolinare o cambiare attrezzatura …, calzare le ciaspole. Le ho portate perché prevedevo che la poca neve poteva creare fastidio e le ho allacciate allo zaino. Ho la facilità di fare la sostituzione, sci/ciaspole, perché lo scarpone si adatta agli attacchi. Senza difficoltà sono sceso sino ai mille metri dove la neve è finita. Ho goduto in solitudine il RUMORE, quasi impercettibile, DEL SILENZIO…il cinguettio di qualche passerotto, lo scricchiolio della neve, le gocce del ghiaccio che si scioglieva e cadeva a terra. Gli abeti, carichi di neve, hanno riprodotto un ambiente natalizio.

I rami dei faggi, i rovi, gli steli di erba, rivestiti dalla “Galaverna”, (aghi, scaglie ghiacciate), sembravano cristalli affilati. Solo orme di volpe, lepre, cinghiale. C‘è la pace più assoluta.

Incredibile trovare questi paesaggi che si immaginano in altri paesi come il Canada o la Finlandia invece sono a portata di mano.

 

Dislivello 250 metri

Difficoltà EAI (Escursionismo In Ambiente Innevato)

Lunghezza 10 KM

Durata 4 ore A/R senza soste

 

Luciano Pellegrini 

 

AUTO CURARSI CON LA CANNABIS PUÒ DIVENTARE UNA TORTURA

Fabrizio Pellegrini è nato a Chieti il 30 giugno 1968. Ha frequentato l’Istituto statale d'Arte Nicola Da Guardiagrele e contemporaneamente il conservatorio Luisa D’annunzio a Pescara, (sfruttando un dono di natura LA MUSICA), dove si è diplomato in pianoforte. Un’altra passione è dipingere. Il suo spirito libero lo ha espresso nei quadri con i paesaggi montani e marini. E’ un ambientalista rispettoso della natura ed ha partecipato per anni ad una corsa in montagna ideata dal CAI (club alpino italiano) di Chieti, IL GIRO DEI TRE RIFUGI, (1200 metri di dislivello). Poi, nel 2002, i primi segnali di una malattia. La “fibromialgia e l’artrite reumatoide”, con l’aggravante della “sindrome neuro-vegetativa con patologia reumatica all’apparato muscolo-scheletrico”. All’inizio ha provato a curarsi con gli antiinfiammatori, senza risultato. La cura a base di cannabinoidi è l’unica efficace per allievare il dolore, ma è cara. In Italia ci sono ASL (Azienda Sanitaria Locale) in TOSCANA, PUGLIA, LIGURIA, LOMBARDIA, PIEMONTE, MARCHE ED EMILIA ROMAGNA, che rimborsano la spesa per acquistare in farmacia la Cannabis sativa (Bedrocan), un farmaco galenico importato dall’Olanda. Il costo attuale è di 21 euro al grammo, dose minima giornaliera da assumere. Quindi il costo mensile è di circa 600 euro. In Abruzzo nel mese di ottobre è stato riconosciuto il decreto attuativo della legge riguardante l'utilizzo della cannabis per scopi terapeutici, approvata due anni e mezzo fa dal consiglio regionale dalla Regione Abruzzo. Però l’ex consigliere regionale della passata legislatura, Maurizio Acerbo che aveva proposto questa legge, si lamenta perché la possibilità di ricevere questi preparati a base di cannabinoidi gratuitamente, è stato ristretto ad alcune categorie di malati e per alcune patologie

Sarà un caso, ma è stato escluso il dolore della fibromialgia, in pazienti con resistenza ai trattamenti convenzionali. E’ la malattia di Fabrizio, che ha dei problemi di salute e dovrebbe invece ricevere i farmaci che gli spettano sulla base della legge presentata nel 2014. L'assessore alla sanità, Silvio Paolucci ha difeso il suo operato http://sclerosi-multipla.news/sclerosi-multipla-ultime-notizie-novita-e-news/uso-cannabis-terapeutico-pubblicato-il-decreto-della-regione-abruzzo-su-farmaci-cannabinoidi-20161004-34986/?t=f, ed ha spiegato che ha utilizzato un gruppo di lavoro, composto da tutti i responsabili delle UU.OO. di terapia del dolore e cure palliative presenti in Abruzzo, per avere la risposta scientifica da questi esperti.

Quindi gli esperti hanno deciso che queste persone afflitte e sofferenti per questa malattia, hanno i giorni contati, se non hanno la possibilità economica di acquistare la cannabis dal costo proibitivo, specialmente per chi non ha nessun reddito. Anche a livello parlamentare la discussione sulla cannabis è ferma. Alcune regioni hanno messo in azione una legge propria, ma Fabrizio sta soffrendo e facendo da cavia. Per il momento la risposta è… si vedrà. Lo Stato italiano in via “sperimentale” ha autorizzato lo stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze, come luogo di coltivazione e produzione della cannabis terapeutica. Fabrizio, dopo due mesi di carcere, nei primi giorni di agosto, è stato trasferito a casa della sorella per gli arresti domiciliari, dove si è trattenuto sino al 29 settembre. Poi è stato trasferito nella frazione di Sammartini, che fa parte del comune di Crevalcore, in provincia di Bologna, che è distante dal capoluogo 40 chilometri. Nel territorio di Sammartini è presente una parrocchia intitolata ai Santi Francesco e Carlo di Sammartini, in Piazza Don G. Dossetti 10, dove Fabrizio è ospite. Però alla data odierna Fabrizio non ancora ha un medico di base che deve prescrivergli la cannabis. Anzi, sembra che la regione Emilia e Romagna non la dispensa. Infatti Fabrizio deve acquistarla con i soldi della madre pensionata, con un costo di 160 euro a confezione, (10 grammi che soddisfano a mala pena 10 giorni) e pagando 10 euro ad un trasportatore che glielo consegna, perché se lo deve procurare da una farmacia di Ferrara. Nella comunità di Sammartini BO gode di un’ora di aria che lo impegna con una passeggiata. Sta cercando di farsi tornare la voglia a dipingere, il piano che sembrava di poter utilizzare nella chiesa, non c’è…, ma i dolori sono sempre insopportabili. Si è chiesto perché l’onorevole Luigi Manconi del PD ha scelto questa comunità quando in Liguria la cannabis viene distribuita gratuitamente? Ora va avanti con le collette di amici, per quanto tempo? Per alleviare i dolori fa yoga e si distende a terra! Natale è vicino e si chiede perché deve essere torturato, solo per aver cercato di auto-curarsi!

Luciano Pellegrini

 
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