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9 Ottobre 2026

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Buscè in confusione, ma il Pescara (senza gioco e identità) non ha più tempo da perdere e domenica l'imperativo è vincere

Antonio Buscè

Buscè in confusione, ma il Pescara (senza gioco e identità) non ha più tempo da perdere e domenica l’imperativo sarà vincere

Otto punti di ritardo accumulati dalla vetta nelle prime cinque partite. E la prospettiva di una trasferta, domenica a Sestri Levante, in cui l’imperativo è vincere contro il Vado, altrimenti sì che la panchina di Antonio Buscè inizierà a traballare. Le rassicurazioni del presidente Daniele Sebastiani storicamente sono un preavviso di esonero. Basta chiedere a chi negli ultimi anni prima è stato riempito di elogi e poi è stato esonerato. Il Pescara non ha identità e gioco dopo cinque partite, prende gol regolarmente e mercoledì è stato salvato da una prodezza individuale. Il Gubbio finché ha avuto benzina nelle gambe ha messo in difficoltà i biancazzurri, nonostante il tasso di esperienza inferiore e la qualità tecnica dei singoli non all’altezza dei biancazzurri. Se non fosse stato per una prodezza individuale il Pescara avrebbe perso così come va detto che grazie alla perla di Parigi, alla fine, ha rischiato di vincere.  Dopo tre mesi di lavoro sul 4-3-3 Buscé ha fatto intendere che il Pescara cambierà modulo: Parigi gioca meglio con un sotto punta come Ferraris o con una seconda punta al fianco, questa la sintesi del pensiero espresso dal tecnico nel dopo partita alla luce di quanto visto nel secondo tempo di mercoledì sera. Perché quel primo tempo impalpabile e deludente è stato colpa di Buscè, lo ha detto lui stesso. Ora si pone una riflessione: il ragionamento dell’allenatore significa che per mesi ha cercato un attaccante non adatto al sistema di gioco, il 4-3-3, che stava portando avanti e coltivando nelle partite e negli allenamenti. Questo significa che sta entrando in confusione, ammesso che non abbia già fatto ingresso nel meraviglioso mondo in cui i tecnici dicono tutto e il contrario di tutto. Se il presidente Sebastiani dice che il Pescara è da primi posti e oggi è nella parte destra della classifica c’è qualcosa che non va. Forse l’allenatore? Oppure il direttore sportivo Pasquale Foggia confermato un secondo dopo la retrocessione in C? Vincendo domenica Buscè si assicurerà un po’ di ossigeno, ma i nodi resteranno al pettine. Possibile che in una rosa come quella allestita dal Pescara non ci sia un giocatore di interdizione degno di un organico che vuole salire in B? Dai quasi settemila delle prime due uscite di campionato si è passati, mercoledì sera, ai 4.700. E per tutta risposta la notte del riscatto dopo il ko con l’Atalanta Under 23 è iniziata con 45’ da dimenticare. Non è più tempo di chiacchiere. La C non aspetta. (r.c.)

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