{"id":73509,"date":"2026-10-31T00:09:57","date_gmt":"2026-10-30T23:09:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.abruzzopopolare.it\/cms\/2026\/10\/31\/economia-dei-territori-studio-della-dannunzio-2\/"},"modified":"2026-10-31T00:09:57","modified_gmt":"2026-10-30T23:09:57","slug":"economia-dei-territori-studio-della-dannunzio-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.abruzzopopolare.it\/cms\/2026\/10\/31\/economia-dei-territori-studio-della-dannunzio-2\/","title":{"rendered":"Studio dell&#8217;universit\u00e0  \u201cd\u2019Annunzio\u201d sulla Economia dei territori, perch\u00e9 alcune province crescono e altre restano indietro"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cosa rende un territorio capace di sviluppare produzioni pi\u00f9 sofisticate e rafforzare il proprio potenziale di crescita? \u00c8 il tema dello studio dal titolo<em>\u201cEconomic complexity of Italian provinces: the role of cognitive and institutional proximity\u201d (\u201cComplessit\u00e0 economica delle province italiane: il ruolo della prossimit\u00e0 cognitiva e istituzionale\u201d),<\/em> firmato dai docenti Davide Quaglione e Dario D\u2019Ingiullo dell\u2019universit\u00e0 degli studi \u201c<em>Gabriele d\u2019Annunzio<\/em>\u201d di Chieti-Pescara e dalla professoressa Adriana C. Pinate del Gran Sasso Science Institute, pubblicato sulla rivista internazionale <em>Economics of Innovation and New Technology<\/em>. Al centro della ricerca c\u2019\u00e8 la complessit\u00e0 economica, cio\u00e8 la capacit\u00e0 di un sistema locale di combinare un paniere di esportazioni diversificato con prodotti che richiedono competenze sofisticate e poco diffuse, difficili da replicare per i concorrenti. Istituzioni efficienti, impegno civico e scambi di conoscenze tra settori affini contribuiscono a rafforzare le capacit\u00e0 produttive dei territori, anche nelle attivit\u00e0 tradizionali.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Dati Istat-Coeweb<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"> Lo studio ha passato in rassegna 103 province italiane nel periodo 2008-2018, calcolando l\u2019indice di <em>Fitness-Complexity<\/em> sui dati di esportazione manifatturiera Istat-Coeweb e mettendolo in relazione con la qualit\u00e0 delle istituzioni locali, la variet\u00e0 dei settori affini e la struttura delle competenze tecnologiche rilevata attraverso i brevetti. I risultati delineano i fattori che favoriscono lo sviluppo di sistemi produttivi provinciali pi\u00f9 complessi. Un primo risultato riguarda il carattere cumulativo delle capacit\u00e0 produttive. La complessit\u00e0 economica di un territorio dipende anche dalle competenze accumulate nel tempo e dal \u201c<em>saper fare<\/em>\u201d gi\u00e0 radicato nelle comunit\u00e0 locali. Anche la qualit\u00e0 delle istituzioni locali \u00e8 positivamente associata alla complessit\u00e0 economica provinciale. A contare sono soprattutto l\u2019efficacia dell\u2019azione pubblica, la certezza delle regole e la partecipazione civica. Nei territori provinciali, quest\u2019ultima dimensione riflette anche la vitalit\u00e0 dell\u2019associazionismo, della cooperazione e della cittadinanza attiva. La partecipazione sociale e il buon funzionamento delle istituzioni creano condizioni favorevoli alla circolazione delle conoscenze e allo sviluppo di produzioni pi\u00f9 sofisticate. La ricerca evidenzia inoltre il contributo della \u201c<em>variet\u00e0 correlata<\/em>\u201d, cio\u00e8 della presenza di attivit\u00e0 diverse accomunate da competenze complementari. La sua associazione positiva con la complessit\u00e0 economica emerge soprattutto nella manifattura a medio-bassa tecnologia e nei servizi a minore intensit\u00e0 di conoscenza, come trasporti, magazzinaggio e commercio. Il dialogo tra comparti affini facilita lo scambio di conoscenze pratiche e la loro ricombinazione in soluzioni originali. Questi servizi possono sostenere la distribuzione e l\u2019accesso ai mercati delle produzioni manifatturiere pi\u00f9 complesse. Sul piano tecnologico emerge il ruolo dell\u2019ampiezza dei campi nei quali il territorio possiede competenze specializzate, misurata attraverso i brevetti. Questa caratteristica \u00e8 positivamente associata alla complessit\u00e0 economica nella maggior parte delle specificazioni analizzate. Per il grado di affinit\u00e0 tra le specializzazioni tecnologiche presenti nel territorio, esaminato separatamente, lo studio non rileva un\u2019associazione statisticamente significativa.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il pensiero di Quaglione<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201c<em>Le politiche di sviluppo locale devono partire dalle competenze e dalle capacit\u00e0 produttive dei territori<\/em> &#8211; spiega il professor Davide Quaglione, direttore del Dipartimento di Studi Socio-Economici, Gestionali e Statistici della <em>d\u2019Annunzio. &#8211; Occorre favorire ponti tra le attivit\u00e0 produttive esistenti, in particolare nella manifattura a medio-bassa tecnologia e nei servizi collegati, sostenendo lo scambio di conoscenze e l\u2019ammodernamento dei settori tradizionali. \u00c8 importante anche ampliare la gamma delle competenze tecnologiche presenti nei territori. Infine, bisogna migliorare l\u2019efficienza e la trasparenza degli uffici pubblici e stimolare la partecipazione civica e il coinvolgimento del terzo settore. Sono punti fermi per una politica industriale territoriale capace di accompagnare l\u2019accumulazione e la diffusione delle conoscenze\u201d.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cosa rende un territorio capace di sviluppare produzioni pi\u00f9 sofisticate e rafforzare il proprio potenziale&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":73508,"comment_status":"","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[628],"class_list":["post-73509","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-primo-piano","tag-uda"],"featured_image_urls":{"full":["https:\/\/www.abruzzopopolare.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Foto-Professor-Davide-Quaglione.jpeg",1254,1254,false],"thumbnail":["https:\/\/www.abruzzopopolare.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Foto-Professor-Davide-Quaglione-150x150.jpeg",150,150,true],"medium":["https:\/\/www.abruzzopopolare.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Foto-Professor-Davide-Quaglione-300x300.jpeg",300,300,true],"medium_large":["https:\/\/www.abruzzopopolare.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Foto-Professor-Davide-Quaglione-768x768.jpeg",640,640,true],"large":["https:\/\/www.abruzzopopolare.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Foto-Professor-Davide-Quaglione-1024x1024.jpeg",640,640,true],"1536x1536":["https:\/\/www.abruzzopopolare.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Foto-Professor-Davide-Quaglione.jpeg",1254,1254,false],"2048x2048":["https:\/\/www.abruzzopopolare.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Foto-Professor-Davide-Quaglione.jpeg",1254,1254,false],"newsever-slider-full":["https:\/\/www.abruzzopopolare.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Foto-Professor-Davide-Quaglione-1254x845.jpeg",1254,845,true],"newsever-featured":["https:\/\/www.abruzzopopolare.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Foto-Professor-Davide-Quaglione-1024x1024.jpeg",1024,1024,true],"newsever-medium":["https:\/\/www.abruzzopopolare.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Foto-Professor-Davide-Quaglione-720x475.jpeg",720,475,true]},"author_info":{"display_name":"Redazione Abruzzo Popolare","author_link":"https:\/\/www.abruzzopopolare.it\/cms\/author\/admin\/"},"category_info":"<a href=\"https:\/\/www.abruzzopopolare.it\/cms\/category\/primo-piano\/\" rel=\"category tag\">Primo Piano<\/a>","tag_info":"Primo Piano","comment_count":"0","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.abruzzopopolare.it\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/73509","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.abruzzopopolare.it\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.abruzzopopolare.it\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.abruzzopopolare.it\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.abruzzopopolare.it\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=73509"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.abruzzopopolare.it\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/73509\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.abruzzopopolare.it\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/media\/73508"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.abruzzopopolare.it\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=73509"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.abruzzopopolare.it\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=73509"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.abruzzopopolare.it\/cms\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=73509"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}